Otricoli: mezzi pesanti invadono l’area archeologica. Il Comune emette le ordinanze ma non le fa rispettare

Mezzi pesanti hanno danneggiato i resti archeologici, la segnaletica stradale e divelto i dissuasori per il passaggio. L’Amministrazione Comunale ancora non ha provveduto a ripristinare il divieto di transito pesante nel parco archeologico

OTRICOLI – La storia è piuttosto lunga ed incomincia con le prescrizioni della dott.ssa Feruglio, allora Soprintendente per l’Archeologia dell’Umbria, con note n. 5185 del 21 aprile 2000 e n. 5813 del 10 maggio 2000, tendenti ad obbligare l’amministrazione comunale di Otricoli a vietare il passaggio dei mezzi pesanti attraverso le strutture del “porto dell’olio” sull’antica ansa del Tevere.

C’è da dire che la strada in realtà è stata sempre utilizzata, quasi esclusivamente e in violazione delle prescrizioni delle Autorità preposte, come scorciatoia per il transito dei mezzi pesanti provenienti dai territori di Orte e Narni. Mezzi pesanti che, al contrario, dovrebbero passare per altre due strade, esterne all’area archeologica e adatte a sopportare carichi di oltre 3,5 tonnellate. Furono emanate due ordinanze dall’allora sindaco Antonio Liberati, n. 21 del 6 giugno 2000 e n. 38 del 9 agosto 2000, ma senza alcun effetto: non furono mai rispettate e probabilmente non ci fu alcun interesse a che lo fossero.
Nel 2015, cambiato sindaco e amministrazione, fu emessa l’ordinanza n.23/2015 (leggi qui il testo) e furono installati opportuni dissuasori per impedire il passaggio in area archeologica di carichi pesanti più larghi di 2 metri e più lunghi di 4,5 metri.

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Tutto è andato bene: soprintendenza, comune, forze dell’ordine e cittadini soddisfatti. Ma questo solo fino alle elezioni.
Il 6 giugno 2016 è stato eletto il “nuovo” sindaco, il veterinario-dirigente ASL Antonio Liberati.
Nell’area archeologica sono subito cominciate azioni di autentica “rappresaglia” fino alla situazione presente:
– le barriere dissuasorie, installate a seguito dell’ordinanza 23/15, sono state rimosse in modo da poter riprendere il traffico dei mezzi pesanti,
– la segnaletica luminosa è stata frantumata e i segnali stradali sono stati abbattuti.
Intanto è rimasta ancora una volta danneggiata la conduttura di acquedotto romano posta sulla curva della strada e la cisterna romana su proprietà privata ha avuto bisogno di puntellamenti precauzionali.
Oltre 15 anni fa, quando il Comune di Otricoli allargò la strada di “porto dell’olio”, senza l’autorizzazione della soprintendenza archeologica e senza l’autorizzazione della proprietà, era sindaco lo stesso veterinario-dirigente ASL di adesso. Non è noto se la Magistratura ternana abbia mai preso provvedimenti sui fatti all’epoca segnalati da associazioni locali.
Forse le “rappresaglie” sulla segnaletica stradale nel parco archeologico di Otricoli non capitano per caso.
C’è il timore che la ripresa abusiva dei transiti in area archeologica crei il risultato paradossale che i proprietari frontisti potrebbero essere chiamati a rispondere per danni a persone e a cose di interesse archeologico. Danni causati dal passaggio dei mezzi pesanti sulle strutture antiche e dalle vibrazioni trasmesse ai muri, già crollati in passato dalla soprastante scarpata resa instabile a causa dell’allargamento senza autorizzazioni ad opera del comune, avvenuto nel 2000.

Chi dovrà provvedere al rispetto delle prescrizioni delle Autorità competenti e delle stesse ordinanze comunali?

Amianto – Acciaierie di Terni e Sgl Carbon di Narni, Brega (PD): “Tutelare tutti i lavoratori ed evitare discriminazioni”

La seconda commissione in consiglio regionale ascolterà il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro e il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto

Il problema amianto torna alla ribalta. Lunedì audizione in Regione per il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro Paolo Pennesi , ed il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto Ezio Bonanni.

Sarà Eros Brega, presidente della seconda commissione regionale, a parlare nello specifico delle problematiche relative ai lavoratori che sono stati o sono ancora esposti al minerale.

