Ballottaggio: Angeletti e il PD provano a tirarsi fuori ma il M5S teme un “patto della ciriola inconfessabile”

A Livorno l’attuale sindaco del M5S, Filippo Nogarin, prese il 19% dei voti al primo turno e poi vinse il ballottaggio. Il M5S di Terni, con il 25%, spera nella rimonta finale

TERNI – Prima una nota di Paolo Angeletti, candidato sindaco del PD e della lista “Terni Immagina”, in cui l’ingegnere riconosce l’evidente sconfitta e annuncia una opposizione ferma e responsabile aperta tuttavia alle proposte condivisibili, per cercare di cogliere le opportunità che i governi uscenti di centrosinistra sia a livello locale che nazionale hanno messo a disposizione di Terni.

Nel suo comunicato l’ingegner Angeletti afferma candidamente che, date le percentuali di voto raggiunte, qualsiasi “endorsement” a favore di uno dei due sfidanti al ballottaggio, Latini e De Luca, sarebbe irrilevante.

Pronta la risposta del candidato sindaco del M5S Thomas De Luca:

“Ing. Angeletti, ho letto attentamente il suo comunicato di oggi. Le confesso che sono rimasto non solo sgomento ma decisamente stupito. Ho letto una dichiarazione di sostegno esplicito ad una coalizione di destre illiberali e affariste, un’esortazione ad abbandonare la nave in nome di un’inconfessabile ‘patto della ciriola’. Un appello all’indifferenza, all’astensione che lascia davvero pensare a un vero e proprio accordo sottobanco tra pezzi di apparato dei partiti.

Sono convinto che in alcun modo le indicazioni di voto possano oggi determinare o imporre scelte ai cittadini, compresi i suoi elettori che sapranno sicuramente scegliere in modo consapevole di fronte a un’offerta politica, quella del centrodestra, in contrasto con il loro sistema valoriale. Voglio comunque però porle alcune domande: una poltrona in più in consiglio comunale può essere barattata con la storia, con la civiltà, con l’identità della nostra città?

Davvero lei è disposto a scambiare una poltrona in più con lo smembramento del patrimonio pubblico dei ternani, permettendo lo smantellamento dei servizi pubblici, la privatizzazione delle partecipate e in particolare dell’ASM Terni SpA? A mettere a repentaglio il futuro e la serenità di migliaia di lavoratori con esternalizzazioni e privatizzazioni selvagge, con l’ambiguità, l’incompetenza e il disinteresse più volte dimostrato dal centrodestra in merito agli appalti e alle garanzie per il lavoro?

Davvero lei è disposto a vanificare qualsiasi sforzo fatto in questi anni sull’area di crisi complessa, sugli strumenti di programmazione economica per le imprese in cambio di idee inconsistenti, nessun programma e proposta concreta per lo sviluppo economico della città, con silenzi imbarazzanti e balbettamenti sulle soluzioni per rimuovere gli ostacoli infrastrutturali che impediscono gli investimenti nel nostro territorio?

Davvero lei è disposto a svendere la salute dei ternani tutti, anche la sua, andando contro chi come noi in questi anni ha dimostrato in maniera unanime di avere la competenza e la volontà di costruire una nuova città sostenibile a tutela di cittadini e lavoratori?

Cosa la spinge a sostenere chi non ha nemmeno una pagina del proprio programma dedicata al sociale, ai servizi alla persona, all’inclusione, ai portatori di diritti e ai loro progetti di vita, ai beni comuni, all’inserimento lavorativo e al contrasto alla violenza sulle donne?

Sono cresciuto in un contesto culturale dove una famiglia in difficoltà poteva fare conto su una rete d’intervento solidale in cui ognuno era direttamente responsabile dell’altro, dove non c’era spazio per la disperazione indotta dalla solitudine, per l’esclusione sociale. Io vengo da una Terni altruista dove il metro con cui si misura il valore di una persona è l’onestà, la lealtà e il rispetto.

Con uno sforzo enorme, con serietà, disponibilità al confronto e al dialogo, con un approccio oggettivo e istituzionale li abbiamo inchiodati al ballottaggio. Per questo ritengo un dovere che la sua generazione si prenda almeno la responsabilità di scegliere in maniera consapevole, di non cedere all’indifferenza che condannerebbe la mia generazione ad andarsene da Terni per garantire un futuro a se stessi e alla propria famiglia.

Da parte mia so di avere l’obbligo di vincere perché la nostra proposta, la nostra visione, la nostra squadra è l’unica possibilità di riscatto per Terni.

L’unica visione compatibile con i valori di una città solidale, laica, sostenibile, dinamica”.

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