Inquinamento AST, Lega: “prima contaminazione acque con cromo, ora strani fumi arancioni”

“Sono i nostri figli che ce lo chiedono”. Fiorini (Lega) chiede all’AST di ridurre l’impatto ambientale sul territorio e, visto l’utile netto di quasi 100 milioni di euro prodotto a Terni, di aumentare la spesa per l’acquisizione di tecnologie idonee a ridurre le emissioni  

TERNI - “Prima il caso delle acque sotterranee contaminate da cromo esavalente, poi l’episodio del fumo arancione fuoriuscito dallo stabilimento di viale Brin domenica pomeriggio: Ast Terni faccia maggiore attenzione e provveda a ridurre l’impatto ambientale sul territorio”. Lo dichiara il capogruppo Lega Umbria, Emanuele Fiorini.

 “Dobbiamo andare - dice il leghista - oltre l’annoso dilemma tra industria e ambiente, tra lavoro e tutela della salute.

E’ arrivato il momento di voltare pagina e definire una linea di azione che veda il tema dell’inquinamento al centro dell’agenda politica comunale, regionale e nazionale e al centro delle dinamiche aziendali e produttive di Ast Terni.

“Nessuna decisione – prosegue Fiorini - deve essere presa a discapito del territorio, nessuna strategia deve essere determinata senza valutare l’impatto ambientale che essa comporta.

Siamo a favore del mantenimento degli asset e dei livelli produttivi e occupazionali di una fabbrica, ma riteniamo di primaria importanza tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. Poche settimane fa l’azienda ha confermato un utile netto di oltre 98 milioni di euro?

Bene, venga incrementata la spesa relativa all’acquisizione di tecnologie utili a ridurre emissioni e, quindi, l’impatto ambientale. Sono i nostri figli che ce lo chiedono”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.