Olimpiadi, la soluzione del sindaco di Frosinone: “Se Roma non le vuole ci pensiamo noi insieme a Latina, Rieti e Viterbo”

Nicola Ottaviani, primo cittadino di Frosinone, propone di cambiare la denominazione per la candidatura da “Roma 2024” a “Roma Capitale 2024”

Se la Raggi rinuncia, le Olimpiadi del 2024 possono essere organizzate comunque nel Lazio sfruttando l’unità degli altri quattro capoluoghi e la provincia di Roma. La proposta arriva da Frosinone, dal suo primo cittadino Nicola Ottaviani. “Se il sindaco di Roma, dopo aver espresso la propria contrarietà alla localizzazione del nuovo stadio dei giallorossi, con un investimento superiore al miliardo di euro, dovesse insistere anche nella contrarietà rispetto al progetto delle Olimpiadi 2024 – ha detto il sindaco Nicola Ottaviani – pur rispettando le opinioni della Raggi, credo che quattro città capoluogo del Lazio e la stessa provincia romana abbiano non solo il diritto, ma anche il dovere, di surrogarsi in quella che rappresenta un’opportunità unica per l’intero Paese”.

Secondo il primo cittadino ciociaro “se è vero che le Olimpiadi vengono assegnate formalmente ad una città e non direttamente ad una nazione, è pur vero che il riverbero economico e di immagine investe lo Stato organizzatore e tutte le istituzioni che ad esso appartengono, dal governo centrale a quello regionale per finire con l’esecutivo del più sperduto municipio territoriale. La formula, quindi, potrebbe essere quella di indicare le Olimpiadi non semplicemente con il nome di “Olimpiadi di Roma 2024”, non permesso dalla giunta capitolina, bensì come “Olimpiadi di Roma Capitale 2024”, in quanto la Capitale è riferibile ad una intera nazione e non può essere appannaggio delle volontà, positive o negative, di un unico Comune”.

E Ottaviani ha ben chiaro che “a quel punto, considerando il fatto che l’area della Capitale, sotto il punto di vista urbanistico e dei trasporti, copre l’intera provincia di Roma, spingendosi alle porte di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti, potrebbero essere proprio le quattro città capoluogo del Lazio a conferire il supporto istituzionale alle Olimpiadi, all’area metropolitana romana, e agli sforzi che stanno profondendo in questa direzione sia il Coni , sia il nostro Governo. Del resto, se il Brasile con tutto il proprio caos istituzionale e addirittura con l’impeachment in corso a carico del proprio presidente è riuscito ad organizzare in due anni Mondiali di calcio e Olimpiadi, generando circa tre punti di pil, non vedo per quale motivo un territorio dotato di grandi risorse e potenzialità come la periferia di Roma non possa avere diritto di giocarsi le proprie carte”.

(RomaToday.it)

Giù le mani da Orvieto: scoppia la polemica sui murales fatti durante l’evento “Atomic Garden”

Murales alla Fortezza dell’Albornoz: i rappresentanti del Comune di Orvieto esprimono soddisfazione e parlano di “un bellissimo regalo lasciato alla Città”. Rischio sanzioni penali se l’area su cui insistono gli immobili colorati con i murales, in mancanza di autorizzazione della Soprintendenza, dovesse risultare sottoposta a vincolo del Ministero dei Beni Culturali

Murales ORVIETO

ORVIETO – “Venite e riqualificateci”. Sembra il nuovo motto di chi governa oggi Orvieto. Forse la Città merita di più. I giardini comunali nel complesso della Fortezza dell’Albornoz sarebbero stati “decorati” con dei murales, durante il festival “Atomic Garden” che si proponeva di trasformare quei luoghi in “giardini della creatività”. Il tutto però solo dal 12 al 14 agosto. Tuttavia pare che si sia un pò esagerato con la “creatività”, visto che le pitture in questione sono permanenti e quindi potrebbero rimanere per sempre. A quanto pare, infatti, sembra che l’evento si sia trasformato in un vero e proprio intervento di riqualificazione urbanistica sul patrimonio immobiliare di Orvieto. A confermarlo è un consigliere comunale di maggioranza, Tiziano Rosati di SEL, che sul proprio profilo facebook ha detto che:

Durante i giorni del Festival – Atomic Garden – i giardini della creatività – abbiamo dato l’opportunità ad alcuni ragazzi davvero bravi ed instacabili di dipingere e riqualificare alcune zone della nostra città lasciate al cemento e all’abbandono. Dopo due giorni di intenso lavoro sono riusciti a lasciarci questo bellissimo regalo all’interno del percorso anello della Rupe.

A sollevare la polemica, più che lecita visto che siamo ad Orvieto e non nel Bronx, è il consigliere comunale di centrodestra Stefano Olimpieri, che scrive:

Spazi pubblici imbrattati: Fortezza dell’Albornoz (giardini comunali) e scala che collega piazza Marconi all’anello intorno alla rupe.
Ormai ad Orvieto si puo’ fare tutto.
Anche questi li ha autorizzati la Giunta Germani?

Gli fa eco il giornalista orvietano Claudio Lattanzi, che commenta:

Ma davvero Orvieto è diventata una città in cui il primo che si alza può “decorare” i muri a proprio piacimento? L’incredibile episodio dei murales realizzati all’interno della fortezza costruita, a metà del 1300, dal cardinal Egidio Albornoz a piazza Cahen e lungo la passeggiata dietro piazza Marconi suscita dubbi inquietanti sul baratro in cui sta sprofondando Orvieto.

Gli autori sarebbero dei ragazzi ospiti di un festival che si è tenuto ai giardinetti della fortezza. C’è una delibera comunale che ha concesso lo spazio per questo evento. Adesso però la questione è una: queste creazioni artistiche sono state autorizzate dal Comune? In caso contrario, mi aspetterei che il sindaco sporgesse immediatamente denuncia contro gli autori dei capolavori in questione. Se invece fossero stati autorizzati, la questione non sarebbe meno grave perchè consentirebbe di capire bene che idea di città hanno in testa quelli che la governano. Ma ce l’immaginiamo una roba del genere ad Assisi? Siamo diventati tutti matti o abbiamo deciso che la città di Signorelli e Maitani diventi come una squallida borgata?

Murales ORVIETO

Il sole splende anche su Chernobyl: mega campo fotovoltaico intorno alla centrale nucleare del disastro

Dopo 30 anni da quel catastrofico 26 aprile, l’ex sito nucleare di Chernobyl (Ucraina) potrebbe ospitare il più grande parco solare del mondo, che punta a soddisfare più di 4000 abitazioni ucraine. Per l’Ucraina si tratta anche di un  primo passo verso l’indipendenza dal gas russo

Chernobyl è una città fantasma. Evacuata subito dopo il disastro nucleare del 1986 e ancora oggi off limits, a causa delle radiazioni. Soltanto il nome mette paura. Contaminazioni, malattie, tumori, morte. Dopo trent’anni è sempre la stessa cosa. Oggi tuttavia, grazie al governo ucraino e con il sostegno del presidente Petro Poroshenko, sta per iniziare una nuova era energetica per l’ex sito nucleare abbandonato. Il nuovo progetto, che punta sul rinnovabile, se dovesse andare in porto produrrà energia per più di 4000 abitazioni e sarà il primo passo verso l’indipendenza dal gas russo del Paese.

Il governo dell’Ucraina, infatti, sta pensando a una svolta green per l’area di esclusione, quella zona interdetta che si estende per un raggio di 30 chilometri attorno alla centrale nucleare.

Il progetto rivoluzionario – Il territorio circostante la centrale conta più di 1 milione di acri, senza alcuna presenza di attività umana e animale. L’idea è quella di sfruttare questo enorme spazio per creare la più grande «solar farm» del mondo.

