Nuova forte scossa di terremoto: crolla la Cattedrale di Norcia

La Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria Argentea, a Norcia, sono crollate. Sono rimaste in piedi solo parte delle facciate.  La governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini, sta raggiungendo il centro di Protezione civile di Foligno per seguire la situazione

Un terremoto di magnitudo 6,5 è stato registrato nella zona compresa fra Perugia e Macerata. I comuni più vicini all’epicentro sono Norcia, Castelsantangelo su Nera, Preci e Visso. La scossa, localizzata dalla rete simica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è avvenuta alla profondità di circa 10 chilometri.

Renzi in contatto con Curcio Il premier Matteo Renzi è in contatto con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, che è a Rieti dopo la nuova forte scossa di terremoto.

Sindaco Santangelo, crolla e si apre tutto – ”Io sono a Fano, dove vivo, ma mi dicono che ci sono stati crolli, che è un disastro! Si  è aperta la terra, c’è fumo,un disastro. Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, cercherà di raggiungere il paese, già devastato dal sisma del 26 ottobre, ma non è sicuro di farcela: ”le strade saranno chiuse”. ”Spero che i testoni che erano rimasti a Santangelo si siano spostati nella notte”.

Sindaco Arquata, è venuto tutto giù –  “E’ venuto tutto giù, ormai non ci stanno più i paesi”. Così il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci dopo l’ultima scossa di magnitudo 6.1. “Per fortuna che erano zone rosse – aggiunge -. La poca gente che è rimasta è scesa in strada, si sta abbracciando. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che è successo”.

Sindaco Ussita, è crollato tutto – ”E’ crollato tutto, vedo colonne di fumo, e’ un disastro, in disastro!”. Lo dice il sindaco di Ussita, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 26 ottobre, Marco Rinaldi, dopo l’ultima forte scossa. ”Dormivo in auto, ho visto l’inferno…”.

Roma – Paura a Roma per la nuova scossa di terremoto avvertita stamattina nella Capitale, più forte rispetto ai giorni scorsi. Secondo quanto si è appreso, sono decine già le telefonate arrivate ai vigili del fuoco. La gente spaventata è scesa in strada in diverse zone della città. Avvertita nel Centro Italia La forte scossa di terremoto è stata avvertita a Rieti, nelle Marche, in tutta l’Umbria e anche a Firenze, in particolare ai piani alti delle case. A differenza di quelle precedenti dei giorni scorsi la scossa di stamani ha creato apprensione soprattutto per la sua durata.

Bolzano – La scossa di terremoto è stata avvertita anche a Bolzano. Al corpo permanente dei vigili del fuoco del capoluogo altoatesino sono giunte le chiamate di cittadini preoccupati.

RaiNews

Centrale geotermica, il Ministero approva: adesso la giunta regionale deve adeguarsi e rilasciare l’intesa

Tuttavia la situazione politica, in Umbria, rischia di diventare esplosiva: Eros Brega (Presidente della II Commissione) è contrario al progetto e si è impegnato pubblicamente appoggiando la folta pattuglia di sindaci, rappresentanti politici e comitati di cittadini che si oppongono. Si rischia un regolamento di conti all’interno del PD e della maggioranza che governa la regione e alcuni comuni strategici (per esempio Terni)

Andrea Giuli per “La Notizia Quotidiana”

ORVIETO – Tira e molla, molla e tira. Alla fine, sul controverso e annoso progetto che prevede nell’Orvietano la realizzazione di un impianto sperimentale geotermico, il ministero competente sembra aver messo la parola fine. E lo fa con un atto formale – una lettera – con cui rispedisce il cerino acceso alla Regione Umbria, visto che sul tema da mesi va in scena una ostilità di diversi enti locali del territorio, tra manifestazioni di protesta e carte bollate.

Intemerata di Raffaele Nevi – La missiva ministeriale è stata resa nota stamane nella città della Rupe dal capogruppo in Regione di Forza Italia, Raffaele Nevi, nel corso di una conferenza stampa presso l’ospedale, dedicata ad alcune urgenti problematiche orvietane.

Lettera del Ministero – Una lettera, protocollata al 21 ottobre scorso e firmata dal direttore generale del dipartimento per la sicurezza ambientale delle attività minerarie ed energetiche, Franco Terlizzese, infatti, è piuttosto perentoria. In qualche modo, definitiva. La missiva (l’oggetto è “Istanza di permesso di ricerche geotermiche finalizzato alla sperimentazione di impianto pilota denominato Castel Giorgio-Torre Alfina”) è indirizzata, tra gli altri, alla stessa Regione e alla società realizzatrice, la ITW-LKW Geotermia Italia.

Nel testo, il direttore generale Terlizzese ricorda che il Ministero aveva già chiesto alla Regione il rilascio dell’intesa per la conclusione del procedimento e che l’ente regionale aveva inviato, in risposta,  la propria delibera sull’argomento del giugno 2016, contenente delle prescrizioni e delle indicazioni recepite dal Ministero nel decreto in merito, a cominciare da quelle di non procedere senza una condivisione con il territorio interessato. L’ufficio ministeriale ricorda anche come il “procedimento ha ottenuto ormai da tempo sia il parere favorevole della Cirm che il giudizio positivo di compatibilità ambientale”, ma che, ciononostante, “questo Ministero ha ritenuto comunque opportuno espletare una verifica delle possibilità oggettive di raggiungere un accordo con le amministrazioni locali”, la cui posizione contraria all’impianto era già stata resa nota.

Dialogo impossibile con gli enti locali – Ebbene, la lettera ministeriale conclude che “constatata tuttavia nella riunione del 20 settembre 2016 la ferma contrarietà al progetto da parte del Comune di Castel Giorgio e la inesistenza di possibili spazi per il dialogo, questo Ministero non ha ritenuto utile esperire altri tentativi in tal senso, nè, a maggior ragione, estendere il coinvolgimento ad altre amministrazioni locali. Di conseguenza, questa amministrazione ritiene conclusa l’istruttoria e non avendo motivi ostatitivi di propria competenza al rilascio del permesso, trasmette, ai fini dell’intesa, uno schema di decreto basato su risultanze procedimentali tecniche favorevoli ad esso”. Da precisare che tale autorizzazione risulta uno stralcio di una più estesa istanza di permesso, così permettendo “di limitare l’ampiezza del titolo minerario alle aree interessate dall’impianto pilota nel comune di Castel Giorgio”. Per cui, il Ministero resta “in attesa di riscontro urgente, in considerazione della natura strategica degli impianti pilota geotermici”. Palla, dunque, a palazzo Donini. Tutta intera.