All’ordine del giorno: la presenza di amianto all’interno degli stabilimenti Thyssenkrupp di Terni e Sgl Carbon di Narni. Una tematica sollevata già dai grillini Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari che hanno confermato «L’AsI 2 ha trasmesso i piani di bonifica amianto riguardanti l’Ast-Tk, attestando che l’amianto è largamente presente nel polo siderurgico fino al 2014. Questi documenti ufficiali dicono, quindi, che l’amianto in Thyssen non è certo sparito nel 1992, eppure nel sito di Terni i relativi benefici previdenziali sono stati riconosciuti soltanto fino a quell’anno. C’è quindi una discriminazione di cui sono vittime i lavoratori umbri che è inaccettabile e il beneficio amianto deve essere riconosciuto, anche a loro, almeno fino all’ottobre 2003, anche perché è un risarcimento per l’esposizione a un minerale ‘killer’ dannoso per la salute umana».

Brega allora spiega che l’obiettivo principale è quello di «avviare una prima riflessione e analisi su una questione che riguarda tutti i lavoratori umbri che hanno operato in ambienti con presenza di amianto e ancora inascoltati. Con questa audizione ci poniamo l’obiettivo di avviare una prima riflessione e analisi su una questione che riguarda quei lavoratori umbri che hanno operato in ambienti con presenza di amianto e che sono ancora esclusi da quei benefici e risarcimenti previsti dalle vigenti normative. Vorremmo quindi verificare, grazie anche agli autorevoli contributi che i soggetti invitati m audizione ci forniranno, la possibilità di poter avviare iniziative concrete che diano una risposta ai lavoratori che sono stati esposti, o colpiti, dai danni prodotti dall’amianto presente negli ambienti di lavoro. Siamo consapevoli – aggiunge Brega – che con le sole nostre competenze regionali non potremo dare una risposta efficace al gravissimo problema che abbiamo difronte, ma riteniamo doveroso che anche da un’assise regionale parta un’iniziativa, che auspico unitaria, per sollecitare una normativa nazionale che dia finalmente risposta ad una questione di civiltà e giustizia nel diritto del lavoro».

Anche la Rsu Uilm della Tk-Ast apprezza «l’iniziativa istituzionale, ritiene che tale argomento debba essere dibattuto con determinazione ed estrema celerità e visto l’interesse diretto del territorio e del sito Acciai Speciali Terni, debba trovare nelle forme e nei tempi più opportuni una completa definizione. Auspica che dal confronto emergano elementi di novità propedeutici alla soddisfazione di tutti quei lavoratori che sono, ad oggi, stati vittime della difformità applicativa della legge vigente su tutto il territorio nazionale e si rende immediatamente disponibile, ove richiesto, attraverso le proprie strutture a dare un contributo conoscitivo e di confronto all’istituzione promotrice di tale iniziativa». (UmbriaDomani)

Sogin, Senatori della Commissione Industria scrivono al Governo per sollecitare cambio al vertice

Inviata una lettera al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al Ministro dello Svilippo Economico, Carlo Calenda. “Rallentamenti dei lavori di decommissioning. Occorre più attenzione al materiale nucleare. Tali ritardi determinano un inaccettabile aumento della bolletta elettrica”

ROMA (AdnKronos) – E’ necessario un avvicendamento al vertice gestionale di Sogin. A chiederlo, in una lettera inviata al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda sono i senatori, membri della commissione Industria di palazzo Madama, Massimo Mucchetti, Salvatore Tomaselli, Aldo Di Biagio, Paola Pelino, Nunziante Consiglio, Mara Valdinosi, Francesco Scalia, Elena Fissore, Luigi Marino, Adele Gambaro, Gianni Pietro Girotto, Bruno Astorre, Francesco Giacobbe, Pamela Orrù, Camilla Fabbri e Pietro Ichino.

“Il cambiamento al vertice del ministero dello sviluppo economico e l’avvicinarsi delle scadenze assembleari della società -scrivono nella missiva- autorizzavano la speranza che la questione Sogin fosse prossima alla soluzione, con il riconoscimento del ruolo avuto dalla presidenza e dal consiglio di amministrazione nella denuncia delle inefficienze e con il conseguente avvicendamento al vertice gestionale”.

Purtroppo, aggiungono, “registriamo continui rinvii di decisioni che a quanti hanno seguito la vicenda sembrano ovvie, mentre fioriscono iniziative parlamentari dell’ultima ora che potrebbero avere l’effetto di confondere le acque e allontanare l’attenzione del Governo dalle reali responsabilità”.

Con questa nuova lettera, proseguono i senatori, “non intendiamo invocare la risposta che non c’è stata. Saremmo fuori tempo massimo. Chiediamo invece che si rompano gli indugi e che si faccia quel che si deve fare”.

