Umbria: l’assurdo precariato dei medici del 118

La consigliera regionale Maria Grazia Carbonari: “situazione umiliante, si tutelino le professionalità come fanno altre regioni italiane”

Di Maria Grazia Carbonari, consigliere M5S – Regione Umbria

È passato oltre un mese dall’audizione in Terza Commissione dei rappresentanti dei Medici di Emergenza Territoriale-118, che hanno descritto l’assurdo e umiliante precariato a cui molti di questi sarebbero sottoposti dopo anni di servizio anche nelle condizioni più difficili, durante i quali avrebbero anche contribuito a formare operatori più giovani che frequentavano i corsi di abilitazione per medici 118.

Ora per paradosso l’esperienza di questi professionisti rischierebbe addirittura di penalizzarli, visto che il criterio per stilare le graduatorie si baserebbe sul numero di giorni tra la nascita e la laurea, senza considerare titoli, masters, corsi e gli anni di esperienza prestata. Perciò,  paradossalmente, verrebbero privilegiate le persone formate da poco in questi corsi rispetto a chi le ha istruite grazie ad anni di esperienza e specializzazioni.

Qualche settimana fa l’assessore Barberini in Terza Commissione aveva rassicurato che avrebbe risolto questo problema. Abbiamo depositato una richiesta scritta in merito della quale attendiamo risposta. Ora però non si sa ancora nulla e tra questi professionisti stanno tornando sconforto e preoccupazione.

Altre regioni italiane, come Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte, starebbero stabilizzando e valorizzando queste professionalità; sarebbe assurdo che proprio l’Umbria non lo faccia, rischiando di distruggere un patrimonio inestimabile di esperienza e umiliando queste persone che tanto hanno dato agli umbri e al territorio.

Vista anche la scarsità di medici, soprattutto nelle zone più isolate, riteniamo sia ancor più utile che i nuovi giovani medici che saranno inseriti per integrare il personale, possano trovare nelle postazioni proprio i colleghi più esperti, che sono stati loro tutor, per continuare a sostenerli, soprattutto nei primi anni di lavoro.

In attesa di maggiori chiarimenti dalla Giunta, ci auguriamo che alle rassicurazioni dell’assessore seguano fatti e che questi medici possano prestissimo ricevere il riconoscimento, anche morale, che meritano.

Continueremo a chiederlo affinché sul tema non cali il silenzio.

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