Vendita acciaierie: “dopo il furto dei soldi per Terni assisteremo anche al furto della Fabbrica?”

Il vice presidente della Regione, contrario all’ipotesi di vendere le acciaierie a “qualche gruppetto italiano senza soldi e prospettive” ,attacca il Governo Lega-M5S e il Sindaco di Terni. “Il ministro Di Maio – chiede Paparelli – sapeva che ci sono gruppi italiani interessati ad AST? Governo e Sindaco di Terni assenti al tavolo delle trattative”

di Fabio Paparelli
Vice presidente Regione Umbria – Assessore allo sviluppo economico

Qualche giorno fa, in occasione dell’inaugurazione di GoSource, ho evidenziato la medesima preoccupazione che le organizzazioni sindacali oggi giustamente ed ancora una volta sottolineano, rispetto ai presunti interessamenti relativi all’acquisto di Ast.

Le parole pronunciate da Giampietro Castano su Ast durante la riunione al Mise, ribadite in occasione dell’inaugurazione di GoSource, sono molto preoccupanti e fanno il paio con quelle odierne di gruppi italiani interessati alle acciaierie di Terni.

Il governo, assente dal tavolo al Mise al pari del sindaco di Terni, e lo stesso sindaco (troppo indaffarato forse con le baruffe, le querele e le vicende giudiziarie della sua maggioranza) pensano forse che il futuro delle acciaierie di Terni sia la vendita a qualche gruppo italiano senza prospettive di sviluppo, magari affiancato da qualche fondo finanziario, con il solo obiettivo del ridimensionamento occupazionale del sito? È questo che vuole il governo del cosiddetto cambiamento per Terni?

Dopo il furto dei fondi per le periferie ternane, assisteremo al furto della fabbrica che ha fatto la storia della città? Che Terni ci aspetta, se questo è l’orizzonte? Dopo mesi di attese e richieste di capire le intenzioni del governo su Ast e sulla siderurgia italiana, abbiamo assistito alla presa in giro della riunione del Mise. Di Maio sapeva dell’interesse oggi reso esplicito di gruppi italiani interessati, viste anche le dichiarazioni di Castano di qualche ora dopo?

È mai possibile che ci si muova in assenza di una visione di politiche industriali in un settore manifatturiero strategico come quello della siderurgia? Le modalità stesse di gestione della vicenda e delle relazioni istituzionali o sono assolutamente improvvisate, oppure ancora peggio gestite in malafede. Con quale obiettivo? Scopriamo le carte, Terni, i lavoratori hanno bisogno di chiarezza e di futuro. Abbandoniamo la propaganda e difendiamo uniti un patrimonio industriale strategico per il futuro di Terni, dell’Umbria e dell’Italia.

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