Come ricordano i firmatari della missiva ai due ministri: “Il 22 dicembre 2014 tredici senatori della Commissione industria, commercio, turismo avevano richiesto il vostro intervento per risolvere i problemi gestionali della Sogin che già allora avevano determinato notevoli rallentamenti dei lavori di decommissioning rispetto ai programmi annunciati dall’amministratore delegato”.

Quei ritardi, rilevano, “si sono aggravati nei mesi seguenti sia sotto il profilo meramente quantitativo sia sotto il profilo qualitativo non foss’altro perché, per attenuarne l’impatto sul cronoprogramma, Sogin ha dedicato attenzione e risorse agli interventi più comodi, più legati alla carpenteria e meno al materiale nucleare. Tali ritardi determinano un inaccettabile aggravio della bolletta elettrica. La lettura professionale dei rendiconti della Sogin per gli anni 2014 e 2015 e per la prima parte del 2016 conferma le preoccupazioni che avevamo allora manifestato e che abbiamo in seguito, e in più occasioni, ribadito in forma orale a diversi esponenti del Governo. Non abbiamo mai avuto risposta alla lettera del 22 dicembre 2014”, concludono.

Assunzione Zooprofilattico, Liberati: “Sospendere graduatoria e monitorare tutti i concorsi pubblici svolti in Umbria negli ultimi 10 anni”

“Un brutto pasticciaccio. Ci sono bandi su misura, costruiti per stabilizzare pochissimi lavoratori precari uscenti. Intervengano le Autorità competenti sui vertici dell’Istituto Zooprofilattico per attivare la sospensione della graduatoria”

PERUGIA – “Sospendere la graduatoria del concorso pubblico allo Zooprofilattico Umbria-Marche”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, che annuncia anche la presentazione di “un atto volto a richiedere un attento monitoraggio dei concorsi pubblici svolti negli ultimi 10 anni sia in Regione che negli organismi partecipati”.

Per Liberati “il pasticciaccio brutto del concorso allo Zooprofilattico delle Regioni Umbria-Marche per un posto di addetto alla comunicazione riapre una ferita mai sanata: quella di certi bandi apparentemente su misura, spesso costruiti per stabilizzare pochissimi tra i lavoratori precari uscenti. Sono almeno due i profili che rendono particolarmente odiosa pratiche del genere, discriminatorie per un doppio ordine di motivi. Il primo è quello della selezione a monte, spesso senza concorso. Il secondo elemento è quello che consente solo ad alcuni precari di essere stabilizzati, talora con meccanismi vari e variopinti, mentre tanti altri precari non avranno la minima possibilità di svolgere nemmeno mezzo concorso a tal fine”.

“Quanto al caso di specie – spiega Liberati – l’Ordine dei giornalisti, cui mi onoro di appartenere, dovrebbe sanzionare la condotta dell’Ente, perché svilisce per l’ennesima volta il lavoro di centinaia e migliaia di reporter totalmente precari, preferendogli un semplice ‘comunicatore’. Fatto peraltro non nuovo negli esecutivi comunali e regionali dell’Umbria, connotati anche in Umbria dalla crescente presenza di figure non coerenti con quella tradizionalmente e professionalmente affidata a giornalisti titolati. Il pasticciaccio brutto del concorso allo Zooprofilattico, con un’unica persona ammessa agli orali, peraltro ritratta sui social proprio con la presidente della commissione esaminatrice, spinge dunque il Movimento 5 Stelle non soltanto a chiedere la sospensione della graduatoria da parte degli uffici e del cda dello Zooprofilattico, ma a esigere pure l’intervento delle Autorità di controllo competenti, a partire dalla stessa Regione Umbria e dal Ministero della Salute, statutariamente deputati alla vigilanza sull’Ente”.

Per Liberati “dobbiamo restituire legalità e trasparenza alla Pubblica Amministrazione per offrire eguali possibilità di accesso a tutti sull’esclusiva base delle competenze, senza parzialità nei confronti di alcuno e senza meccanismi tecnici ipoteticamente preferenziali. Sono ancora troppi i giovani costretti a emigrare per storie non così dissimili a questa. Sono ancora troppi i giovani preparati che ormai non credono più a niente, vivendo ai margini per via di un’amministrazione pubblica tuttora assai opaca”. (Acs)

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Turchia, golpe da operetta. Erdogan mantiene il potere. L’opposizione: “Solo una messinscena del tiranno”

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DAGOREPORT – “Dagospia”

È possibile che il Centro di comando e controllo della Nato non abbia visto gli F16 turchi in volo, durante la prima fase del golpe? Piuttosto difficile. Soprattutto se si considera che quel Centro è dislocato proprio ad Incirlik, nella Turchia orientale. ?Ed ancora. È possibile che il Comando Nato non abbia avuto sentore del tentativo di golpe? Piuttosto difficile. ?Ne consegue che il ruolo dei vertici militari dell’Alleanza è stato  alquanto ambiguo ieri notte. ?Non è possibile che dalle basi aeree decollino jet senza che la Nato lo sappia.

