Terni, Berlinguer: “nonostante tutto bisogna ripartire e dare fiducia al centrosinistra”

Di Giocondo Talamonti e Mario Andrea Bartolini

Associazione  politico-culturale “Enrico Berlinguer”

Non si è fatto ciò che era necessario e auspicabile anzi, in senso inverso, si è fatto qualcosa in più per perdere e lasciare campo libero agli avversari.

Ci riferiamo al mondo variegato della sinistra ternana che di fronte alla concreta possibilità di partecipare alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno 2018 con serie possibilità di vittoria ha preferito andare al confronto in ordine sparso e quindi nella migliore condizione per perdere.

Ci spieghiamo meglio; di fronte alla coalizione di centro destra ed al movimento pentastellato una sinistra unita, attorno ad un programma partecipato e condiviso (indicativo dei problemi da risolvere subito e di una strategia rivolta alla costruzione di un futuro per la nostra città e con un candidato a Sindaco funzionale al programma ed espressione della volontà di tutti), avrebbe potuto conquistare il diritto a partecipare al ballottaggio e probabilmente vincerlo.

I punti pressanti del programma, indicati dall’Associazione “E. Berlinguer”, erano e restano quelli di garantire la crescita occupazionale giovanile, intraprendere un’organica digitalizzazione dell’industria, dare sostanza alla scuola come strumento di sviluppo culturale, perseguire progetti di ricerca attraverso l’Università, assicurare il rispetto di valori ambientali, economici e sociali, con particolare attenzione ai progetti che riguardano l’Aerospazio, l’Agrifood, la chimica verde, insieme alla realizzazione di infrastrutture per la mobilità su terra: SS 675 Terni-Orte; SS 3 Terni-Spoleto, il raddoppio ferroviario Terni-Spoleto, il Servizio Alta Velocità Freccia Rossa che vede pregiudizialmente escluso il territorio ternano.

I problemi più immediati per la città restano quelli di sempre:

il completamento dei lavori della Fontana di Piazza Tacito e del Teatro Verdi; il recupero di Villa Palma, un sito ricco di affreschi che è parte della storia della città; il Parco Cardeto e il Parco le Grazie polmoni verdi inagibili da anni.

Urge in tema sanitario risolvere gli ostacoli che determinano inaccettabili “liste di attesa”, che obbligano molti ternani a rivolgersi alle strutture private. Sarebbe sufficiente ottimizzare tempi e utilizzo dei macchinari per dare risposte più immediate agli utenti.

Preoccupa la ventilata vendita dell’AST: se ne ignorano i termini e le condizioni. Nel tessuto produttivo della città la presenza delle multinazionali non può ispirarsi solo alla logica del massimo profitto senza curarsi delle ricadute che certe decisioni provocano nella comunità ospitante.

 Una volta le aziende erano sì impegnate a far profitto, ma non trascuravano gli aspetti sociali connessi al territorio su cui investivano e a questa logica sarebbe opportuno tornare.

Pesa sui portafogli cittadini la tassa “Tevere-Nera”. A Perugia, questo balzello non si paga; gli interventi di tutela idrogeologica sono sostenuti dalla fiscalità generale dell’Umbria.

I centri direzionali della Regione che riguardano Camere di Commercio, Banca d’Italia, ATI, Arpa, Mobilità, Sanità (Sede ASL), CESVOL (Associazione di Volontariato), etc., devono essere riequilibrati per garantire una migliore distribuzione dei servizi.

Il nostro auspicio è stato, fin da subito, quello di superare comprensibili difficoltà e giungere a costituire l’attesa aggregazione di forze per il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati e per contrastare il centro-destra e il M5S e garantire così, a Terni e all’Umbria, un governo delle forze democratiche di sinistra.

 La sola strada percorribile è stata abbandonata a favore della prevalente volontà di porre in primo piano gli interessi particolari a scapito del serio impegno ad operare nell’esclusivo vantaggio della città e della regione.

Il disegno aggregativo, che sembrava a portata di mano, è stato “impallinato” dai soliti giochi di potere, da interessi particolari e di gruppo, dalla voglia matta di alcune componenti della sinistra di andare da soli ignorando l’interesse fondamentale dello schieramento democratico di sinistra. Agendo così la sinistra potrebbe rimanere fuori dal governo della città e ridurre le proprie rappresentanze nel prossimo consiglio comunale.

La realtà ci induce ad indicare le pesanti responsabilità del Partito Democratico che non ha cessato di far prevalere i suoi più che noti contrasti interni ed ha ostacolato l’aggregazione delle varie forze della sinistra ternana, facendo leva su quelle componenti interessate a remare contro gli interessi dell’unione.

Enorme e preoccupante è il disagio di tante persone di sinistra che, deluse per questo stato di cose e per l’interruzione anticipata del mandato amministrativo pregresso, vivono con sofferenza la consegna, senza colpo ferire, del Comune di Terni e poi della Regione dell’Umbria al M5S o al Centro Destra.

Coloro che, a vario titolo, si sono resi responsabili di tale karakiri è bene che riflettano e si decidano a cambiare atteggiamento.

Nella consapevolezza di tale frangente non bisogna, però, perdersi d’animo e tutto quello che si può fare va fatto: è indispensabile rimettersi in movimento per il rilancio di una sinistra unita e progettuale.

Il 10 giugno 2018, senza indugiare nella sfiducia è necessario esprimere il proprio consenso al centro-sinistra, credendo nella moralità sostanziale che, come sostenne Enrico Berlinguer, è la principale virtù di una politica seria e capace di anteporre agli interessi particolari, quelli generali. Dobbiamo guardare con positività alle possibilità locali offerte da alcuni strumenti che, se opportunamente utilizzati, possono disegnare un futuro ricco di speranze per l’economia dei cittadini ternani: Area di Crisi Complessa, Area Ambientale Complessa, Agenda Urbana, Contratto di programma per la rigenerazione urbana.

Rispondi