Terni, ipotesi nuova moschea: Lega propone l’avvio di un confronto e un referendum cittadino

“Avviare subito un confronto pubblico trasparente e una valutazione seria sugli aspetti legali e sull’impatto urbanistico, sociale e territoriale derivante dalla possibile realizzazione di un nuovo e più grande centro islamico in zona Viale Brin”. A intervenire è il Segretario comunale Lega Terni, Devid Maggiora.
“Sappiamo che in Italia è prevista la libertà religiosa, ma la costruzione di ogni luogo di culto deve rispettare gli stessi requisiti urbanistici, edilizi, di sicurezza e trasparenza previsti per tutti – spiega Maggiora – L’assenza di un’intesa tra lo Stato e una rappresentanza dell’Islam italiano ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione conferma una indisponibilità dei rappresentanti islamici a riconoscere la priorità della Legge dello Stato sulla religione stessa e da ciò ne scaturisce la necessità di regole chiare e controlli puntuali.
L’integrazione non può essere a senso unico: chi vive in Italia, anche se musulmano, deve riconoscere nella legge italiana il riferimento, rispettare la parità tra uomo e donna, la libertà individuale ed espressione, la laicità delle istituzioni e il diritto delle donne a lavorare, studiare e vivere liberamente. Nessuno deve rinunciare alla propria fede, ma la Legge italiana ha la priorità su qualsiasi fatwa o precetto religioso.
Viale Brin e altre zone della città presentano già una significativa concentrazione di popolazione straniera. La progressiva presenza di luoghi di culto, attività e servizi rivolti prevalentemente alla stessa comunità rischia di creare quartieri separati dal resto della città. Questo non è integrazione, ma auto ghettizzazione. Anche per questo è necessario affrontare il tema con criteri uniformi, come richiesto dalla proposta di legge annunciata a fine agosto dalla Lega a livello nazionale per rafforzare i controlli urbanistici, di sicurezza e trasparenza sui nuovi insediamenti islamici.
Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di procedere a una valutazione pubblica e trasparente dell’impatto urbanistico e sociale del nuovo centro islamico oltre alla verifica del rispetto delle normative urbanistiche, edilizie, di sicurezza e di ordine pubblico. Fondamentale avviare un referendum cittadino per garantire ai ternani il diritto di decidere su una scelta così importante per il nostro territorio. Necessario, infine, fare piena trasparenza sulla provenienza delle risorse e sulle organizzazioni che finanziano e gestiscono i luoghi di culto, nel rispetto della normativa vigente.
Non siamo contro chi viene in Italia per lavorare, vivere onestamente e rispettare le leggi, ma contro ogni forma di illegalità, di fondamentalismo religioso, segregazione sociale e mancata integrazione. Terni deve essere una città nella quale tutti possano vivere liberamente secondo un’unica legge: quella italiana. Prima la legalità, il rispetto della nostra Costituzione e una vera integrazione. Continueremo a vigilare e a chiedere trasparenza all’Amministrazione comunale”.
