TERNI: UN MUSEO DELLA CARTOLINA INTITOLATO A VIRGILIO ALTEROCCA

La proposta dell’assessore Melasecche: “Dopo venti anni dalla demolizione della vecchia tipografia forse è venuto il momento di ripensare, dissesto permettendo, a dove e come collocare le migliaia di cartoline di tutta Italia che giacciono ammassate in un deposito a Palazzo Carrara”

Venti anni fa, era da poco insediata la giunta Ciaurro, visitai in Via Marco Claudio ciò che rimaneva della vecchia Tipografia Alterocca prima della sua demolizione. L’immobile era stato venduto ad un costruttore per realizzarvi un moderno edificio che prese il nome proprio dall’originario titolare di quella tipografia, il mitico Virgilio Alterocca, imprenditore attivissimo ma anche uomo di cultura che molto bene fece alla città e che inondò delle sue cartoline dal suo ternanissimo opificio tutta Italia, direi tutto il mondo, prima in bianco e nero, poi a colori. Christian Armadori, giovane ternano  appassionato di storia locale, ormai londinese di adozione, ha scritto recentemente un libro interessante sulla sua vita.

Tutte le città d’Italia furono immortalate perché qualsiasi turista potesse, inviandole a parenti ed amici, mostrare la bellezza dei luoghi visitati. Cartoline anche adatte a mandare auguri di compleanno o saluti agli amici. Una tradizione quella ormai tramontata in un mondo globalizzato in cui le immagini viaggiano a velocità supersonica e le web cam ci trasmettono in tempo reale luoghi e panorami lontanissimi.

Erano gli anni in cui gli ultimi edifici della Terni prebellica, rimasti in piedi dopo i bombardamenti,  lasciavano il posto alla nuova Terni che prepotentemente si faceva avanti con le nuove edificazioni anche di pregio.

Ricordo che cercammo di salvare alcune di quelle macchine da stampa antiche, peraltro non più in uso da molti anni, mentre purtroppo non potemmo fare altrettanto con delle mastodontiche e complesse linotype impossibili o quasi da trasportare.

Nel dibattito cittadino di quegli anni, seguivo personalmente tutte le vicende che potessero dare lustro alla città, in cui spesso intervenivano Vincenzo Pirro e Telesforo Nanni. Il tema della creazione di un Museo della cartolina era argomento ricorrente, unitamente alla ipotesi di collocare il deposito nella attuale BCT. Dovemmo scartare però quella idea e ricordo ne parlammo proprio quando inaugurammo in pompa magna l’attuale Biblioteca comunale con Ciaurro in splendida forma. Venne in visita per l’occasione l’allora Ministro della Difesa del primo governo Berlusconi.

Il ventennio successivo ha dimenticato quella idea e quella enorme raccolta di cartoline, carica di polvere e relegato nei locali a pian terreno ben poco adatti di Palazzo Carrara, oggi sede dell’Assessorato alla Cultura, in cui ci accingiamo a restaurare la bellissima Sala Apollo e Dafne che, grazie alla munificenza della Fondazione Carit, stiamo per restituire alla città.

Se a Terni si è dormito altrove invece corrono. Ad Isera, un piccolo comune in quel di Rovereto, territorio noto anche per le sue rinomate cantine e le sue distillerie che producono grappe raffinate è noto anche per avere uno dei pochi impianti fotovoltaici collocati come pannelli acustici in un tratto della sottostante Autostrada del Brennero. Ebbene non si è fatto sfuggire l’occasione ed ha aperto un proprio Museo della cartolina, meta di turisti impegnati in percorsi enogastronomici.

Ma questo nostro archivio Alterocca è unico al mondo. Ancor oggi in mano a privati, costituisce un deposito prezioso di cartoline e di matrici, importantissimo per la storia non solo di un’attività tipografica ed editoriale in auge per un periodo lunghissimo ma quale testimonianza di un costume dell’epoca e di un intero Paese.

Quella idea, caduta nell’oblio in questo primo ventennio del ventunesimo secolo, merita di essere rivalutata e soprattutto materializzata. La aggiungerei molto volentieri nel nostro programma di governo unitamente a quella del Museo delle Armi di cui non mi dò pace fino a quando non la vedrò realizzata. Si dice che le buone idee camminino sulla gambe delle persone sensibili. Credo che in città ve ne siano moltissime, anche di molto generose, per cui invito l’amico Paolo Cicchini, Assessore alla Cultura di quegli anni, con il giovane Christian Armadori e tutti coloro che vorranno collaborare a costituire un comitato che coaguli le forze per conseguire, tutti insieme, questo agognato obiettivo.

Enrico Melasecche – Assessore Lavori Pubblici e Urbanistica

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