Agosto 29, 2026
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Nella pellicola, oltre a Tim Curry, compare anche Donald Trump, proprietario dell’ Hotel Plaza di New York. L’attore britannico era stato colpito da un ictus nel 2012

(La voce di New York.com) – Uno sorriso terrificante quello del suo Pennywise, ancora oggetto di meme e ricordi sui social. Così come una comparsa rimasta nella storia quella nel film “Mamma ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York”, dove interpretava il receptionist di un albergo di lusso. Tim Curry ci ha lasciati all’età di 80 anni per cause naturali, ma dopo 14 difficili anni in cui la sua salute è stata fortemente compromessa da un ictus che lo aveva colpito nel 2012.

La sua carriera

La carriera di Tim Curry era iniziata sul palcoscenico londinese, e fu proprio il teatro a consegnargli il ruolo destinato a diventare il simbolo della sua intera carriera: quello del dottor Frank-N-Furter in The Rocky Horror Show, musical scritto da Richard O’Brien e portato per la prima volta in scena nel 1973. Curry interpretò nuovamente il personaggio nella trasposizione cinematografica del 1975, The Rocky Horror Picture Show, trasformando lo scienziato bisessuale e trasgressivo, vestito di corsetto, calze a rete e tacchi, in una delle figure più riconoscibili della cultura pop. Il film, inizialmente accolto con freddezza, sarebbe diventato negli anni un fenomeno di culto, anche grazie alle proiezioni di mezzanotte e alla partecipazione attiva del pubblico. Da quel momento Curry costruì una carriera straordinariamente versatile tra cinema, televisione, teatro e doppiaggio, passando da Annie a Legend, da Clue a Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York, fino al ruolo di Pennywise nella miniserie televisiva It del 1990.

L’ictus e gli ultimi anni difficili

Gli ultimi anni della vita di Tim Curry erano stati segnati dalle conseguenze di un grave ictus che lo aveva colpito nel 2012. L’attore aveva dovuto affrontare un lungo percorso di riabilitazione e da allora aveva ridotto sensibilmente le sue apparizioni pubbliche, pur continuando a lavorare nel mondo dello spettacolo. Costretto a utilizzare una sedia a rotelle, Curry non aveva però abbandonato del tutto le sue attività: aveva continuato a recitare e a doppiare, oltre a partecipare occasionalmente a eventi dedicati ai suoi ruoli più celebri. Negli anni successivi aveva anche trovato nella musica e negli incontri con i fan un modo per rimanere legato al suo pubblico, mostrando una determinazione che lo aveva accompagnato per oltre un decennio dopo l’ictus.

Dal volto provocatorio e irriverente di Frank-N-Furter al sorriso inquietante di Pennywise, fino ai personaggi più leggeri e alle sue interpretazioni teatrali, Curry ha saputo imprimere un segno riconoscibile in ogni ruolo. Un talento capace di trasformare anche una breve apparizione in un ricordo destinato a rimanere, consegnandolo alla cultura popolare e a generazioni di spettatori che, ancora oggi, continuano a ritrovare nei suoi personaggi la stessa forza e lo stesso magnetismo.

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