6 mila ettari di terreno altrimenti inutilizzabile, l’agricoltura è vietata per la contaminazione radioattiva e anche altre attività economiche sono impensabili. L’installazione dei pannelli fotovoltaici, invece, sarebbe possibile, anche se ci sono da approfondire ancora alcune tematiche a riguardo della sicurezza e dell’esatto posizionamento degli impianti.

«Questo territorio non è adatto all’agricoltura, ma la zona ben si presta a progetti di innovazione e ricerca», ha spiegato all’Agenzia France Presse il ministro ucraino dell’ecologia, Ostap Semerak.

Sul progetto ci sarebbe già l’interesse di due compagnie che, da qui alla fine dell’anno, dovrebbero realizzare due impianti da 3 megawatt ciascuno, una cosa inedita rispetto ai 4 mila megawatt di potenza prodotti prima dell’incidente di trent’anni fa, ma pur sempre un primo passo verso una forma di produzione energetica pulita. Ma nel 2017 si dovrebbe procedere alla costruzione di altri impianti solari. Insomma, l’inizio di una lenta riconversione energetica. Attualmente l’Ucraina produce metà dell’energia che consuma dal nucleare, un 40% da centrali termiche alimentate a carbone, un 7% da centrali idroelettriche e solamente un 1% da fotovoltaico. Certo, si potrebbe obiettare che il clima non è ideale, ma l’irraggiamento solare della zona di Chernobyl è superiore a quello della Germania, dove la diffusione di impianti come questi è maggiore. Inoltre la zona è già provvista delle infrastrutture per il trasporto dell’energia elettrica.

A regime il progetto potrebbe portare a una produzione di mille megawatt fotovoltaici e altri 400 megawatt da altre rinnovabili, tra cui biogas. «Numerose compagnie internazionali sono interessate al progetto», aggiunge il ministro, «penso che le negoziazioni daranno risultati fruttuosi e i progetti potranno essere lanciati l’anno prossimo». Come spiega l’Afp, i prezzi bassi di queste terre possono agevolare gli investimenti e il Ministero dell’ecologia ucraino ha preso contatti con la Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

Terni: giallo su dimissioni assessore alla Scuola Carla Riccardi. Forza Italia: “Fatti preoccupanti. Di Girolamo chiarisca”

L’assessore alla Scuola e ai Servizi educativi del Comune di Terni, Carla Riccardi, avrebbe presentato una lettera di dimissioni già dalla metà dello scorso mese di luglio

Riceviamo e pubblichiamo la nota del coordinamento ternano di Forza Italia: Dalla rassegna stampa odierna apprendiamo le “probabili” dimissioni della Prof.ssa Carla Riccardi che sarebbero state consegnate nelle mani del sindaco addirittura durante la metà di Luglio. Ora, a fronte di tale notizia, come Forza Italia Terni vorremmo sapere se effettivamente ciò che è stato riportato dai mezzi di informazione corrisponde a verità perché, se davvero così fosse, il fatto assumerebbe una connotazione davvero preoccupante, oltre che offensiva nei confronti dei cittadini ternani. Infatti, com’è possibile che un assessore si dimetta senza che il primo cittadino non senta la necessità di comunicare il tutto almeno con due righe di comunicato stampa? E’ questo il rispetto che Di Girolamo nutre per l’intero consiglio comunale oltreché per la città di Terni? Le dinamiche presenti all’interno della giunta non sono di interesse esclusivo del Partito Democratico. Ecco, no: l’equiparazione tra democratici e amministrazione cittadina non funziona. E poi sarà interessante vedere come il sindaco riuscirà a sbrogliare la matassa, dopo la dipartita dell’assessore con delega alla Scuola e ai Servizi educativi, proprio a poche settimane dall’avvio della nuova stagione scolastica. In conclusione, si richiede un’immediata delucidazione su quel che realmente è avvenuto con l’eventuale assunzione di responsabilità da parte del Silenziator Cortese.