GOLPE IN TURCHIA

E soprattutto, non è possibile che gli F16 che si sono visti e sentiti sui cieli di Ankara non abbiano “visto” l’aereo privato di Erdogan in volo per almeno 5 ore. ?Lo hanno lasciato volare indisturbato.?Più verosimilmente, l’Aeronautica militare turca ha, dapprima, sostenuto l’insurrezione; poi, ha cambiato idea fino ad abbattere un elicottero degli insorti.?

Cosa ha fatto cambiare idea ai piloti? Molto probabilmente gli ambasciatori presso la Nato hanno ripreso lo spazio che i militari avevano loro sottratto, girando la testa dall’altra parte durante le prime ore del golpe (od alla vigilia). ?La giravolta dell’aeronautica turca ha così permesso ad Erdogan di atterrare e di riprendere il potere.? E la Nato sta a guardare…

GOLPE FALLITO (Ansa.it)

Almeno 90 morti e 1.154 feriti il bilancio degli attacchi durante il fallito tentativo di colpo di stato in Turchia. La notte piu’ lunga si conclude dunque con il fallimento del golpe tentato da una fazione dell’esercito contro il presidente Tayyip Erdogan. Dopo ore di bombardamenti e combattimenti a Istanbul e nella capitale Ankara, i militari golpisti si sono arresi. Ma la loro sconfitta appariva gia’ chiara durante la notte, quando l’aereo di Erdogan è atterrato all’aeroporto Ataturk di Istanbul, solo poche ore prima nelle mani dei putschisti.  Ma sono numeri destinati a crescere nelle prossime ore. Come probabilmente anche quelli dei militari arrestati: 1.563 secondo quanto ha reso noto un alto ufficiale turco chiedendo di mantenere l’anonimato e precisando che si tratta per lo più di militari di gradi inferiori. Ed è appena all’inizio anche la purga nell’esercito, con 5 generali e 29 colonnelli già sollevati dai loro incarichi e la nomina-lampo del nuovo capo di Stato maggiore, Umit Dundar, a sostituire – almeno temporaneamente – Hulusi Akar.GOLPE IN TURCHIA Di lui, che sarebbe stato preso in ostaggio durante il golpe, persino Erdogan aveva detto di non avere notizie certe. Poi, l’agenzia ufficiale Anadolu ha fatto sapere poco fa che è stato liberato dal luogo dove veniva detenuto, una base aerea alle porte di Ankara. Tornato a Istanbul, il presidente si è concesso piu di un bagno di folla nella zona dell’aeroporto. Acclamato da migliaia di sostenitori, che ha salutato con il gesto della rabbia, mutuato dai Fratelli musulmani, il ‘sultano’ ha ringraziato il suo popolo per averlo sostenuto scendendo in piazza, mentre una folla festante sventolava bandiere turche e inneggiava ad Allah. A loro, ha promesso che “i traditori” che hanno tentato di rovesciarlo “pagheranno un caro prezzo”.

 La mente dietro il golpe, ha accusato direttamente Erdogan, è il suo ex alleato diventato nemico numero uno, l’imam e magnate auto-esiliatosi in Usa, Fethullah Gulen. Che pero’, in un comunicato, ha condannato il tentativo di golpe, giurando di esserne estraneo: “Per qualcuno come me che ha sofferto sotto diversi colpi di stato militari nelle ultime cinque decadi, è particolarmente offensivo essere accusato di avere legami con un tentativo del genere”.

Alle prime luci dell’alba, la Turchia si è svegliata ancora in stato d’assedio. L’emittente statale Trt e la tv privata Cnn Turk, entrambe occupate e poi abbandonate nella notte dai putchisti, mostravano le immagini dei soldati che si arrendevano sul ponte del Bosforo, chiuso al traffico dalla scorsa notte. Vicino a loro, i sostenitori di Erdogan festeggiavano sopra i tank. In mattinata, ancora scontri armati venivano segnalati in diverse zone della citta’.

In queste ore, assicura la compagnia di bandiera Turkish Airlines, l’aeroporto Ataturk sta comunque riprendendo a funzionare regolarmente. Situazione critica anche ad Ankara, dove è stato bombardato il Parlamento ma nessun deputato risulta ferito. Quando era gia’ giorno, sotto attacco è finita anche l’area della faraonica residenza presidenziale, il simbolo del potere di Erdogan. Li’ si contano almeno 5 vittime. Ma la Turchia ha fretta di chiudere i conti con la sua lunga notte d’inferno. Il premier Binali Yildirim ha lanciato un appello a tutti i deputati, chiedendo di presentarsi oggi pomeriggio ad Ankara per una seduta straordinaria del Parlamento.