Sisma Preci, crolli Abbazia di Sant’Eutizio e Chiesa San Salvatore: «La Soprintendenza fu avvisata dei rischi ma non ha fatto niente»

Lo denuncia il gruppo M5S al consiglio regionale dell’Umbria: «Già a fine agosto la stampa segnalava come Sant’Eutizio fosse a rischio crollo, sgomberata e inagibile»

PERUGIA | (Acs) – “A fronte di reiterati appelli da parte dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, due mesi dopo il sisma del 24 agosto la Soprintendenza non era ancora intervenuta, a fronte di beni di straordinaria valenza culturale e dunque sotto tutela del Codice dei beni culturali”. Lo sottolinea Andrea Liberati, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, intervenendo in merito ai crolli nell’abbazia di Sant’Eutizio di Preci e nella chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia.

Per l’esponente dell’opposizione consiliare “è bene che la Soprintendenza dell’Umbria spieghi sollecitamente e con estrema puntualità cosa sia accaduto: tali organismi dello Stato devono rappresentare per tabulas di aver fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza l’abbazia di Sant’Eutizio di Preci che la chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia. Già a fine agosto, la stampa segnalava come Sant’Eutizio fosse a rischio crollo, sgomberata e inagibile. Occorrevano immediati lavori di consolidamento; eppure, stando alle segnalazioni della Diocesi, nessuno si sarebbe mosso. Bisogna ricordare – conclude – che questi edifici ecclesiastici, molti anni fa, furono recuperati sia grazie alle risorse pubbliche che alla generosità del popolo di Dio: se si dimostrasse che il ministero dei Beni Culturali, attraverso la Soprintendenza, non ha agito per tempo, si imporranno ampie riflessioni e immediate dimissioni degli interessati, salvo gli ulteriori danni di natura materiale e immateriale eventualmente quantificabili in altre sedi”.

Discarica “Le Crete”, Lega Nord attacca: «Orvieto non può diventare la pattumiera d’Italia»

Il consigliere regionale leghista Emanuele Fiorini lancia l’allarme: «la società Sao-Acea vuole realizzare un impianto per lo stoccaggio di rifiuti organici provenienti anche da fuori regione»

Non permetteremo che Orvieto diventi la pattumiera d’Italia. Non è giusto per la città, per chi ci abita e per tutte quelle eccellenze legate alla produzione di vino, olio e generi alimentari, per le quali è famosa nel mondo.

Eppure, intorno alla discarica “Le Crete”, Regione Umbria e Governo stanno giocando una partita sporca, un gioco al rinvio, al far finta di non sapere, solo con l’obiettivo di attendere la fatidica data del 4 dicembre sperando che il referendum consegni a Renzi la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo sul tema ambientale. Un altro motivo per il quale diventa fondamentale votare “No”. Ma andiamo con ordine.

In data 20 ottobre 2016 è arrivata in Regione Umbria la richiesta da parte di Sao-Acea della realizzazione di un “fabbricato per la maturazione e lo stoccaggio del compost di qualità”. Tale struttura dovrebbe sorgere all’interno dell’area di insediamento industriale della discarica. Ma come si può solamente pensare di andare a gravare in questo modo su un territorio già compromesso dal punto di vista ambientale?

La stessa Sao-Acea, tra l’altro, ha indetto un bando pubblico per acquisire rifiuti organici da fuori regione, indicando come durata del periodo di conferimento il periodo dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016. Eppure ci era sembrato di sentire la presidente Marini e l’assessore Cecchini, parlare di una discarica ormai quasi esausta e per questo motivo sostenere l’ampliamento del secondo calanco se non addirittura l’apertura del terzo. E nonostante tutto facciamo arrivare rifiuti da fuori regione?

Non dimentichiamo, poi, che riguardo al secondo calanco, la procedura di Valutazione impatto ambientale (VIA) della Regione, sulla quale esiste parere negativo e vincolante della Sovrintendenza, non è ancora stata resa nota. Sembra quasi che la Regione voglia prendere tempo. Stesso motivo che spingerebbe il Consiglio di Stato a rimandare la decisione sul terzo calanco, dopo i ricorsi di associazioni ambientaliste sulla presenza dell’area boscata. Perchè tutti questi rinvii? Semplice: se dovesse passare il SI al referendum, tutte le decisioni in materia ambientale, diventeranno di competenza del Governo Renzi che potrà fare ciò che vuole della discarica e del territorio. Ecco un altro, l’ennesimo, buon motivo per votare NO al referendum.

Noi della Lega Nord Umbria esprimiamo il massimo sconcerto e preoccupazione per quanto sta accadendo ad Orvieto, dove i forti interessi economici, rischiano di distruggere un territorio come quello orvietano che fa delle produzioni locali e del vino certificato Doc, un vanto conosciuto in tutto il mondo.

Per chiudere la discarica “Le Crete”e bonificare tutto basterebbe considerare il DL 36 del 2003 dove viene vietata la presenza di discariche e impianti di trattamento rifiuti in prossimità di agricolture di pregio. Si rischia seriamente di compromettere la certificazione Doc di questo territorio e distruggere produzioni, aziende, identità.

Su queste tematiche presenteremo un’interrogazione urgente in Consiglio Regionale.

Emanuele Fiorini, Capogruppo Lega Nord Umbria

Referendum, l’attrice Paola Saulino lancia la sua proposta indecente: sesso orale per chi vota NO. Renzi prenderà le dovute contromisure?

L’attrice napoletana disposta a sacrificarsi per difendere la Costituzione contro la riforma Boschi

(Today.it) – La promessa di Madonna di praticare sesso orale a chi voterà Hillary Clinton ha avuto una eco così dirompente da arrivare fino in Italia ed essere presa a modello dall’attrice Paola Saulino, intenzionata a condizionare con lo stesso mezzo il voto del referendum costituzionale. 

Paola Saulino
Paola Saulino

Dopo aver scritto su Facebook di essere disposta ad aiutare la popstar americana nel suo lavoro (“Se Madonna non ce la fa l’aiuto io a fare i po***ni a chi vota Clinton”), la ragazza ha voluto alzare il tiro entrando a gamba tesa nella politica di casa nostra con la proposta di praticare sesso orale a chi voterà No al Referendum.