Coordinamento Comunale Forza Italia Terni

Todi, Lega Nord: “Inaccettabile immobilismo dell’amministrazione su raccolta dei rifiuti”

Cumuli di rifiuti accatastati a terra, cassonetti colmi, una raccolta differenziata che stenta a decollare, cittadini che si sostituiscono all’amministrazione nella cura del verde pubblico: in questi giorni stiamo assistendo ad una grave situazione in merito alla raccolta dei rifiuti, soprattutto nelle frazioni del tuderte. Basta fare un giro in auto per avvertire un’immagine non degna della città di Todi.

Non è certo in questo modo che si promuove il nostro Comune come città turistica ricca di storia e cultura. La tutela dell’ambiente deve rappresentare un punto fermo per il rilancio turistico. Vedere cumuli di rifiuti nelle frazioni e cassonetti colmi, non rappresenta certo un bel biglietto da visita per i turisti che, tanto faticosamente, si sta tentando di far tornare a Todi.

A tutto ciò si aggiunge che la scarsa programmazione nella raccolta dei rifiuti umilia e mortifica il lavoro dei cittadini che, in molti casi, hanno sostituito una sempre più latitante Amministrazione comunale nella tutela del verde pubblicoe nella raccolta differenziata. Tuttavia il grande impegno dei cittadini non può colmare le carenze di chi è deputato a gestire e organizzare la raccolta differenziata nel comune.

Lega Nord Todi

Un contestatore a Renzi: “Pinocchio”. La replica del premier: “Grande figura toscana di Collodi e la storia finisce bene”

E’ successo al “Festival La Versiliana” di Marina di Pietrasanta (LUCCA) durante un’intervista del capo del governo con Paolo Del Debbio. Il presidente del consiglio poi ha detto che si voterà nel 2018 comunque vada il referendum sulla riforma costituzionale   

(LIBERO QUOTIDIANO) | PIETRASANTA (LUCCA) – “Pinocchio”, gli urlano dal pubblico mentre lui, Matteo Renzi, parla delle riforme del governo in materia di lavoro. Il premier arriva alla Versiliana, in ritardo per poter seguire la nazionale di pallavolo alle Olimpiadi, e viene contestato. Gli urlano Pinocchio, probabilmente un accusa di non raccontare la verità. E lui, super ospite della kermesse di Marina Di Pietrasanta (Lucca) interrompe l’intervista con Paolo Del Debbio per replicare: “E’ una grande figura toscana di Collodi e la storia finisce anche bene”. La prontezza di riflessi non gli manca mai.

Il premier, alla Versiliana, ha detto che “si vota nel 2018 comunque vada il referendum”. Renzi ha sempre detto che l’esito negativo della consultazione di ottobre avrebbe determinato la conseguenze delle sue dimissioni. Con l’uscita di oggi il presidente del Consiglio ha voluto chiarire che la sconfitta non determinerà, invece, un’automatico scioglimento delle Camere, opzione che spetterebbe comunque al Presidente della Repubblica, previe consultazioni, e nelle more di avere una nuova legge elettorale.

Alla vigilia del vertice di Ventotene con Merkel e Hollande per rilanciare l’Europa Renzi ha voluto sottolineare come, a suo dire, è cambiata la percezione dell’Italia non senza un mea culpa. “Allora presidente del consiglio era Berlusconi… vi ricordate l’immagine di Sarkozy e della Merkel che sorridono? Ecco, oggi la situazione è cambiata, l’Italia è tornata nel gruppo di testa, l’Italia sta tra i paesi che decidono, però la partita è tutta da scrivere ancora…”.

Si parla di immigrazione. Del Debbio ha sollevato la questione.  “La Germania lo scorso anno ha avuto 1 milione e 170mila arrivi. La Germania ha avuto 8-9 volte quelli che abbiamo avuto noi. Quest’anno ne sta arrivando qualcuno meno, 102mila contro 106mila dello scorso anno nello stesso periodo. Non siamo da soli, se guardate ai numeri ci deve essere la consapevolezza che questo è un problema europeo”.