Trentasei anni dopo l’ultimo putsch, la clamorosa azione di una parte dell’esercito turco ha spiazzato il mondo. Dopo qualche ora di silenzio, Erdogan ha lanciato un appello ai turchi attraverso via Facetime attraverso uno smartphone sulla Cnn Turk affinché scendessero in strada per opporsi al golpe: “Sono ancora io il presidente, resistete”.

Ma non si sa dove si trovi. Una fonte militare americana lo dava in volo verso la Germania ma i tedeschi avrebbero rifiutato all’aereo l’autorizzazione ad atterrare: una vicenda su cui però non c’è nessuna conferma. Gli Stati Uniti sono con il governo democraticamente eletto in Turchia. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che il presidente americano, Barack Obama, ha parlato del colpo di stato in Turchia con John Kerry.

 

Regione Umbria: la politica del “tengo famiglia”. Polemiche sulle assunzioni all’Istituto zooprofilattico

L’ultimo concorso bandito dall’Ente, per l’assunzione di una addetta alla comunicazione, riaccende i riflettori sul concorso, del 2011, della dirigente Carla Marini, cugina della governatrice Catiuscia e moglie del consigliere regionale socialista Silvano Rometti

L.P. per “UmbriaON”

Le vie del Signore, si sa, sono infinite. Ma, ogni tanto, anche quelle della politica. E qualche dubbio continua a farlo sorgere lo strano caso della selezione pubblica per assegnare il posto ad un comunicatore all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Umbria e Marche.

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La vincitrice della selezione pubblica, Chiara Castellani, e la dirigente dell’Istituto Zooprofilattico Carla Marini

La selezione Quello in cui, a sorpresa, l’unica a passare la prova scritta è una sola candidata, che supera brillantemente la prova con il punteggio massimo e, in solitaria, viene convocata per l’orale. La stessa promettente giovane ‘comunicatrice’ che, nello scorso ottobre, aggiornava la foto del profilo di Facebook e ne sceglieva una in cui veniva immortalata, sorridente, con la presidente della commissione che l’ha esaminata e l’ha decretata vincitrice della selezione.

Catiuscia e Carla Marini
Catiuscia e Carla Marini

I social Forse hanno proprio ragione Fedez e J Ax che, per l’estate 2016, hanno consegnato agli italiani il nuovo tormentone ‘Vorrei ma non posto’. I social network infatti, spesso possono essere davvero insidiosi. E così la presidente della commissione dell’Istituto zooprofilattico, che da gennaio 2012 è direttore di struttura complessa, su Facebook appare anche in un’altra foto, stavolta un ritratto di famiglia. E’ domenica 10 luglio, Carla Marini sorride, infatti, mentre al matrimonio della figlia si fa un bel selfie con sua cugina, la presidente Catiuscia Marini.

Le coincidenze L’Umbria, certamente, è un posto piccolo, gli amori sbocciano nello stesso gruppo di amici e tutti, alla fine, si conoscono. Così la dirigente dell’istituto zooprofilattico, che poi è pure la signora Rometti – è infatti coniugata con l’ex assessore all’ambiente Silvano, oggi consigliere regionale in quota Socialisti – viene fuori che già nel 2011 finì al centro di una spinosa polemica sempre per via di un concorso. In quel caso lei era dall’altra parte del tavolo e da dirigente biologa di struttura semplice divenne dirigente biologa di struttura complessa.

Le polemiche Anche in quel caso, le polemiche non mancarono. La bufera scoppiò dopo che alcuni dipendenti dell’ente, in forma anonima, inviarono una lettera denunciando l’esito già stabilito a tavolino di un concorso bandito in estate, proprio a cavallo di Ferragosto. Sulla questione ci fu pure un’interrogazione in consiglio regionale.

I chiarimenti Ecco che allora, forse, qualcuno dovrebbe tranquillizzare gli esclusi di ieri, come quelli di oggi, spiegando che – perché non c’è dubbio: è andata certamente così – le parentele non c’entrano niente e la politica ancora meno. Che il concorso all’istituto zooprofilattico è stato fatto nel rispetto di tutte le norme, che chi ha vinto la selezione rispecchia perfettamente il profilo e il curriculum del ‘comunicatore’ ricercato. Anche tutti quei giornalisti che, a priori, sono stati esclusi dal bando perché non hanno una laurea triennale in scienze della comunicazione e non hanno tra i 18 e i 32 anni.