Il post di Paola Saulino su Facebook

“Ok, hanno pubblicato il mio stato circa i po****i americani …. Ma torniamo ai po****i di casa nostra …. Quelli italiani quelli buoni , a questo punto l’appello lo faccio agli amati concittadini , circa il referendum del Bel Paese…” è l’incipit del bollente appello pubblicato sulla pagina Facebook e ribadito più e più volte nel corso dei giorni durante i quali il numero dei commenti a corredo della piccante proposta aumenta a dismisura. 

 

 

Perugia: profughi ospitati in città protestano perchè vogliono la ‘paghetta’. Lega Nord: «È inaccettabile »

Valerio Mancini, vicepresidente leghista del consiglio regionale: «Basta urla sterili e pretestuose, l’Umbria e la città di Perugia devono rialzare la testa e ripartire. Occorre mandarli a casa propria!»

PERUGIA – Riceviamo e pubblichiamo: A distanza di quindici giorni dall’episodio di Cenerente, decine di  immigrati, in affido ad alcune Cooperative perugine, tornano a protestare per la mancanza della “paghetta quotidiana” . Sull’episodio verificatosi questa mattina davanti alla questura di Perugia interviene il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa umbra, Valerio Mancini (Lega Nord). “ Perugia è ormai ostaggio degli immigrati. Incomprensibile e altresì intollerabile,  che decine di stranieri lamentino per la mancanza di sussidi. Non è bastato interrompere il traffico il 12 ottobre scorso con la protesta di Cenerente, ora si arriva perfino a gridare di fronte alla Questura senza alcun rispetto per il lavoro delle autorità. E’ ora che il Governo Renzi si assuma le proprie responsabilità, con questa politica dell’invasione, ha creato seri disagi in tutta Italia e la nostra verde Umbria non è da meno. Uno Stato che rende possibile tutto ciò non ha diritto di considerarsi tale. La situazione di Perugia – chiosa il Vice Presidente Mancini – è al quanto problematica, come affermato anche dal prefetto Dott. Cannizzaro, lo scorso  settembre in Regione quando riferendosi, al capoluogo umbro, parlò “di un’immigrazione sproporzionata nei numeri rispetto a tutta l’Umbria” dal momento che il comune perugino conta 1140 immigrati rispetto a 2964 totali”. E’ ora che qualcuno prenda la situazione in mano e si assuma le proprie responsabilità, credo sia arrivato il momento di liberare Perugia dalla morsa dell’immigrazione. E’ aberrante apprendere dalla stampa che decine di persone che ricevono ausili statali,che sono stati accolti in strutture più che dignitose, con confort di ogni tipo, protestino per mancanza di soldi, quando io stesso ho potuto constatare di persona, accompagnandoci cittadini perugini, l’affollamento dell’ufficio dell’impiego di Via Palermo. Tante persone sono in cerca di un lavoro e affrontano la crisi economica con dignità e sacrificio, senza pretese, ma cercando una qualsiasi occupazione che possa farle vivere con tranquillità. Va bene tollerare ed essere comprensibili, ma qui si rasenta l’inverosimile, ci sono botteghe che chiudono, il tasso di disoccupazione in costante incremento e soprattutto il silenzio dignitoso di chi in questi giorni sta di nuovo vivendo l’incubo del terremoto. Basta urla sterili e pretestuose, l’Umbria e la città di Perugia devono rialzare la testa e ripartire, le proteste e le urla lasciamole a chi è legittimato a farlo perché ha perso tutto. Per uscirne – conclude Mancini – occorre fare una sola cosa, mandarli a casa, a loro e chi incentiva questa  politica dell’invasione”.

La terra trema ancora: il numero della Protezione Civile dell’Umbria 0742 630777

Risponde la Sala Operativa Unica Regionale dell’Umbria. La governatrice Catiuscia Marini segue costantemente la situazione, in stretto contatto con il commissario straordinario per il terremoto Vasco Errani e la Protezione Civile. Scosse avvertite tutta Italia: a Roma evacuata la sede del Ministero degli Esteri e il Palazzo della Regione Lazio

Ancora la terra che trema, ancora paura. Da da una parte all’altra d’Italia e a più riprese: da Napoli a Trieste anche se come avvenuto il 24 agosto l’epicentro è in Centro Italia. La prima scossa delle 19.11 è stata avvertita in tutta l’Italia centrale: a Roma, nelle Marche, nelle zone terremotate dell’Ascolano, ad Ancona, a Fabriano e Pesaro e finanche in Toscana, ad Arezzo, nel Casertano e in Molise. L’epicentro è nella provincia di Macerata, precisamente nella Val Nerina, nella zona compresa tra Perugia e Macerata: il centro più vicino è Castelsantangelo sul Nera. In molte località è mancata la corrente elettrica e ci sono difficoltà nelle comunicazioni. Le situazioni più critiche a Visso, Ussita, Preci e Castelsantangelo.

L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha fatto sapere che la magnitudo del sisma è stata di 5.4 gradi. Molte persone sono uscite di casa spaventate. Tantissime le chiamate ai vigili del fuoco. Due le persone ferite e qualche crollo a Visso (Macerata) come spiega il capo della Protezione civile Francesco Curcio, in diretta su SkyTg24. Poco dopo la prima scossa è stata registrato un altro evento. Ma alle 21.18 è stata avvertita una terza fortissima scossa: da Napoli a Trieste, la magnitudo è stata 5.9.

Quello che preoccupa è infatti il possibile effetto domino. La faglia che si è messa in movimento ha risentito probabilmente dell’energia caricata dall’evento che nell’agosto scorso ha interessato il Reatino. La zona colpita oggi è, infatti, come tutto il sistema di faglie dell’Italia centrale, estremamente complessa. La probabilità che una sequenza sismica possa finire per attivare faglie vicine è nota, ma i sismologi non si stancano di ripetere che è impossibile fare qualsiasi previsione su quando e dove possa avvenire una nuova rottura. Contestuale anche l’allerta maltempo.

