Il popolo della Lega Nord piange il suo fondatore Umberto Bossi. Ha segnato la vita politica della Seconda Repubblica ed è parte integrante della storia del centrodestra italiano. Si è spento a 84 anni
VareseNews.it – È morto Umberto Bossi, il “Senatùr”, fondatore della Lega Nord. Aveva 84 anni. Con lui scompare uno dei protagonisti più controversi e riconoscibili della Seconda Repubblica, capace di trasformare un movimento territoriale – nato nel Varesotto come Lega Lombarda – in una forza politica nazionale.
Bossi era nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago, nel cuore della provincia di Varese, terra che non ha mai smesso di rappresentare e da cui ha tratto linguaggio, simboli e consenso. È proprio nel tessuto sociale ed economico del Varesotto che prende forma la sua parabola politica: tra fabbriche, piccola imprenditoria e identità locali, elementi che diventeranno il motore della sua narrazione autonomista, assemblando elementi da culture politiche diverse.
Il legame con il territorio non è mai stato solo simbolico. A Samarate, nei primi anni dell’attività politica, si muovono alcuni dei nuclei iniziali del consenso leghista; è qui e nei comuni limitrofi che il messaggio di autonomia e federalismo trova terreno fertile. Ma è soprattutto Gemonio, dove Bossi ha vissuto a lungo, a diventare il suo vero “quartier generale”: una casa privata trasformata negli anni in luogo politico, punto di riferimento per dirigenti, militanti e giornalisti. Solo negli ultimi anni, con la Lega di Salvini, quel punto simbolico era man mano scomparso dalle ccronache nazionali
Deputato, senatore, europarlamentare e più volte ministro, Bossi ha segnato profondamente il dibattito pubblico italiano, portando al centrotemi come il federalismo, il rapporto tra Nord e Sud e la riforma dello Stato. Il soprannome “Senatùr”, nato dalla sua prima elezione al Senato nel 1987, è diventato negli anni un marchio politico e identitario.
Non sono mancati momenti difficili: dalla malattia che lo colpì nel 2004 alle vicende giudiziarie e politiche che ne hanno segnato l’ultima fase pubblica. Ma anche quando il suo ruolo si è progressivamente ridimensionato, il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla storia della Lega e, più in generale, alla trasformazione del sistema politico italiano.
Oggi, nei luoghi della sua vita – Cassano Magnago, Samarate, Gemonio – resta il segno concreto di una stagione politica che ha avuto nel Varesotto il suo epicentro. Una stagione fatta di comizi nelle piazze, sezioni di partito, militanti e amministratori locali, che da questa provincia hanno contribuito a cambiare il volto della politica nazionale.
