Degenerazione maculare, Carbonari (M5S): “Regione Umbria ha subìto danni dall’uso del farmaco Lucentis al posto di Avastin?”

Un farmaco di nuova generazione, l’Avastin, in grado di inibire la formazione e lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni, e quindi utilizzato principalmente per contrastare la crescita e la diffusione delle masse tumorali, in combinazione con le tradizionali cure chemioterapiche, si è rivelato efficace anche per la cura di una specifica patologia degli occhi: la degenerazione maculare legata all’età. Tuttavia – secondo quanto sostenuto dall’Autorità Antitrust –  ci sarebbe stato un accordo tra industrie farmaceutiche per favorire l’uso, per la sola cura delle patologie oculari, di un altro farmaco –  denominato Lucentis – simile all’Avastin ma più costoso. La consigliera regionale Maria Grazia Carbonari, del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione per sapere se la Regione Umbria abbia subìto danni economici dall’uso del farmaco Lucentis, più costoso dell’Avastin, e se eventualmente l’Ente abbia provveduto a tutelarsi

di Maria Grazia Carbonari – Consigliere M5S Regione Umbria

Pochi anni fa l’Antitrust avrebbe condannato un presunto accordo fraudolento tra le case farmaceutiche Roche e Novartis per spingere  verso l’utilizzo di un farmaco costosissimo nonostante la possibilità di utilizzarne un altro molto più economico “manipolando la percezione dei rischi”, con “l’obiettivo di una illecita massimizzazione dei rispettivi  introiti” e determinando un danno annuo per il SSN stimato dall’Antitrust in circa 600 milioni di euro annui.

Tale provvedimento del 2014 avrebbe sanzionato le due imprese per oltre 180 milioni di euro. In seguito le società avrebbero impugnato il provvedimento al TAR Lazio, che avrebbe respinto il ricorso, ora in attesa del giudizio del Consiglio di Stato.

Oggi abbiamo depositato una interrogazione alla Giunta per sapere se anche la Regione Umbria ha subìto danni a causa del maggiore costo di tali farmaci e se ha eventualmente richiesto risarcimenti alle case farmaceutiche coinvolte o comunque se le ha messe in mora per evitare il sopraggiungere della prescrizione.

Questa allarmante vicenda, al di là dell’esito che avrà, dovrebbe essere il punto di partenza di controlli sempre più approfonditi e serrati sulle potenti lobby. Eventuali comportamenti illeciti, pericolose commistioni e squallida avidità mettono sempre più in pericolo l’esistenza stessa della Sanità pubblica, una straordinaria conquista che tutti noi dobbiamo difendere.

Maria Grazia Carbonari – Consigliere M5S Regione Umbria

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