Shock a Terni: lettera di bambino morto rinvenuta in Piazza Tacito

La lettera, anonima, parla di un bambino ternano morto a 6 anni per un linfoma e invita a riflettere sui tanti morti di tumore nel territorio, anche a causa dell’inquinamento delle acciaierie e degli inceneritori cittadini

Pierluigi Rainone, segretario del circolo VAS (Verdi, Ambiente e Società), denuncia: “abbiamo visto questa lettera in piazza Tacito che parla di un bimbo morto 10 anni fa, a soli 6 anni, a causa del linfoma di Hodgkin. Troppi tumori, un dramma che si consuma nel disinteresse totale delle Istituzioni”

da “Terni in Rete. it”

ECCO IL TESTO IL TESTO DELLA LETTERA TROVATA A PIAZZA TACITO

Ciao, mi chiamo [OMISSIS] (..) . Sono morto nel 2008, avevo solo sei anni e tanta voglia di vivere. Linfoma di Hodgkin: sapete come vanno queste cose, no?

No, voi non lo sapete, non potete saperlo.Provate a chiedere a mia madre, solo lei lo sa, ma non può dirvelo, perché le parole non bastano per dirlo.

Avrei voluto chiedervi perché ho dovuto morire.Forse sono stato un bambino cattivo o forse qualcuno è stato cattivo con me o forse è stato un caso, ma qui i casi sono davvero troppi.

Avrei voluto chiedervi quanto acciaio vale una mia risata, quanti inceneritori per un mio compleanno e quante delle vostre automobili per una mia corsa in bicicletta.

Ma capisco che ora non è più importante.

Quello che è importante, però, è che  la stessa cosa non accada a nessuno dei miei amici ai quali voglio molto bene.

Sono passati 10 anni e loro, ora,  ne hanno sedici:da allora nulla è stato fatto per migliorare la situazione, anzi.

E voi? Voi cosa volete fare? Su quali sentieri  vi volete incamminare?

Vi abbraccio 

La lettera ha colpito anche  Pierluigi Rainone, segretario del Circolo “Verdi Ambiente e Società di Terni”, che  l’ha così commentata:

Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un volantino a Piazza Tacito che ha destato subito la mia impressione sin dal titolo che cattura subito il cuore “Lettera da un bambino che non voleva morire”.

Leggendola ho capito subito di quale dramma volesse raccontare ai lettori.

Un dramma che, purtroppo, dura da decenni nel silenzio generale, sia della maggioranza dei ternani, sia, cosa ancora più grave, di tutte le istituzioni locali e nazionali: il dramma dell’inquinamento e dei tumori a Terni.

La città di Terni, insieme al resto della Conca ternana, è vittima di scelte industriali miopi, anzi direi suicide che la stanno conducendo alla morte ambientale-sanitaria, culturale e sociale .Non è possibile che la produzione di acciaio sia più importante della vita di migliaia di ternani, che due inceneritori emettano diossina e altri agenti inquinanti e che tutto sia in regola.

Il sindaco è, in base alla legge, il massimo garante della salute pubblica ma non avrà mai il coraggio di imporre il rispetto dei  parametri di legge in materia di emissioni, la Procura tace , i sindacati neanche a parlarne.

E intanto [OMISSIS] e, purtroppo, altri bambini/e sono a rischio di ammalarsi perché “lo spettacolo deve continuare”.

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