Al meeting di “Comunione e Liberazione” coprono la statua della Madonna per non provocare l’Islam

Al meeting di CL a Rimini, nello stand della casa editrice “Shalom” dove si vendono libri religiosi, rosari, poster e oggetti sacri, la statua della Madonna è stata coperta da un telo azzurro. Lo riferisce un servizio de “La Repubblica”.

“È per questi attacchi che stanno facendo. Loro hanno un odio verso la Madonna e quindi, per evitare, l’abbiamo coperta”, dice a Repubblica Tv, la responsabile dello stand, riferendosi agli integralisti islamici dell’Isis.

“La dovevamo togliere, addirittura perché qui ci sono tante religioni. Non era mai successo, avevamo dei quadri qui che ci hanno fatto togliere. È per evitare degli scontri”, spiega la donna che, comunque ‘discolpa’ gli organizzatori del Meeting per averle dato questa imposizione che, alla fine, ha scelto di seguire “perché se fosse successo qualcosa, mi sarei sentita responsabile”. Ma la signora non ha dubbi: “La Madonna è stata messa in castigo e ha accettato perché è umile”. “Ogni tanto la vengo a consolare”, dice al giornalista coprendo nuovamente la statua.

“Al Meeting di Rimini, organizzato dal movimento cattolico Comunione e Liberazione, impongono di coprire i simboli cristiani e la statua della Madonna per ‘non provocare le altre religioni’. Sono le prove generali di sottomissione all’Islam. Io sono convinta invece che la difesa dei nostri valori, della nostra identità e delle nostre radici cristiane è uno dei presupposti per dialogare con le altre culture e combattere il fondamentalismo islamico”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Lo chef Vissani sui vegani: “Sono una setta come i Testimoni di Geova. Io li ammazzerebbe tutti”

Il celebre chef italiano ospite a “In Onda” su La7 ha spiegato chi sono per lui i vegani e perché ce l’ha a morte con loro

“I vegani sono una setta, sono come i testimoni di Geova, io li ammazzerei tutti”: con queste parole il celebre chef italiano Gianfranco Vissani si scaglia contro il veganesimo.

Che Vissani difenda a spada tratta la cucina mediterranea è un dato di fatto, ma ieri sera, con certe affermazioni, si è sicuramente superato. Ospite a “In Onda” su La7 ha voluto spiegare a tutti perché ce l’ha a morte con i vegani. “Io non riesco a concepire i vegani. Non mangiano niente. Io ce l’ho con loro, non con i vegetariani. Anche Pitagora era vegetariano e mangiava uova e formaggio” – ha specificato Vissani.

Ma dopo qualche battuta lo chef ha detto, senza mezzi termini, chi sono per lui i vegani:”Sono una setta. Sono uguali ai testimoni di Geova. Cosa farei ai vegani? Li ammazzerei tutti”. E se in studio le sue affermazioni sono state prese con le pinze e con una grossa risata, uno cuoco in collegamento, Davide Oldani, ha subito esclamato: “Gianfranco non dire stupidate”.

Ma nonostante questo piccola ammonizione Vissani non ha modificato i toni del suo discorso e ha concluso il suo intervento smascherando una piccola incoerenza diffusa tra i vegani. “Se hanno deciso di non mangiare niente – conclude – allora dovrebebro sapere che quando vanno a comprare il pane dentro c’è il miglioratore che è un estratto del pancreas del maiale. Dovrebbero saperlo”. (Il Giornale)

Otricoli: ordinanze violate e mezzi pesanti sulla strada allargata dal Comune. Che fine ha fatto il vecchio procedimento penale del 2000?

