Apicoltura, Carbonari (M5S): “la Regione Umbria finanzia apicoltori e coltivatori palestinesi”

“176 mila euro a sostegno dei circa 1.400 apicoltori umbria mentre per un progetto in Palestina la Regione spende 253 mila euro!”

Di Maria Grazia Carbonari – consigliere regionale M5S Umbria


Lo scorso 20 maggio è stata la “giornata mondiale delle api”. Quest’anno purtroppo è stata una triste ricorrenza che ci ha fatto ricordare i tanti problemi che questi piccoli e straordinari animali stanno soffrendo, principalmente a causa dei pesticidi e dei cambiamenti climatici. Secondo l’ “Associazione produttori apistici umbri” l’intera produzione regionale di miele del 2019 sarebbe a rischio e le perdite dovute al recente maltempo ammonterebbero a circa 1 milione di euro.

Ad agosto la Giunta regionale annunciava di aver stanziato 176.347 euro di risorse pubbliche per il 2019 a sostegno dei circa 1400 apicoltori umbri. Risorse che probabilmente sono troppo poche, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti. Spesso ci viene raccontato che “Non ci sono i soldi”. Per alcune iniziative i soldi sembrano sempre esserci però. Già abbiamo parlato dei costosi progetti di cooperazione internazionale come “Brasil Proximo” e “Camera Arbitrale Palestinese” realizzati dalla Regione Umbria negli anni passati, a cui capo erano stati nominati membri di spicco del PD umbro.

Con DGR 154 del 2018, la Giunta avrebbe approvato un nuovo progetto denominato “BEE THE CHANGE” che avrebbe come obiettivo il “rafforzamento del settore apistico e sostegno alla filiera delle piante aromatiche ed officinali per lo sviluppo socio-economico … della Palestina”! Il progetto, della durata di 24 mesi, avrebbe un costo di 1.265.160 euro, di cui 253.032 euro a carico della Regione Umbria quale “ente proponente/capofila”. La breve storia del progetto è riassunta nella risposta del Governo ad una interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle, da noi sollecitata, secondo cui “al 30 giugno 2016, data di conclusione del progetto [Camera Arbitrale Palestinese], tutti gli obiettivi fissati … sono stati conseguiti.

Il successivo 7 novembre 2016 la Regione Umbria ha inviato all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) … la richiesta di cofinanziamento per la realizzazione di un nuovo progetto denominato PIAC.2/E.PIAC – realizzazione del sistema per la gestione elettronica delle attività di arbitrato (E.PIAC) e di uno sportello multi servizi per l’assistenza tecnica agli operatori del sistema economico locale in Palestina. L’agenzia non ha dato seguito alla richiesta, essendo allora in corso di introduzione la nuova normativa che non prevede più l’affidamento diretto ma un sistema di bandi con procedura comparativa. L’avviso di procedura comparativa per gli enti territoriali è stato poi lanciato da AICS nel 2017.

La Regione Umbria vi ha partecipato con programma di diverso contenuto, sempre in Palestina (iniziativa nel settore dell’apicoltura «Bee The Change»), risultando idonea e vincitrice”. Da quanto si legge in tale risposta, sembrerebbe che la vera priorità della Giunta regionale fosse stata il realizzare comunque un intervento in Palestina, poco importa se “la gestione elettronica dell’arbitrato” o “sostegno all’apicoltura”. Nella DGR 834 del 2017 vengono elencati tutti i numerosi progetti della Regione Umbria realizzati in Palestina.

Fermo restando il valore della solidarietà, quali sono le ragioni della concentrazione dell’intervento quasi esclusivamente su tale Paese, in un mondo purtroppo pieno di situazioni di disagio? Aiutare i più deboli è un valore che tutti condividiamo, ma in questo grave periodo, non sarebbe prioritario impiegare le scarse risorse disponibili a sostegno dei tanti problemi dei cittadini umbri?

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