Terni, Orsini: “il commissario politico della Lega dirige pure i lavori del consiglio comunale?”

L’intervento del consigliere democratico dopo la pubblicazione delle comunicazioni via chat, sui lavori della seduta consiliare di ieri, tra l’assessore Melasecche e il commissario leghista Barbara Saltamartini

TERNI – “Le foto recentemente pubblicate dal Messaggero nelle quali si vede chiaramente l’assessore ai Lavori Pubblici Melasecche, ormai uomo solo al comando della giunta Latini, chattare con il commissario politico Saltamartini in merito ai lavori del consiglio comunale, sono una profonda umiliazione per quella che dovrebbe essere la massima assemblea cittadina, l’espressione della vita democratica di Terni”. Lo dichiara in una nota il consigliere del PD Valdimiro Orsini.

“La realtà  – dice Orsini – è che invece anche i lavori del consiglio comunale, l’operato della maggioranza di centrodestra, sono diretti via chat dal commissario politico.  Come se non bastasse la tutela politica messa al sindaco Latini e alla sua giunta, ora si è aggiunto l’esproprio anche del consiglio comunale, anche questo diretto dai palazzi del potere di Roma.

“Altro che ternanità – tuona il consigliere PD – altro che autonomia di Terni, altro che battaglia contro la perfida Perugia e la Regione matrigna!  Gli slogan  di una campagna elettorale fondata solo sulla strumentalizzazione delle rivendicazioni sacrosante di Terni si sono completamente svuotati di fronte alla incapacità di gestire le dinamiche interne della coalizione di centro destra e in particolare delle Lega”.

“Si stanno scaricando sulla città – prosegue Orsini – le tensioni di lotte interne pesantissime che nell’ordine hanno portato due consiglieri di Forza Italia ad approdare nel gruppo misto, seguite dal leader e fondatore della Lega a Terni, Emanuele Fiorini, e infine alla cacciata dell’assessore al Bilancio e alle Partecipate che aveva annunciato di voler profondamente ristrutturare le municipalizzate del comune di Terni”.

“Chiedo al sindaco Latini – conclude il consigliere democratico – di coordinare lui l’operato amministrativo e politico dei gruppi che lo sostengono e di liberare il suo assessore ai Lavori Pubblici dall’incombenza di chiedere e di rilanciare ordini dal commissario politico, una figura, peraltro, che si addice ai vecchi partiti della prima metà del novecento e che non dovrebbe avere nulla a che fare con l’autonomia, l’orgoglio e le capacità  di Terni”.

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