Fonte: “UmbriaON”

Perugia: assunzione contestata. L’Istituto zooprofilattico assume “comunicatrice” che pubblica foto con la dirigente

Polemiche per il concorso finalizzato all’assunzione di un addetto alla comunicazione dell’Istituto zooprofilattico di Perugia. “UmbriaON” ci infoma che la selezione pubblica è stata vinta da una candidata che aveva pubblicato su facebook foto insieme alla presidente della commissione esaminatrice e dirigente dell’Istituto

Lucina Paternesi per “UmbriaON”

La vincitrice della selezione con la presidente della commissione
La vincitrice della selezione (Chiara Castellani) con la presidente della commissione Carla Marini

Com’è bella la vita del comunicatore. Un po’ meno, forse, quella del giornalista che, visti i tempi di magra, si deve accontentare di qualche lavoretto qua e là, spesso non sempre rispondente al proprio profilo professionale e, ancora più spesso, sottopagato. Così se per caso viene indetto un concorso pubblico ecco che subito ci si mette in fila e, è proprio il caso di dirlo, si prova a tentare la fortuna. Ma a volte neanche quella basta.

Il bando – Sicuramente non a Perugia dove, ad esempio, lo scorso 24 maggio l’istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche ha indetto un avviso di selezione pubblica. Profilo ricercato? Comunicatore. Parte quindi il tam tam tra i colleghi ma, sin da subito, si capisce che c’è qualcosa che non va. L’avviso di selezione, infatti, specifica che si ricerca un addetto alla comunicazione per 18 mesi. Non importa che il candidato sia un giornalista – sia mai! – quanto piuttosto che abbia tra i 18 e i 32 anni non compiuti e una laurea triennale in scienze della Comunicazione. Ma come può, un 18enne, essersi già laureato?

Risorsa interna – L’avviso specifica anche che «è attualmente in corso di svolgimento la procedura di ricollocazione preordinata alla copertura del medesimo posto […] pertanto, ove la predetta procedura desse esito positivo l’amministratore disporrà la revoca del presente avviso». Ovvero se la risorsa ricercata è già disponibile all’interno dell’ente la selezione viene annullata.

La selezione – E invece la selezione va avanti, i pochi e poveri giornalisti in possesso dei requisiti si presentano assieme agli altri candidati e, in totale, in undici sostengono la prova scritta il 12 luglio. Per superarla bisogna ottenere un punteggio di almeno 28/40esimi su temi che hanno a che fare con la linguistica, psicologia, robotica, informatica e anche la sociologia. A sorpresa, passa alla prova orale solamente una candidata, Chiara Castellani. Sicuramente la più brava, tanto da ottenere, unica nella lista, il punteggio massimo di 40/40esimi. Tutti gli altri? C’è chi prende 1/40esimo, chi 9, nessuno supera i 17/40esimi.

Vincitrice – Così, l’unica vincitrice, si presenta all’orale e vince il concorso. Bene, brava, bis. Peccato che alcuni dei suoi colleghi abbiano notato l’ennesima stranezza – sicuramente estranea al bando di gara – ma che ha incuriosito. Appena qualche mese fa sulla bacheca Facebook della nuova addetta alla comunicazione dell’Istituto zooprofilattico campeggiava una bella fotografia che la ritraeva assieme alla presidente della commissione della selezione pubblica Carla Marini, a un evento che si era tenuto nell’ottobre del 2015. Detto che ognuno è libero di farsi fotografare con chi gli pare e di pubblicare le immagini ovunque, ci mancherebbe altro, oggi qualcuno si chiede: «Ma se la selezione serviva per stabilizzare una figura professionale già presente all’interno, perché è stata portata avanti? Sembra solo una presa in giro per tutti quei giornalisti o addetti alla professione che sono senza lavoro».

Fonte: “UmbriaON”

 

Attentato a Nizza: camion lanciato contro la folla che assiste alla parata per il 14 luglio

Decine di morti e centinaia di feriti. Il tir sterzava di continuo per falciare quante più persone possibile. Conducente ucciso dalla polizia: era un trentunenne di origini tunisine residente a Nizza 

PARIGI – Gli spari che si confondono con i fuochi di artificio, le urla coperte dalle musiche dello spettacolo. E’ stato un 14 luglio di sangue per Nizza e per la Francia. La folla stava assistendo ai fuochi di artificio sulla Promenade des Anglais, il viale sul lungomare di Nizza. Alle 22.30 un camion si è lanciato sul pubblico riunito per la festa nazionale del 14 luglio. I testimoni raccontano di alcuni colpi di fuoco sparati dalla Polizia per fermare il camion nella sua corsa folle, lunga ben due chilometri, ma la circostanza non è stata subito confermata, perché proprio in quel momento stavano esplodendo in cielo i bengala che festeggiano la presa della Bastiglia.
Terrore a Nizza, camion e spari sulla folla. Il tir a zigzag per falciare più passanti. Almeno 78 morti.