Sindaco Serravalle Chienti: “Un bombardamento”
“È brutta, è come se ci fosse stato un bombardamento. Una botta che non finiva mai”. Lo dice il sindaco di Serravalle del Chienti, comune simbolo del terremoto del 1997, Gabriele Santamarianova, che ha constatato dei crolli nel centro storico della cittadina: “Abbiamo visto come una nuvola di polvere, non sappiamo ancora che cosa è crollato, lo vedremo domani. Per fortuna che il centro era stato già evacuato dopo le scosse del 24 agosto. Al momento non ci risultano feriti o dispersi”.

22.08 – Ad Ascoli gente per strada
Ad Ascoli Piceno la popolazione si sta preparando a trascorrere la notte fuori. Molte le auto in circolazione in città alla ricerca di aree all’aperto e piazzole di sosta. Molti gli spazi già occupati, ad esempio nei pressi dello stadio.

22.02 – Decisa la chiusura delle scuole a L’Aquila e in Abruzzo
“Attenzione, ho appena disposto la sospensione, per domani 27 ottobre, dell’attività didattica in tutte le scuole del Comune. Nella giornata di domani procederemo ad una nuova verifica della sicurezza di ciascun edificio”. Lo annuncia sulla propria bacheca Facebook il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Istituti chiusi anche nel resto della Regione

21.53 – Scossa sentita anche in Veneto
È stata sentita anche in Veneto la scossa di terremoto registrata dopo le 21 in centro Italia. Chiamate con richieste di informazioni sono giunte ai centralini dei vigili del fuoco e della protezione regionale. Non risultano danni.

21.52 – Il sindaco di Ussita: “Il paese è finito”
“Sono crollate parecchie case. Il nostro paese è finito”. Lo ha detto il sindaco di Ussita, Giuliano Rinaldi, a Skytg24, in relazione all’ultima e più forte scossa di terremoto.  Il sindaco ha affermato che “è crollata anche la facciata della chiesa” e che si è “spaccato il terreno. La frazione di Casali non la possiamo raggiungere”.

21.49 – Sindaco di Castelsantangelo: “Le mura sono crollate”
“Le mura sono crollate”. Lo ha detto il sindaco di Castelsantangelo (Macerata), secondo quanto riporta la protezione civile

21.43 – Scuole chiuse in alcuni comuni dell’Umbria
Scuole chiuse domani in Umbria a Perugia Terni Spoleto e Foligno e Narni. Chiuse anche le scuole di ogni ordine e grado e dell’asilo nido per la nel Camerino (Macerata)

21.37 – Il premier ritornato a Palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto a Palazzo Chigi da dove segue la situazione, dopo il terremoto nel centro Italia, in contatto costante con la protezione civile

21.33 – Vicesindaco Arquata: “Caos, gente sconvolta”
“Qui è il caos, c’è gente che grida, persone sconvolte. Non so dirle niente, non so se ci sono altri danni, stiamo andando a vedere, ma la situazione psicologica delle persone è tragica”. Così il vice sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, dopo la nuova fortissima scossa di terremoto, di magnitudo superiore alla precedente di 5.4, registrata nelle Marche e in Umbria.

21.16 – Sindaco di Ussita: “Gente urla per strada”
“È stato un terremoto fortissimo, apocalittico, la gente urla per strada e ora siamo senza luce, vi prego lasciateci lavorare”. Così il sindaco di Ussita Marco Rinaldi dopo la nuova forte scossa.

21.23 – Pescara- Atalanta sospesa per 4 minuti
La nuova scossa di terremoto avvertita anche allo stadio di Pescara durante il match tra i padroni di casa e l’Atalanta. La partita si è fermata per 4 minuti. Molti tifosi sono scappati dalle tribune

21.18 – Nuova scossa in Centro Italia
Una nuova fortissima scossa è stata avvertita alle 21.17. Il sindaco di Visso in diretta Sky ha chiuso la telefonata dicendo: “È più forte di quella di prima”. Secondo la Protezione civile la magnitudo è stata pari a 6.2 per Ingv la magnitudo è stata 5.9

21.04 – Invg: “Possibile doppie repliche”
“Il terremoto di oggi ha perturbato ulteriormente il volume crostale e nelle prossime ore sono possibili altre scosse perché quelle del sisma di oggi potrebbero sommarsi a quelle del proseguimento della perturbazione del 24 agosto”, ha detto il sismologo Salvatore Mazza, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia su Rainews24.

21.01 – Sindaco Amatrice:  “Nessun ferito, è andata bene”
“Ringraziando Dio non ci sono né morti né feriti. Abbiamo resistito al sisma del 24 agosto, le case crollate erano già lesionate. È andata bene, dobbiamo stare sereni, prendere l’aspetto positivo, che tutti siamo vivi”. Lo ha detto a Sky Tg24 il sindaco di Amatrice nel Reatino Sergio Pirozzi. “Certo c’è stata un po’ di paura. Gente fuori casa? Ma no, se vogliamo stare assieme c’è il palazzetto, c’è un bel piatto di pasta – ha aggiunto -. Molti sono rimasti a casa, le case dichiarate agibili dopo il sisma del 24 non sono state scalfite. Massima serenità, testa alta, la luce è tornata quasi subito, la Protezione civile sta facendo un grande lavoro, già monitorate tutte le frazioni. Mi dispiace per i due feriti di Visso”.

20.43 – 118 Roma: “Non ci sono feriti nel Lazio”
Nel Lazio non ci sono feriti per la scossa di terremoto avvertita poco dopo le 19, nemmeno nella provincia di Rieti, la più vicina all’epicentro. Lo riferisce all’Adnkronos Salute Livio De Angelis, responsabile sala operativa Ares 118 Roma. “Abbiamo saputo di qualche crollo a Rieti e ad Amatrice – prosegue – ma non c’è stata alcuna richiesta di intervento sanitario. Dopo quello che è successo ad agosto, eravamo pronti a intervenire, anche con gli elicotteri, ma finora non è stato necessario”.

20.38 – Un ferito a Visso
Una persona è rimasta ferita a Visso in seguito al crollo di un controsoffitto provocato dal terremoto.

20.31 – Crepe in palazzi a Roma: verifiche

Verifiche dei vigili del fuoco in alcuni palazzi a Roma per crepe che si sono formate in seguito alla scossa di terremoto che si è registrata stasera. Secondo quanto si è appreso, sono circa dieci gli interventi effettuati finora dai pompieri e altrettanti al momento sono quelli da effettuare. Gli stabili interessati sono in zona Nomentano ed Eur.