La strada fu allargata dal Comune di Otricoli, senza l’autorizzazione della Soprintendenza e dei proprietari interessati. Del caso si occupò anche la Magistratura, nel lontano 2000. Dopo l’allargamento, la strada di Porto dell’Olio (detta anche di “Carpineto”) è stata invasa dai mezzi pesanti. Il Comune, nonostante varie ordinanze, non ha mai limitato il traffico pesante in tutti questi anni. Soltanto nel 2015, con il sindaco Gregori, il problema è stato risolto (temporaneamente) con il posizionamento delle barriere che restringono l’accesso. Durante l’amministrazione Gregori nessuno ha mai spostato le barriere e tutto è filato liscio, senza particolari problemi per cittadini e forze dell’ordine

Foto-strada-Porto-dellOlio 2OTRICOLI (Terni) – L’edizione umbra de “Il Messaggero” di ieri, 19 agosto, riporta alcune considerazioni del sindaco di Otricoli, Antonio Liberati, sul problema del passaggio dei mezzi pesanti nella strada di Porto dell’Olio, in area archeologica. Nell’articolo si rende noto che per il prossimo 26 agosto è stata convocata una riunione (non è specificato dove) “per trovare un modo di salvare il salvabile”, a cui parteciperanno i “tecnici” del comune di Otricoli (chi altro, oltre all’unico geometra comunale?), i funzionari della Soprintendenza, i Vigili Urbani e i Carabinieri di Otricoli.

Non è chiaro se all’incontro del 26 agosto ci sarà anche il Sindaco di Otricoli Antonio Liberati, che amministra il comune dal 1999. Egli tuttavia, come è noto, in alcune occasioni pare essere in grado di presiedere le sedute, pur figurando tra gli assenti. Liberati assente - presenteAnzi, visto che alla riunione saranno presenti anche i Carabinieri, si dovrebbe chiedere al sindaco CHI ha presieduto il consiglio comunale del 06 luglio 2006, in cui è stato approvato il progetto del noto mega complesso edilizio in area archeologica, visto che sia lui che il vicesindaco di allora, che è lo stesso di oggi, risultano e sono conteggiati tra gli assenti.

Ma torniamo alla nostra strada. Questa vicenda paradossale va avanti, senza soluzioni, dal lontano 2000. Soltanto durante l’amministrazione guidata da Domenico Gregori la questione è stata affrontata seriamente. Nel 2015 infatti il Comune fece posizionare i dissuasori, senza fissarli, per provare a limitare il transito dei mezzi pesanti. Cosa che effettivamente avvenne, dato che nessun mezzo in quel periodo li ha mai spostati. Tuttavia, cambiata amministrazione, i conduttori dei mezzi sono tornati ad infischiarsene dell’ordinanza che vieta il passaggio, provvedendo addirittura a rimuovere “di forza” le pesanti barriere.

Illustriamo, brevemente, come è iniziata tutta questa storia, così magari nella riunione del 26 agosto p.v. avranno qualche elemento in più su cui discorrere.

Il Comune di Otricoli allargò la strada, in area archeologica vincolata, senza la necessaria autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e dei proprietari dei terreni interessati.

La Soprintendente Feruglio, con nota del 10 maggio 2000 (inviata al Comune di Otricoli), scriveva che:

“A seguito di sopralluogo compiuto il giorno 30/04/2000 (….) si è potuto constatare che la strada è stata sistemata senza che i lavori fossero concordati con questo Ufficio, e che il passaggio degli automezzi non è stato limitato”.

Accertato che i lavori furono eseguiti dal Comune senza l’autorizzazione della Soprintendenza né dei privati interessati, sarebbe utile conoscere se vi siano stati dei provvedimenti giudiziari per gli amministratori dell’epoca visto che la Magistratura di Terni, già nel 2000, si occupò della vicenda su sollecitazione dell’Archeoclub che sollevò il caso.

In una relazione di servizio dell’epoca, della Polizia Provinciale, si legge infatti che:

“Il giorno 31/10/2000 l’Appuntato [Omissis] si recava presso il Comando Carabinieri della Stazione di Otricoli, dove constatava che effettivamente sia i Carabinieri che la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Perugia, si stanno occupando del caso e che già da tempo la pratica era in mano alla Magistratura”.