Il camion che ha travolto la folla
Il camion che ha travolto la folla

Quel Tir lanciato sulla folla. Ma con il passare del tempo la speranza che non si tratti di un attentato è svanita. L’automezzo, un tir bianco, ha travolto almeno due cordoni di sicurezza, quindi la sua intenzione era proprio quella di scagliarsi contro la gente ferma in strada per assistere allo spettacolo. Ma subito dopo la tragedia la prefettura delle Alpi Marittime ha evocato un attentato di natura terroristica, chiedendo agli abitanti di Nizza di rimanere chiusi in casa. E lo stesso hanno fatto i gendarmi con i clienti dei numerosi bar aperti sl lungomare, bloccati dentro i locali chiusi a chiave seguendo le indicazioni delle autorità. Le prime testimonianze che arrivano da Nizza parlano di un nuovo massacro dopo quello del 13 novembre scorso a Parigi. Sul selciato i corpi delle vittime coperti dai teli blu sono decine. Daniel Allemand, cronista di Nice-Matin si trovava sulla Promenade des Anglais al momento dell’attentato. “La gente correva, con gli agenti della Polizia che urlavano di correre dalla parte opposta della strada. Non so come ci è riuscito, ma il camion è salito sulla promenade e ha falciato centinaia di persone. Ho visto corpi volare come birilli. Ho messo un po’ prima di capire cosa stava accadendo. Sull’asfalto c’è sangue dappertutto”.

La fuga e il panico, gli spari. Le immagini registrate subito dopo l’attentato mostrano turisti in fuga e in preda al panico. Un testimone che si trovava in un ristorante sul mare racconta di aver sentito degli spari, dal suono ben diverso di quello dei fuochi di artificio. Altri testimoni hanno parlato di raffiche di mitra e colpi di pistola, dirette sulla folla. La polizia avrebbe risposto al fuoco aperto dai terroristi a bordo del camion. Le prime foto riprese dalle case di fronte mostrano il muso del tir crivellato di colpi. “La musica copriva tutto”, racconta un altro testimone. “Nessuno ha capito cosa stava succedendo, e questo ha impedito alla gente di mettersi al riparo. Il camion è arrivato a grande velocità su una strada completamente piena di persone che passeggiavano rivolte verso il mare per guardare i fuochi di artificio”.
Lo slalom del camion per 2 chilometri per falciare più persone. Il camion di 4 tonnellate è avanzato a 80 chilometri all’ora facendo una sorta di slalom tra la gente, per fare il massimo di morti. Le vittime e i feriti sono su oltre 2 chilometri del celebre lungomare. Il camion è stato fermato dalla polizia davanti all’hotel Negresco, uno dei simboli di Nizza. Gli ultimi aggiornamenti confermano lo scontro a fuoco e l’uccisione dell’uomo al volante del camion.

Armi sul Tir e il timore di complici in fuga. Nei tir sono state ritrovate armi automatiche e granate. Ma non è chiaro se ci fossero complici. Alcune fonti parlano di altri uomini ancora in fuga. Per tutta la serata a Nizza si sono diffuse voci di ostaggi trincerati in ristoranti e di altre minacce. Il ministero dell’Interno ha dovuto più volte smentire i vari allarmi. Le autorità hanno recintato la zona, creando un perimetro di sicurezza che ha isolato la promenade des Anglais.
Strage Nizza, il camion dei terroristi forza la zona pedonale
I soccorsi e la solidarietà dei cittadini. Sul posto ci sono centinaia di ambulanze arrivate da tutta la provincia, oltre ai militari dell’esercito. I gestori delle spiagge sono tornati per aprire sdraio e mettere a disposizioni teli per dare un primo soccorso ai feriti. Alcune discoteche del centro sono state trasformate in pronto soccorso. Christian Estrosi, l’ex sindaco di Nizza ora governatore delle regione della Provenza e della Costa azzurra, ha subito evocato “decine e decine di morti”.

Lo stato d’emergenza. La Francia è ancora in stato d’emergenza, dichiarato dopo le stragi del 13 novembre. C’era grande timore per gli Europei di calcio per gli assembramenti di tifosi che erano considerati bersagli facili. Alla fine le autorità avevano tirato un sospiro di sollievo. Nonostante le paure, non era successo nulla, l’Europeo era stato un successo sul piano della sicurezza e della prevenzione degli attentati. François Hollande che era ieri ad Avignone per il festival di teatro è tornato in emergenza a Parigi per presidiare un’unità di crisi. Le autorità non hanno parlato di rivendicazioni né della matrice dell’attacco. L’Is aveva diffuso nelle ultime settimane diversi appelli a colpire la Francia, anche con atti isolati.