20.23 – Protezione civile: “Per ora né morti né feriti”
Al momento, alla Protezione Civile e ai Vigili del fuoco non risultano nè morti nè feriti. Le verifiche sono ancora in corso.

20.21 – Vertice di Alfano con Vigili del fuoco al Viminale
A seguito della forte scossa di terremoto che ha colpito l’Italia centrale, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sta seguendo da circa un’ora la situazione dalla sala operativa dei vigili del fuoco al Viminale.

20.20 – Protezione civile Marche: “Non risultano feriti”
“Non abbiamo notizie di feriti o vittime, almeno fino a questo momento”. Lo dice il capo della Protezione civile regionale delle Marche Cesare Spuri, dopo le prime verifiche seguite alla scossa di terremoto di magnitudo 5.4 che ha colpito il Maceratese. “La situazione più critica è a Castelsantangelo sul Nera, dove manca la corrente elettrica. Abbiamo inviato sul posto torri faro e uomini”. Alcuni crolli, conferma Spuri, sono segnalati a Visso. Aperti i Centri operativi comunali e la Soi provinciale.

20.15 – Sindaco Castelsantangelo: “Verifiche su abitanti nelle frazioni”
“Stiamo messi male, sta diluviando, non c’è corrente, stiamo andando in giro per le frazioni per vedere se ci sono feriti, crolli sicuramente ci sono”. E’ quanto afferma all’Adnkronos il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci dopo la scossa con epicentro proprio nel comune della provincia di Macerata. “E’ una situazione molto delicata, bisogna mantenere la calma”, conclude. 

20.14 – Vicesindaco Visso: “Non sappiamo di vittime”
“Al momento non sappiamo se ci sono state vittime, speriamo di no. E neppure se ci sono stati danni e di che entità, io stesso sono scappato da casa all’improvviso”. Lo dice raggiunto telefonicamente il vicesindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi, uno dei paesi epicentro della scossa di terremoto. “Qui sta piovendo a dirotto – prosegue il vicesindaco – abbiamo problemi con i telefonini, che ricevono ma dai quali non riusciamo a fare chiamate,, siamo isolati”.

20.13 – Curcio (Protezione civile): “Al momento non risultano feriti”
“Siamo in contatto con il territorio, i paesi sono al buio. Ci hanno hanno segnalato qualche crollo, al momento non ci risultano feriti ma è un dato parziale”. Così Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento Protezione Civile, al Tg1. Per quello che riguarda la Salaria “stiamo verificando, abbiamo disposto la chiusura della strada in via precauzionale. Se la scossa è collegata a quella del 24 agosto? Faremo fare le valutazioni agli esperti, vedremo i collegamenti”.

20.11 – Ingv: “Stessa sequenza sismica di agosto”
Oggi, alle 19:10 ora italiana, un terremoto di magnitudo Richter ML 5.4 ha interessato la zona al confine tra Marche e Umbria, poco a nord dell’area interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto con l’evento di magnitudo 6. L’epicentro di questo terremoto è ubicato tra le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno, a 10 km da Norcia, 22 km da Accumoli e 18 km da Arquata del Tronto”. Lo rende noto l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

20.10 – A Castelsantangelo al momento nessun ferito
La Protezione civile a Castelsantangelo sul Nera sui Monti Sibillini nelle Marche, ai microfoni di Sky news 24, dice che “qualcosa è crollato, ma non ci risultano per ora feriti. La gente sta in strada”.

20.03 – Squadre soccorso verso zone isolate
Alcune squadre di soccorso sono partite in direzione di alcune frazioni dei comuni dell’area epicentrale che risultano isolate.

 

19.53 – Cnr: “Possibile nuova faglia”
Una prima “ipotesi, se verranno confermate le prime informazioni, è che si tratti dell’attivazione di una nuova faglia, probabilmente legata verso Nord a quella che ha generato la scossa dello scorso agosto”. Lo afferma Paolo Messina, direttore dell’Igag-Cnr (Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche), sulla forte scossa di terremoto percepita in tutta l’Italia centrale. Scossa che, secondo l’esperto, “rientra, purtroppo, in una dinamica possibile quando si verificano fenomeni come quello che ha avuto il suo momento di più tragico impatto lo scorso 24 agosto. Siamo ancora a pochi minuti dai fatti e quindi restano da definire con notizie più precise l’epicentro e la profondità dell’ipocentro”.

 

19.52 – Sindaco Amatrice: “Nuovi crolli, ma su edifici già lesionati”
“Ci sono crolli, ma di edifici già lesionati. Stiamo facendo un giro per il territorio, non dovrebbero esserci stati feriti. Certo si risveglia la paura, pesa questa nuova scossa”. Così al telefono con l’ANSA il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Dopo la scossa delle 19.11 sono saltati i collegamenti telefonici con Amatrice e Accumoli dove per alcuni minuti è mancata anche l’energia elettrica. Alcuni crolli si sono verificati all’interno della zona rossa di Amatrice.

19.52 – Sindaco Arquata: “Nuovi crolli, ma nessun ferito”
Michele Franchi, vicesindaco di Arquata, nelle Marche: “Tanta paura, non ci risultano per ora feriti, anche se ci sono stati dei distacchi di cornicione da edifici già lesionati dal sisma del 24 agosto. La scossa è stata forte, abbiamo sentito un boato”.

19.51 – Protezione civile: “Chiuderemo la Salaria”
“Stiamo ancora valutando la situazione con l’Anas, ma chiuderemo la strada Salaria all’altezza di Arquata del Tronto”. Così il dirigente della Protezione civile regionale Cesare Spuri dopo la nuova forte scossa di terremoto registrata fra la provincia di Macerata e la Valnerina.

19.50 – La testimonianza da Visso: “Mi crollavano le pareti addosso”
A Visso ci sono state scene di panico e crisi di pianto tra la gente che è fuggita dalle case dopo la forte scossa di terremoto. La popolazione, già provata da giorni di continue scosse, si è riversata nella piazza principale sfidando i cornicioni che crollavano. “Le pareti mi sono venute addosso” racconta una donna appena fuggita dal suo studio di geometra nel centro di Visso. “Ho sentito venire giù tutti gli oggetti e i libri dagli scaffali. Sono fuggita per le scale e fuori tutto era polvere. La gente gridava”.

