Rifiuti nucleari ‘europei’: entro il 2028 nel Deposito Nazionale altrimenti saranno a totale carico dell’Italia

Ma il Deposito Nazionale non esiste e non è nemmeno iniziata la lunga e complessa procedura per individuare il luogo dove costruirlo

Rappresentanti dell’attuale Governo fanno sapere che la lista dei luoghi idonei ad ospitare il sito (la CNAPI) potrebbe essere pubblicata il prossimo anno (in concomitanza con le elezioni europee?). Nel 2020 ci sono gli europei (di calcio) e le regionali. Nel 2021 elezioni amministrative in tante parti d’Italia. Nel 2022 ci sarà da preparare le elezioni politiche del 2023… Del resto sono anni che la pubblicazione della lista è “imminente”

Paghiamo gli altri paesi per cose che potremmo fare noi: l’Italia è diventata una Nazione talmente ricca da potersi permettere di pagare gli altri Paesi per avere energia elettrica e per trattare e custodire i propri rifiuti nucleari? E pensare che nel 1963 c’era un Paese che iniziava a produrre energia con la centrale nucleare più potente d’Europa

Senza la pubblicazione della lista ‘CNAPI’ la procedura per il Deposito Nazionale nemmeno può partire (e ci vorranno anni solo per trovare una regione e un territorio che accetti di ospitare le scorie, in cambio di adeguate compensazioni economiche)

Scorie ‘parcheggiate’ all’estero: nel 2025 dovranno tornare in Patria centinaia di tonnellate di scorie nucleari ‘riprocessate’ in Inghilterra e Francia: se il deposito nazionale non sarà disponibile l’Italia dovrà continuare a pagare (profumatamente) i due Paesi per il ‘parcheggio’ all’estero

Come se ciò non bastasse, se entro il 2028 i rifiuti nucleari del centro europeo di ricerca di Ispra (Varese) non verranno stoccati nel Deposito Nazionale, con la compartecipazione economica dell’UE, dal 1 gennaio del 2029 la gestione di quelle scorie sarà a totale carico dell’Italia!

ROMA – C’è probabilmente la ratifica dell’accordo transattivo fra l’Italia e la Comunità europea dell’energia atomica sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma oggi, giovedì 25 ottobre alle 19. Il testo, visionato durante il pre-consiglio, riguarda i “principi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca di Ispra” stipulato a Bruxelles il 27 novembre del 2009.

IL CCR ISPRA ISTITUITO NEL 1959 PER RICERCHE NEL SETTORE NUCLEARE

Il Centro Comune di Ricerca (Ccr) di Ispra (Varese) è uno dei quattro centri di ricerca istituiti dall’Ue a valle del trattato Euratom del 1957 per promuovere lo sviluppo dell’energia nucleare a fini pacifici. Il Ccr di Ispravenne istituito nel 1959 con la cessione da parte dell’Italia alla Comunità europea in concessione per 99 anni. Il Cnen, il Cise e l’Enel e le istituzione governative italiane sin dagli anni ’60 stipularono contratti con il Ccr di Ispra per seguire varie ricerche in campo nucleare anche di altri paesi.

DATA LIMITE È IL 2028 PER IL CONFERIMENTO AL DEPOSITO NAZIONALE

L’accordo transattivo individua invece l’attività a carico dell’Italia a compensazione degli oneri per le attività svolte dal Ccr e per il decomissioning. In particolare “la data limite del 2028” per il conferimento al Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi del Ccr di Ispra con costi a carico del Ccr stesso, individuata “con adeguati margini in coerenza con la tempistica prevista dall’accordo Italia-Francia per il rientro in Italia dei rifiuti derivanti dall’attività di riprocessamento del combustibile irraggiato”. In caso di indisponibilità del deposito, si legge “dal 1 gennaio 2029 i rifiuti diverranno di proprietà italiana e le relative spese di gestione nel deposito temporaneo del Ccr Ispra saranno a carico dell’Italia”.

LA COPERTURA FINANZIARIA

Il Ccr “a fronte degli oneri connessi ad un eventuale ricondizionamento a carico del Governo italiano riconoscerà un importo complessivo riferito alla quantità totale dei rifiuti da conferire pari a 6Meuro(2009) a prescindere dall’effettuazione del ricondizionamento e dalla quantità complessiva da conferire. Tale importo sarà corrisposto al momento del conferimento dei rifiuti al Deposito Nazionale a seguito della conclusione di uno specifico accordo”. All’attuazione dell’accordo si provvede da un punto di vista finanziario a valere sulle risorse previste dai commi 541 e 542 della manovra 2018: “La società Sogin Spa provvede”… “a valere sugli introiti della componente tariffaria A2 sul prezzo dell’energia elettrica”. “Con deliberazione dell’autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (…) sono stabilite le modalità di rimborso alla società Sogin Spa per la copertura degli oneri relativi alle attività”. Nel prossimo Cdm la ratifica dell’accordo Italia-Ue sui rifiuti radioattivi. (Policy Maker)

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