L’avviso della polizia alla vigilia della festività. E proprio nei giorni scorsi, alla vigilia dei festeggiamenti per il 14 luglio, la polizia francese aveva emesso un avviso interno per “possibili attacchi con autobomba o con veicoli durante i raduni previsti per la festività”.

Hollande e la speranza ora caduta di un ritorno alla normalità. Il 13 giugno c’era stata l’uccisione di un poliziotto e di sua moglie a Magnanville, nella periferia ovest di Parigi. Proprio ieri nel suo discorso per la festa nazionale, François Hollande, aveva annunciato di non voler rinnovare lo stato di emergenza che termina il 26 luglio. “Dobbiamo tornare alla normalità” era l’auspicio del leader socialista. Ma la pace, e la speranza di tornare a una vita normale in Francia, sono durate poco.

Anais Ginori per “La Repubblica”

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Regione Umbria & Legacoop: M5S chiede se la governatrice Marini sia in conflitto di interessi

I consiglieri regionali Liberati e Carbonari hanno inviato una segnalazione al Garante per la concorrenza e all’Autorità Nazionale Anticorruzione

PERUGIA – I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari fanno sapere di aver inviato, oggi, una segnalazione al Garante della Concorrenza e del Mercato ed all’Autorità Nazionale Anticorruzione riguardante “il possibile conflitto di interesse della presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Catiuscia Marini, nella partecipazione in diverse sedute di Giunta dove sono state adottate misure a favore o comunque riguardanti in modo significativo Legacoop, associazione che cura gli interessi particolari del settore cooperativo”.

I consiglieri pentastellati ricordano che “la presidente Marini ricopre la carica di dirigente di Legacoop a partire dal 13 giugno 2007, in aspettativa dall’anno 2010 e che dagli atti allegati alle varie sedute di Giunta si evince che era sempre presente in occasione dell’approvazione degli stessi e nel testo degli atti non è fatta alcuna menzione (disclosure) circa potenziali conflitti di interesse nel merito delle questioni trattate derivante dal ruolo di vertice di Catiuscia Marini all’interno di Legacoop”. (Acs)

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Brega difende i servizi dell’ospedale di Terni ma il perugino Solinas giustifica ritardi e inefficienze

Il politico ternano è intervenuto per sollecitare l’apertura del reparto di riabilitazione neurologica dell’Ospedale Santa Maria di Terni, ma il perugino Solinas, che è anche medico, difende i responsabili dei disservizi

TERNI – “Leggo con grande stupore la dichiarazione di un consigliere regionale in merito ad una mia interrogazione discussa ieri in Aula circa la mancata apertura del reparto di riabilitazione intensiva delle gravi cerebrolesioni nell’ospedale di Terni. La risposta alla mia interrogazione l’ho avuta in Aula dall’assessore preposto a farlo, e rimango a quanto è stato da lui affermato”. Così il consigliere regionale Eros Brega secondo il quale “in questa legislatura si stanno inaugurando molte novità sul piano politico e, in particolar modo, su quello istituzionale. Non è mai accaduto – spiega – che un consigliere regionale presenta una interrogazione in Aula, l’assessore risponde, ma poi sullo stesso atto arrivi anche la risposta di un altro consigliere regionale”.

“Entrando nel merito della questione – aggiunge Brega -, la mia interrogazione ha creato indubbio interesse. Si continua a giustificare un direttore generale inadeguato e non all’altezza del ruolo. Perché non si può inaugurare un reparto di così grande importanza per il malato se non c’è la possibilità di renderlo operativo anche nei mesi estivi. E quando il consigliere regionale giustifica la chiusura del reparto a causa delle ferie estive tocca davvero l’apice dell’assurdo”.

“La presidente Marini – continua Brega – decida da che parte stare, se dalla parte di chi giustifica i tagli dei nastri o con cittadini che chiedono servizi efficienti e funzionanti. Di sicuro quella del taglio dei nastri è una politica che non mi piace. Ma forse nelnosocomio di Terni alcune strutture complesse vengono date in mano a chi non sa gestirle. Se non esistevano le condizioni per tenerlo aperto con continuità – conclude Brega -, il reparto riabilitazione non andava inaugurato, perché in questo modo sono state create giuste e insoddisfatte aspettative”. (Acs)

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