19.49 – Quattro le scosse in centro Italia
Sono quattro le scosse di terremoto registrate questa sera in buona parte del centro Italia. Il primo evento di magnitudo 5.4, con epicentro nella zona di Macerata, è stato registrato dalla Rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 19.10 ad una profondita di 9 chilometri. Alle 19.21 la seconda scossa di magnitudo 2.6 e alle 19.24 la terza (2.5), alle 19.36 la quarta di magnitudo 2.8 ad una profondità di 8 chilometri.

19.48 – Farnesina evacuata, gente in strada
A seguito della forte scossa di terremoto che ha colpito l’Italia centrale, la sede del ministero degli Esteri è stata evacuata. Decine di dipendenti si trovano sul piazzale antistante la Farnesina, in attesa che rientri l’allarme. Ci sono stati crolli.

19.48 – Vigili del Fuoco: “Scossa avvertita in Umbria, Lazio, Abruzzo. A Roma gente in strada”
“L’area investita è molto vasta: Lazio, Umbria e Abruzzo. Stiamo facendo le verifiche dovute. Il sisma è stato avvertito anche a Roma e molta gente è scesa in strada. Numerose chiamate stanno arrivando alla nostre sale operative”. Lo dicono all’Adnkronos i Vigili del Fuoco i cui centralini sono presi d’assalto. 

19.46 – Scossa avvertita anche ad Amatrice ed Accumuli
La scossa di terremoto di magnitudo 5.4 che si è verificata questa sera è stata avvertita nettamente anche a Rieti, ad Amatrice e ad Accumoli, centri già devastati dal sisma del 24 agosto scorso. Sono in corso sopralluoghi per una ricognizione di eventuali danni.

19.45 – Sindaco Castelsantangelo: “Ci sarà stato sicuramente qualche crollo”
“La corrente è andata via. Continua ancora lo sciame sismico. Sicuramente ci sarà stato qualche crollo. E’ veramente dura”: così si è espresso il sindaco di Castel Sant’Angelo sul Nera, Mauro Falcucci, a SkyTg24. “Siamo per strada, davanti al comune” ha aggiunto il primo cittadino del luogo più vicino all’epicentro del sisma di poco fa.

19.37 – Ingv: “Scossa collegata al sisma del 24 agosto scorso”
Il terremoto di magnitudo 5,4 avvenuto oggi nella zona compresa tra Perugia e Macerata è collegato a quello avvenuto il 24 agosto nel Reatino. Lo ha detto all’ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

19.30 – Epicentro a Castelsantangelo sul Nera
E’ stato localizzato a Castelsantangelo sul Nera sui Monti Sibillini la scossa di terremoto di magnitudo provvisoria 5,4 che ha colpito alle 19,10. Lo riferisce l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia secondo il quale la scossa è stata avvertita molto forte anche a grande distanza perché l’ipocentro (il punto in cui si verifica materialmente la frattura nella crosta terrestre) è stato molto basso: solo 9 km. La scossa è stata avvertita dalle Marche al Molise. Castelsantangelo sul Nera, il paese più vicino all’epicentro della scossa di terremoto delle 19.11 è un comune di 318 abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche. Nel suo territorio, nella zona del parco di monti Sibillini, si trovano le sorgenti del fiume Nera.

19.29 – Linee elettriche saltate in zona epicentro
Sono Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci i comuni nell’epicentro del terremoto che ha interessato la provincia di Macerata. Nella zona sono saltate le linee elettriche.

19.23 – “Grosso problema sulla Salaria”
“Abbiamo un grosso problema sulla Salaria, per il momento non posso dire niente, stiamo valutando”. Così il dirigente della Protezione civile delle Marche Cesare Spuri, dopo la scossa di terremoto superiore a magnitudo 5 che ha investito la provincia di Macerata.

19.23 – Scossa avvertita anche a Roma
La forte scossa di terremoto è stata avvertita distintamente anche a Roma. La scossa è stata sentita anche nei piani basse delle abitazioni. I lampadari hanno tremato, le porte e le finestre hanno vibrato.

19.22 – Linee telefoniche intasate
Le linee telefoniche di Macerata e provincia sono isolate. Difficile fare chiamate sia ai telefoni fissi che a quelli mobili.

19.22 – A Visso (Macerata) cornicioni crollati  e tanta paura
Tanta paura e crolli di cornicioni a Visso, in provincia di Macerata. La popolazione si è riversata in strada e sono numerosissime le telefonate ai vigili del fuoco.

19.22 – Renzi rientra a Roma
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è rientrato a Roma ed è in contatto con il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per aggiornamenti sulla scossa di terremoto avvertita nel centro Italia.

(Il Fatto Quotidiano)

Il Parlamento Europeo a Viterbo con Silvia Costa e Antonio Tajani

Il 4 Novembre 2016 a Viterbo, dalle ore 9.30 presso Università della Tuscia, l’Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento europeo organizza l’incontro: «Cultura Svelata : verso il 2018 anno europeo del Patrimonio culturale»

“Cultura Svelata” è un evento nato per approfondire e per far incontrare interessati ed esperti sulle possibilità attuali e future di valorizzazione del patrimonio culturale in una prospettiva europea di sviluppo. Tre i percorsi tematici discussi ai tavoli di lavoro a partire dalle ore 9.30: cultura, crescita del territorio e sviluppo del turismo; innovazione, digitalizzazione e ruolo delle start up e PMI; opportunità per i giovani nel settore culturale.

Dalle ore 12 il pubblico esporrà le proprie considerazioni e domande alla Plenaria riunita nell’Aula magna dell’Università della Tuscia di Santa Maria in Gradi.

Risponderanno:

– il Vice Presidente del Parlamento europeo on. Antonio Tajani; la Presidente della commissione cultura al Parlamento europeo, On. Silvia Costa; il Sottosegretario di Stato ai beni e alle attività culturali e turismo, on. Ilaria Borletti Buitoni; il Direttore esecutivo dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT)Dott. Giovanni Bastianelli e il Presidente dell’Associazione europea delle vie Francigene, Ing. Massimo Tedeschi.  I lavori saranno moderati dal giornalista Rai, Sergio Carrara.

La Tuscia viterbese con il suo inestimabile patrimonio culturale e la sua vivacità nel settore creativo è un laboratorio ideale per discutere del tema e individuare punti di forza e questioni da risolvere. L’evento è aperto a tutti gli interessati.

