I piloti avevano sbagliato pista ma si sono accorti dell’errore in tempo e hanno scongiurato una tragedia – All’aereoporto di Bruxelles, a causa del ghiaccio sulle piste e delle scarse condizioni di visibilità, il velivolo aveva imboccato per errore una via di rullaggio invece della pista di decollo
Da DAGOSPIA – Estratto dell’articolo di Leonard Berberi per www.corriere.it
A un certo punto, con i motori al massimo e l’aereo lanciato oltre i 200 chilometri orari, il primo ufficiale si accorge che lo spazio davanti sta diventando troppo ristretto per poter decollare in tranquillità. Poi guarda alla sua destra. E nota che la pista, quella vera, è un’altra. «No, questo non va bene», esclama. Poi, rivolto al comandante, urla quattro volte: «Stop! Stop! Stop! Stop!». Sette secondi dopo il jet tocca la sua velocità massima — 235 chilometri orari — prima di rallentare e fermarsi, ad appena 65 metri dai depositi con tonnellate di cherosene dell’aeroporto di Bruxelles.
La sera del 5 febbraio scorso un Airbus A320neo di Scandinavian Airlines (Sas) diretto a Copenaghen ha rischiato seriamente di sfondare la recinzione e di finire contro il distributore di carburante dopo una catena di eventi che hanno portato a quello che le autorità belghe definiscono un «serious incident» nel rapporto preliminare. Non solo il comandante — pilota esperto — non sembra essersi accorto dell’errore, ma nemmeno alla torre di controllo hanno notato che il velivolo si era infilato in una via di rullaggio e non sulla pista per il decollo.
Non hanno aiutato — si legge tra le righe del documento — una certa fretta di ripartire per recuperare il ritardo accumulato, soprattutto a causa di alcune procedure di sghiacciamento. E nemmeno l’asfalto bagnato dalla pioggia, che ha reso più complicato distinguere i vari elementi, con le luci che si riflettevano un po’ ovunque. «Stiamo bene, ma qualcosa è andato davvero storto», sono le ultime parole del pilota alla torre di controllo[…]
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Gli investigatori sottolineano che non esiste una singola causa. L’episodio è il risultato di una concatenazione di fattori. La notte è buia — con la luna non visibile —, le superfici sono bagnate dalla pioggia, i riferimenti visivi sono ridotti. Non solo. Nel punto dell’errore — «un incrocio complesso» — c’è un «hot spot», una zona nota per possibili confusioni di navigazione a terra. E proprio lì una delle insegne luminose che indica la via di rullaggio E1 non funziona.
Il rapporto preliminare sottolinea che l’aereo non era dotato di strumenti che avvisano i piloti quando un decollo avviene da una pista sbagliata. Il sistema di allarme aeroportuale non ha segnalato l’errore perché il monitoraggio automatico dei movimenti è progettato per individuare le partenze da piste sbagliate, ma non da una via di rullaggio.





