Umbria – Querele temerarie, Carbonari (M5S): “non mi lascerò zittire da chi vorrebbe usare la Giustizia a fini intimidatori”

La consigliera regionale del M5S: “Per la mia attività politico-amministrativa di controllo ho ricevuto tre querele. Uno di questi querelanti ha chiesto addirittura la chiusura dell’intera mia pagina Facebook. Se emergerà l’assoluta insussistenza delle accuse valuterò se procedere con controquerele e richieste di risarcimento”

di Maria Grazia Carbonari, consigliera regionale M5S – Assemblea Legislativa dell’Umbria 

Ho sempre creduto che sono le azioni a parlare più che le parole, soprattutto in politica.

Da quando ho assunto la carica il mio primo obiettivo è stato quello di controllare l’operato dell’amministrazione regionale, in tutte le sue ramificazioni.

Ultimamente ho ricevuto tre querele per diffamazione. Secondo l’ultima addirittura avrei diffamato l’onorabilità con un semplice accesso agli atti, in cui richiedevo un verbale.
In un altro caso il querelante chiedeva la chiusura dell’intera mia pagina Facebook, invece del solo post “incriminato”. Forse il vero scopo era oscurare l’unico mezzo di comunicazione difficilmente controllabile nella nostra piccola Umbria?

Fermo restando il sacrosanto diritto di valersi della giustizia penale, questa rischia di essere strumentalizzata a puri fini intimidatori. Fino ad oggi mi sono limitata a difendermi nel merito, ma vista la deriva che il fenomeno sta assumendo, valuterò seriamente di procedere a controquerele e richieste di risarcimento danni in tutti quei casi in cui dovesse emergere l’assoluta insussistenza dei presupposti ai reati che mi vengono attribuiti.

Ho il sospetto inoltre che l’interesse a inibire i miei mezzi di legittima espressione politico-istituzionale vada oltre le persone che formalmente firmano la querela.

Comunque se l’obiettivo è quello di mettermi in silenzio vi garantisco che l’effetto sarà quello opposto: portarmi a monitorare con ancora più attenzione l’operato di politici e funzionari, come è mio dovere fare.

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