È lecito domandarsi, quindi, che fine abbia fatto quel procedimento penale, aperto dalla Procura della Repubblica di Terni, sull’allargamento abusivo della strada.

Ci sarebbe poi da chiarire per quale ragione Comune di Otricoli e Soprintendenza non abbiano provveduto a rendere fruibile la strada che attraversa il campo fotovoltaico in località “Baucchelle”, area dichiarata di “interesse archeologico”, e che fu predisposta proprio per il passaggio dei mezzi pesanti.

Oggi, dopo ben 16 anni, ci ritroviamo con gli stessi amministratori pubblici e gli stessi problemi paradossali: si deve restringere una strada, che in passato è stata allargata abusivamente dal Comune, favorendo quindi il transito dei mezzi pesanti. Il tutto causato da amministratori pubblici che, come è noto, in campagna elettorale hanno potuto esibire certificati penali e di carichi pendenti intonsi, pur in presenza (come reso noto dagli stessi, attraverso la diffusione di loro e-mail personali) di condanne per danneggiamento del patrimonio artistico e culturale.

Pier Paolo Palozzi 

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Città di Castello, Marchetti (Lega Nord): “No a proposta di far lavorare i profughi. Priorità a famiglie italiane”

Il consigliere comunale leghista respinge la proposta di Bartolini. “Farli lavorare gratis è una forma di sfruttamento e la sinistra passerebbe, così, da scafista a schiavista. Se l’amministrazione o la Regione tirano fuori anche solo un centesimo oltre a quello che già percepiscono questi immigrati per fare nulla, pretendiamo ed esigiamo che questi soldi vengano spesi per i nostri cittadini senza lavoro”

Riceviamo e pubblichiamo: La proposta del consigliere del partito socialista, Luigi Bartolini, non può essere messa in pratica. Ad intervenire è Riccardo Augusto Marchetti, capogruppo della Lega Nord Città di Castello, il quale punta il dito contro l’interrogazione proposta dall’esponente del Psi al sindaco Bacchetta e relativa all’elaborazione di “Progetti di inclusione e lavori socialmente utili a costo zero per le casse comunali e la comunità locale, per favorire un corretto inserimento dei profughi”.

“Anche a me piacerebbe non vedere questi immigrati bighellonare tutto il giorno per il paese con smartphone in mano da 800 euro – commenta Marchetti – ma pretendere di farli lavorare è una palese forma di sfruttamento. Stiamo parlando di persone che non dovrebbero essere in Italia, in quanto, secondo dati ufficiali, solo il 6 per cento risulta essere effettivamente un profugo che scappa dalla guerra mentre per il restante 94 per cento si parla di immigrazione clandestina.

Sono persone che gravano sulle spalle degli italiani anche per 24 mesi – continua il capogruppo leghista – lasso di tempo che le autorità italiane impiegano a stabilire quali immigrati provengano davvero da un paese in guerra. Questo accade solo da noi, perché negli altri paesi europei tale riconoscimento avviene entro 30 giorni dalla domanda di asilo.

Ribadisco il concetto che farli lavorare gratis è una forma di sfruttamento anche perché la nostra normativa prevede che ogni lavoro abbia un corrispettivo in denaro e la sinistra passerebbe, così, da scafista a schiavista. Ma se l’amministrazione o la Regione tirano fuori anche solo un centesimo oltre a quello che già percepiscono questi immigrati per fare nulla – prosegue Marchetti – pretendiamo ed esigiamo che questi soldi vengano spesi per i nostri cittadini senza lavoro, considerando che ormai la soglia di disoccupazione tra i giovani ha raggiunto il 36,5 per cento contro una media europea del 20,8 per cento.

La sinistra che amministra a tutti i livelli, fino a quello governativo, trovi soluzioni per aiutarli a casa loro. Sveltiamo le pratiche e applichiamo tanta volontà per trovare lavoro e soluzioni alle nostre famiglie in seria e forte difficoltà economica”.

Riccardo Marchetti

Capogruppo Lega Nord Città di Castello in Consiglio Comunale