Umbria – Stipendi e assunzioni nelle partecipate, M5S: “poltrone e regali natalizi ai soliti noti con i soldi pubblici”

La consigliera regionale Maria Grazia Carbonari (M5S) : “decreto omnibus. Poltrone e regali natalizi ai soliti noti con i vostri soldi. Daremo battaglia in ogni sede”

Riceviamo e pubblichiamo – Ogni anno prima delle feste arriva in Consiglio in “decreto omnibus”, una legge eterogenea che modifica altre leggi, spesso con “pillole avvelenate”.

Quest’anno il tema comune degli articoli sembra essere la creazione delle basi per poter assumere personale in enti partecipati dalla Regione, casualmente un anno prima delle elezioni, proprio come fu per le casuali stabilizzazioni di personale e rinnovo dei contratti prima delle precedenti elezioni. Sono a favore a nuove assunzioni e stabilizzazioni, ma in modo meritocratico e non utilizzandole come elemosine pre-elettorali.

L’articolo 9 trasforma l’ “amministratore unico” di ADISU in “direttore generale”. Le funzioni svolte sono identiche a prima, ma il trattamento economico verrebbe parificato a quello “riconosciuto ai direttori regionali”, passando quindi dai circa 50.000 euro annui attuali (il 60% dell’indennità di un consigliere regionale) a circa 150.000 che i direttori percepiscono.

L’articolo 12 estende ulteriormente la platea di enti pubblici da cui ADISU può comandare personale. Ricordo in merito la sentenza 97/2015 con cui la Corte dei Conti Umbria condannò l’ex amministratore unico Prof. Oliviero proprio in merito a favoritismi ad una dipendente, descrivendo gli astuti stratagemmi per farlo.
L’articolo 16 prevede inoltre che il personale dell’associazione “SEU – Associazione Servizio Europa Umbria” venga inserito “a tempo indeterminato” all’interno di Sviluppumbria (partecipata al 92,3% dalla Regione).

Queste persone (tra cui comparirebbe nel sito SEU anche uno dei coordinatori dei gruppi di lavoro del PD di Corciano) hanno mai svolto un concorso pubblico o lo svolgeranno? Lo stratagemma altrimenti sarebbe semplice: si assume chi si vuole in enti formalmente privati, sapendo che poi questi verranno assorbiti da partecipate regionali. Tutto ciò aggirerebbe l’articolo 97 della Costituzione, in barba alle migliaia di “sfigati” che tentano concorsi pubblici estenuanti per una manciata di posti.

L’articolo 26 toglie i vincoli di assunzione in capo a “Umbria Salute e Servizi” che era nata per “razionalizzare” e invece ha finito per aggiungere costi e poltrone.
Su queste e altre norme darò battaglia in Consiglio regionale e provvederò alle opportune segnalazioni alle autorità affinché ne venga verificata la legittimità.

Non si tratta solo di “legalità” formale, ma soprattutto di “giustizia” di come vengono distribuiti i soldi pubblici, che per alcuni ci sono sempre.

Maria Grazia Carbonari – Consigliere regionale M5S

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