Collaborano con noi in questa iniziativa: ItaliaCamp; Enit; Associazione Vie Francigene; Creative Europe Desk Italia, Federculture, Formez PA, Europe Direct Roma; Agenzia per l’Italia Digitale; ALES; Porta Futuro; Regione Lazio; Lazio Innova; Bic Lazio; Anci Lazio, Agenzia nazionale giovani, Università della Tuscia, Università di Tor Vergata; CAI, Feder Trek, Fab Lab Viterbo, Jobbel, Officina Kreativa.

Per maggiori informazioni:

Contatti:

Addetto stampa Parlamento europeo in Italia

Maurizio Molinari
Tel. 06 69950212   cell. 339 5300819
maurizio.molinari@europarl.europa.eu

 

Ufficio di informazione del Parlamento europeo in Italia

epitalia@ep.europa.eu Tel. 0669950213

 

Eventbrite: iscrizioni o a info@secrp.it   Europarl: Info su Europarl.it  Twitter @Pe_ITalia

#CulturaSvelata #RDFVT

 

Canoni idroelettrici, M5S chiede di alzarli: il PD vota contro, ma sarebbero soldi utili per le casse del Comune di Terni

Liberati: “Milioni di euro sottratti a Terni, alla Valnerina, a Baschi. Cascata delle Marmore aperta solo un’ora alla settimana per esigenze di produzione elettrica”

PERUGIA | (Acs) – Il consiglio regionale dell’Umbria ha respinto, con 10 voti contrari (PD e SeR) e 3 favorevoli (Mancini, Fiorini-Lega, Claudio Ricci-Rp), la mozione del Movimento 5 Stelle, a firma Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, sull’innalzamento dei canoni pagati per lo sfruttamento idroelettrico. I proponenti non hanno partecipato al voto.

LA RELAZIONE
ANDREA LIBERATI (Movimento 5 Stelle) ha illustrato l’atto di indirizzo parlando di “un forziere per pochissimi. Da 15 anni la centrale dell’Enel, poi privatizzata e venduta alle multinazionali, grazie al ricco bacino fluviale di Nera e Velino, hanno incassato 1,5 miliardi di euro a loro regalati dallo Stato. L’Europa ci impone le gare per il servizio idroelettrico, ma queste non si sono mai svolte. Abbiamo tolto quei soldi non a Terni, alle Valnerina, a Baschi, li abbiamo tolti agli umbri e agli italiani. Serve un nuovo senso critico che ci porti ad evitare di donare 100milioni di euro all’anno a queste persone. Il pur modesto aumento del canone è stato anche impugnato dall’associazione dei concessionari di diritti di sfruttamento. Chiudendo la Cascata delle Marmore per motivi di produzione elettrica ci priviamo di molteplici risorse, impediamo anche il deflusso minimo previsto dal Piano di tutela delle acque (4 metri al secondo per tutto il giorno). Abbiamo fatto un favore solo ai concessionari che si spartiscono questa ricchezza. Nel resto del mondo le cascate non vengono chiuse, dato che ci deve essere una compensazione tra gli interessi economici e quelli dei territori. La Cascata delle Marmore è la più antica del mondo modellata dall’uomo eppure questo sembra non interessare. Perdiamo migliaia di turisti che potrebbero arrivare da Civitavecchia, intercettando i flussi delle crociere, perché la cascata è aperta solo un’ora a settimana. Il lago di Piediluco subisce ogni giorno variazioni anche di un metro del suo livello, questo ha causato il dissesto idrogeologico delle sponde e del paese, che sta scivolando nel lago, come attestato dal tribunale regionale delle acque. Questo caos è legato ai processi di filtrazione, all’escursione giornaliera del livello. L’assessore dovrebbe approfondire la materia, i magistrati dovrebbero intervenire per svolgere il proprio ruolo. I canoni andrebbero ricalcolati sulla potenza efficiente e non su quella nominale, altro beneficio concesso a chi sfrutta le acque umbre. Restituiamo le risorse ai cittadini umbri”.

GLI INTERVENTI
CLAUDIO RICCI (Rp): “Oggi a Perugia è stato presentato il rapporto delle Nazioni unite sul rapporto tra gestione delle acque e posti di lavoro. Non è facile modificare i canoni, fissati attraverso convenzioni di non semplice modifica. La Seconda commissione consiliare potrebbe approfondire questi argomenti. Rispetto alla valorizzazione della cascata, quella con l’ampiezza di caduta maggiore d’Europa; andrebbe ripresa l’idea della sua candidatura tra i siti posti sotto la tutela Unesco. Si potrebbe proporre ai titolari di convenzione di sostenere questa candidatura, coinvolgendoli nel piano di gestione e di valorizzazione, attraverso pacchetti turistici integrati”.

FERNANDA CECCHINI (assessore regionale): “Non siamo rimasti fermi. Negli anni abbiamo fatto in modo che i comuni interessati agli impianti e alle derivazioni fossero coinvolti con risorse che vanno a sostenere progetti ambientali e turistici. In Valnerina c’è addirittura un consorzio che mette a disposizione dei Comuni circa 1 milione all’anno, frutto del canone che viene pagato. Abbiamo aggiornato i canoni concessori, passando da 15,56 euro a 31,02 euro a kilowatt, raddoppiando il costo e garantendo un introito maggiore alla Regione, mettendoci in sintonia con gran parte delle altre Regioni. Abbiamo anche stabilito che il 55 per cento dell’aumento dovesse andare a favore dei Comuni interessati dagli impianti. Circa 2 milioni di euro andranno quindi ai Comuni interessati. Sulla Cascata delle Marmore, ero già intervenuta: per la sua gestione esiste una convenzione che stabilisce tempi e modalità per il suo funzionamento. In questi anni abbiamo verificato l’interessante introito turistico generato e i posti di lavoro creati. Sulle modalità di rilascio delle concessioni, c’è un tavolo aperto al Ministero per concertare insieme alle Regioni il modo in cui aggiornare o perfezionare quanto già previsto. Ritengo quindi che la mozione sia da respingere”.

