Giugno 14, 2026
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REGIONE UMBRIA – Case popolari, Un Patto Avanti: “Il Tar solleva forti dubbi di incostituzionalità della norma voluta dalla destra”

Riceviamo e pubblichiamo – Escludere dalle case popolari in modo automatico interi nuclei familiari per vecchi precedenti penali, anche molto risalenti nel tempo, è non solo ingiusto, ma come abbiamo più volte ripetuto, molto probabilmente incostituzionale. Oggi il Tar dell’Umbria conferma questo indirizzo rinviando alla Consulta la vecchia legge voluta dalla destra, che la nostra maggioranza ha da poco, profondamente modificato, rimettendo al centro della normativa il bisogno delle persone”.

Questa pronuncia del TAR dell’Umbria — che ha sospeso il giudizio per rimettere la questione alla Corte Costituzionale, ritenendo la vecchia norma irragionevole, sproporzionata e persino invasiva delle competenze esclusive dello Stato — rappresenta una clamorosa e definitiva bocciatura del modello della destra e, al contempo, la dimostrazione della necessità e della correttezza della riforma fortemente voluta dall’attuale governo regionale.

Le modifiche che abbiamo apportato alla legge sull’edilizia residenziale pubblica mirano proprio a cancellare quegli automatismi ciechi e quelle rigidità normative che puntavano ad escludere anziché includere e, soprattutto, calpestavano il principio costituzionale della funzione riabilitativa della pena, che spetta a ogni cittadino.

L’equità sociale non può essere uno slogan elettorale da sbandierare a convenienza, come continuano a fare gli esponenti della minoranza di destra. Applicare condizioni eque significa garantire a tutti le medesime opportunità di partenza, abbattendo discriminazioni, barriere ideologiche e ostacoli normativi che finora hanno penalizzato le fasce più fragili della nostra comunità.

A chi, ancora oggi, agita lo spauracchio della sicurezza e del degrado per giustificare l’esclusione sociale in aree già fortemente svantaggiate, rispondiamo con chiarezza: la vera sicurezza e la legalità non si impongono con l’emarginazione o con norme manifesto destinate a infrangersi davanti ai tribunali, ma si costruiscono giorno dopo giorno attraverso l’inclusione, il sostegno sociale e la coesione abitativa.

Questo pronunciamento del TAR — che segue i precedenti stop subiti dalla destra su dossier cruciali come lo stadio-clinica a Terni e il Nodino di Perugia — dimostra l’approssimazione amministrativa e la fragilità giuridica con cui l’Umbria è stata governata negli ultimi anni. La giustizia amministrativa e la Costituzione si confermano, ancora una volta, un argine insuperabile contro la propaganda e le forzature ideologiche delle destre.

Così in una nota i partiti e i movimenti della coalizione Un Patto Avanti

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