Testo unico urbanistica, Briziarelli (Lega): “salvaguardare cittadini e professionisti da bocciatura Corte Costituzionale”

“La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale parti fondamentali  del ‘testo unico sull’urbanistica ed il governo del territorio’, approvato dalla Regione Umbria, a cominciare dalle norme che semplificano il processo autorizzatorio in materia sismica e a pagare  le conseguenze saranno cittadini, imprese e professionisti”. Ad intervenire sulla questione il Senatore Lega Luca Briziarelli, che precisa: “La  bocciatura era prevedibile visto che anche altre regioni come Calabria, Liguria, Abruzzo, Lombardia, Friuli e Toscana avevano adottato soluzioni simili all’Umbria e ricevuto il medesimo esito. Ciò che è incomprensibile è l’incapacità della Regione Umbria di individuare una soluzione attraverso un confronto serio con il Governo nei quasi tre anni trascorsi dal deposito del ricorso.

La  Giunta Marini è quindi doppiamente responsabile, sia per non aver scongiurato il pronunciamento negativo sia per l’incapacità di programmare tempestivamente  le assunzioni che avrebbero permesso di sopperire, almeno in parte, all’aggravio di burocrazia che coinvolgerà 74 dei 92 comuni umbri classificati in fascia di rischio sismico 1 e 2. Condividiamo la forte preoccupazione espressa  dall’Ing. Roberto Baliani, Coordinatore della Rete Professioni Tecniche dell’Umbria e dall’Ing. Stefano Mancini, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, per le conseguenze negative che peseranno sopratutto  sull’area del cratere interessata dal sisma.

Per questo la Lega agirà in due direzioni: a livello Regionale, attraverso il Consigliere Regionale Valerio Mancini, presenterà una mozione che impegni la Giunta ad ampliare ulteriormente, nel più breve tempo possibile,  il personale preposto all’esame delle pratiche e, dall’altro, attraverso i parlamentari per salvaguardare lo spirito degli articoli della legge volti ad introdurre una gradazione nel livello di complessità procedurale prevista, sulla base dell’effettiva entità degli interventi richiesti, così da superare la rigidità della previsione generalizzata ed indistinta di una procedura autorizzatoria, anche attraverso un intervento diretto volto a modificare le specifiche previsioni contenute nella legge 380 del 2001, ovviamente non solo per l’Umbria, ma almeno per tutte le regioni interessate dal Sisma. Stralciando e velocizzando tale azione rispetto al complessivo processo di revisione della legge avviato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici i cui tempi, per la complessità del procedimento, non sono compatibili con la straordinarietà, complessità ed urgenza della ricostruzione”.

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