Inquinamento acciaierie: M5S interroga il Ministro dell’Ambiente. ‘Avvisate’ le Procure

Andrea Liberati e Stefano Lucidi annunciano la presentazione di un’ interrogazione al Ministro Sergio Costa. Il testo dell’interrogazione sarà trasmesso anche alla Magistratura. Il M5S chiede all’Autorità Giudiziaria di verificare se gli alti livelli di inquinamento e contaminazione, certificati dall’ARPA Umbria a Terni, possano configurare dei reati contro l’ambiente e la salute dei cittadini 

Come annunciato nei giorni scorsi abbiamo depositato l’interrogazione parlamentare Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01005 sulla questione dei veleni AST. 

Data la gravità della situazione invieremo nelle prossime ore lo stesso testo anche alle procure per portare a conoscenza ufficiale anche la magistratura dei fatti relativi ai livelli di inquinanti riscontrati da ARPA Umbria, e chiedere che intervenga immediatamente, con ogni mezzo a disposizione.

Al Ministro chiediamo invece due cose, che si avvii una fase di analisi di tutta l’area industriale per verificare lo stato dei luoghi, e poi una interpretazione preventiva della norma anche se a nostro giudizio la legge è estremamente chiara: se un’azienda causa un disastro ambientale e mentre esegue le proprie attività industriali ne trae profitti, allora questi ultimi possono essere confiscati e destinati alle bonifiche di quei luoghi.

I livelli di veleni e inquinanti riscontrati da Ministero dell’Ambiente, Ispra e Arpa Umbria, sono assolutamente allarmanti e necessitano un intervento urgente.

D’altronde anche lo stesso Comune di Terni aveva emesso due importanti ordinanze in merito, motivate e al fine di “porre in essere le misure straordinarie indispensabili per prevenire fenomeni che possono compromettere la salute pubblica” ordinando il divieto di utilizzo e la captazione delle acque sotterranee a scopo domestico, irriguo, igienico sanitario nonché idropotabile da eventuali pozzi privati ubicati nell’intorno degli stabilimenti siderurgici AST, ma anche “il divieto di coltivare all’aperto prodotti ortofrutticoli per l’alimentazione umana o animale, nonché l’allevamento di animali all’aperto” nelle aree limitrofe allo stabilimento AST in zona Prisciano.

A nulla valgono quindi le opposte giustificazioni dell’azienda, appena arrivate a mezzo stampa che adducono alla storia e al passato i livelli di inquinamento, perché come sempre accade si eredità tutto nel bene e nel male, quindi bonificare e restituire alla società è un onere che spetta agli attuali proprietari, e anche in caso di cessione futura, questi oneri resteranno in capo all’azienda. Ed è per questi motivi che chiediamo la restituzione dell’utile aziendale al territorio.

Alla luce di questi fatti appare evidente che la città di Terni, il suo territorio, le sue risorse naturali e la sua storia millenaria, così come è stato per Taranto, è stata aggredita, erosa e maltrattata. Un territorio importante che qualche piccolo politico regionale tenta di sminuire e ridurre a grigia periferia industriale, ma tutti sappiamo adesso che così non è.

Il fiume, la fabbrica, il treno, il proletario … un mondo ottocentesco che non esiste più.

Stefano Lucidi – M5S Senato

Andrea Liberati – M5S Regione Umbria

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1084823

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