“IL THYRUS DIMENTICATO”

MICHELE ROSSI (TerniCivica) :<<IL SIMBOLO DI TERNI MERITA UN LUOGO CENTRALE DELLA CITTA’>>

“In un generale degrado circostante”, esordisce Michele Rossi Capogruppo di Terni Civica in Consiglio Comunale ” avvolto da una fitta vegetazione incolta che ne nasconde completamente la visione; è questa la triste ed indegna attuale collocazione dell’unico manufatto che rappresenta il simbolo della città di Terni (fu assurto alla fine del XIX sec a simbolo della nostra città)”
Quel Thyrus descritto da Francesco Angeloni nella sua “Historia di Terni” come fera “simile al drago, con due piedi, senz’ale e con la lunga coda ritorta”.

Quel manufatto scultoreo che rappresenta la mitologica creatura, fatto risalire dallo stesso Angeloni al XIII-XIV sec. ma che recenti studi collocano tra il sette-ottocento.
Per certo sappiamo che era presente nella raccolta Municipale delle Antichità, e che venne restaurato da Luigi Lanzi che lo impreziosì facendo apporre con caratteri gotici tutt’intorno al basamento, il motto cittadino “THYRUS ET AMNIS DEDERUNT SIGNA TERAMNIS”.

Oggi questa scultura è collocata a decoro di una a dir poco mal ridotta fontana nei giardini pubblici di Via Luigi Campofregoso, quasi abbandonata e ignorata da gran parte dei cittadini; nel rischio di diventare ogni notte possibile bersaglio di atti vandalici che ne danneggino l’integrità e la sopravvivenza; ricordo a tal proposito l’importante lavoro di restauro ad opera della Fondazione Carit nel 2016.
Rossi incalza “E’ evidente che meriterebbe un diverso posizionamento che oltre a metterla in sicurezza ne valorizzi l’importanza, la storia e il significato della sua unicità. Una nuova collocazione in un luogo centrale, pubblico e sicuro che la salvaguardi (possibilmente controllata a vista o da telecamere) la valorizzi e ne promuova l’importanza, diffondendone il valore.
Al suo posto nel giardino di Via Luigi Campofregoso dove ora è praticamente abbandonata, verrebbe collocata una copia cosi come disposto dalla Soprintendenza.
Certamente visti i costi dell’operazione e le condizioni di dissesto dell’Ente comunale, è necessario inevitabilmente far appello ai privati più sensibili che potrebbero sponsorizzarne il trasferimento.
Presenterò a breve una proposta nella II Commissione Consiliare che si occupa di politiche culturali, affinché si ragioni su possibili nuove collocazioni (penso al cortile di Palazzo Spada o una piazza cittadina) e sulle modalità con cui, se come spero lo si vorrà, si porterà avanti l’operazione, predisponendo un bando pubblico perché si trovino finanziamenti attraverso gli sponsor”

“Sono convinto”, conclude il consigliere  Rossi “che il cambio culturale (cioè la maggiore attenzione al nostro patrimonio storico-artistico e la riscoperta e promozione della storia e dell’identità cittadina) passi soprattutto attraverso piccole ma concrete e simboliche operazioni simili a questa. Nel rispetto dei ruoli e dell’esecutivo, spero che la proposta venga accolta e perfezionata nella apposita commissione e che la Giunta possa recepirla e farla propria”

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