ANDREA LIBERATI ha replicato evidenziando che “la qualità ambientale del territorio non sembra interessare. Altrimenti non avremmo avuto un fiorire di problemi. L’apertura della Cascata non si può ridurre ad un confronto tra Comune di Terni e multinazionale. La Regione deve imporre l’apertura così come previsto dal Piano di tutela delle acque, per garantire il flusso minimo vitale. Il raddoppio del canone lascia comunque al concessionario un lucro gigantesco, 120 milioni di euro lo scorso anno. La politica non riesce a fare politica, mancano gli slanci e la voglia di tornare ai veri valori. Quelli sono soldi della gente e non della multinazionale. La convenzione è stata prorogata fino al 2019 mentre le gare non vengono fatte”.

Usl, sede legale a Terni. Brega (PD): «Mozione strumentale. Che cosa pensa l’opposizione della situazione dell’ospedale?»

Il consigliere regionale democratico non partecipa al voto sulla mozione presentata da Raffaele Nevi, sulla sede legale dell’USL, e incalza le opposizioni sull’ospedale “Santa Maria” di Terni. La mozione è stata rinviata in Commissione Sanità: tutti gli interventi 

PERUGIA | (Acs) – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha deciso di rinviare in Commissione, per approfondimenti, la mozione presentata dai consiglieri del centrodestra e liste civiche, con primo firmatario Raffaele Nevi (FI), che impegna la Giunta regionale ad individuare Terni come sede legale dell’ Usl Umbria 2. Il rinvio, proposto da Giacomo Leonelli (Pd), ha ricevuto 10 voti favorevoli della maggioranza e 8 contrari dell’opposizione.

NEVI, illustrando la mozione firmata anche da Claudio Ricci, Sergio De Vincenzi (Rp), Emanuele Fiorini, Valerio Mancini (LN) e Marco Squarta (FdI), ha ricordato che “la sede legale della Asl 2 risulta essere ancora ‘provvisoria’, a differenza di quanto avvenuto per la Asl 1 di Perugia. E questo a distanza di ben quattro anni dall’approvazione dalla legge regionale ‘18/ 2012’ , in cui si stabiliva che entro trenta giorni la Giunta regionale avrebbe dovuto, con proprio atto, indicare la sede legale delle due Asl, una volta acquisito il parere della competente Conferenza dei sindaci. A distanza di anni e alla luce del fatto che recentemente abbiamo approvato il nuovo testo unico sulla Sanità, la Giunta con proprio atto può procedere alla definizione della sede legale della Asl 2. È è ora di attuare la legge e di procedere alla definitiva localizzazione della sede legale della Asl 2 nella città di Terni”.

ATTILIO SOLINAS (Pd): “Sono favorevole alla mozione perché Terni ha le strutture giuste per detenere la sede legale. Però non bisogna tener conto di pulsioni campanilistiche. La la riforma delle Asl tende a razionalizzare, ad accorpare le risorse e i centri dirigenziali. Bisogna vedere l’Umbria nel suo insieme, con le varie esigenze dei territori, verificando che ogni area abbia i propri servizi. Non è con una sede in più o in meno che si soddisfa un territorio”.

CLAUDIO RICCI (Rp): “Apprezzo la proposta di Nevi. Così come è stata attivata la sede legale a Perugia per la Asl 1, così anche per la Asl 2 è giusto scegliere Terni per una sua adeguata valorizzazione. È un riconoscimento oggettivo per il capoluogo provinciale. In sanità oramai si parla di sistema regionale, con specializzazioni di ogni città all’interno della rete regionale”.

SILVANO ROMETTI (SeR): “Nel merito sono d’accordo con la mozione, però nelle istituzioni bisogna seguire iter corretti. Non siamo nelle condizioni di prendere una decisione oggi. Anche perché a breve avremo il nuovo piano sanitario regionale, dove potremmo affrontare la questione. Prendiamo spunto dalla mozione, ma serve qualche momento di riflessione in più per non accendere polemiche”.

ANDREA LIBERATI (M5S): “Questo atto è da votare e sottoscrivere, anche se è  tautologico, scontato e tardivo. Parliamo di una decisione quantomai logica, che è nella storia regionale. Terni avrebbe bisogno di molto altro, di una ambientalizzazione delle produzioni, di un dibattito sul futuro dell’edilizia sanitaria ternana per non buttare soldi in inutili ristrutturazioni e puntando ad un nuovo nosocomio Terni-Narni”.

LUCA BARBERINI (assessore alla Sanità): “La mozione deve essere respinta perché vorrebbe risolvere il problema solo nella Asl 2, mentre neanche la Asl 1 ha individuato la sua sede legale, e perché vuole passare sopra alle esigenze di territori e di cittadini. La conferenza dei Sindaci ci chiede di non decidere perché abbiamo necessità di approfondire la questione, ritenendo di dover effettuare ulteriori valutazioni, anche in relazione ai futuri assetti istituzionali. Inoltre siamo vicini al nuovo piano Sanitario, dove potremo affrontare la tematica. La mozione, poi, contiene svariate imprecisioni che viziano la proposta e il contenuto. Sono amareggiato da un dibattito su piccole cose. Mi sarei aspettato un ragionamento diverso dall’opposizione, ad esempio sull’abbattimento delle liste d’attesa o sull’aumento della copertura del piano vaccinale e sui nuovi investimenti nella sanità nel sud della Regione. Invece parliamo di sede legale. Ma non è vero che l’Asl 1 ha individuato la sede legale a Perugia. L’Asl 1 come l’Asl 2 non hanno mai individuato le rispettive sedi legali definitive. Il percorso è preciso, e prevede la partecipazione dal basso e dei territori”. 

EROS BREGA (Pd): “Condivido che la sede legale dell’Asl 2 debba stare a Terni, ma non parteciperò al voto perché la mozione è una strumentalizzazione politica. È incredibile che oggi dovremmo decidere con una mozione dell’opposizione quello che è scritto in una legge dell’Assemblea. Sarebbe bello sentire parlare dall’opposizione della situazione dell’ospedale di Terni e della nuova convenzione con tra Università e Regione sul ruolo del nosocomio ternano”. 

EMANUELE FIORINI (Ln): “Le due province devono essere trattate equamente e la sede dell’Asl 2 deve essere a Terni. Ma i problemi della sanità sono altri, a partire dalle liste d’attesa troppo lunghe”. 

GIACOMO LEONELLI (Pd): “La sede legale dell’Asl 2 non è il problema della sanità umbra, anche se siamo in ritardo su questo argomento. Va reso chiaro il percorso, ascoltando la conferenza dei sindaci, rinviando il tema in commissione per poi tornare a discuterne in Aula in poco tempo”.