Sindaco di Terni / PD e sinistra: “rimaniamo uniti o sarà un suicidio politico”

L’associazione “Enrico Berlinguer”, con Giocondo Talamonti e Mario Andrea Bartolini, mette in guardia il PD e i partiti di sinistra. “Occorre – dicono – preparare un programma innovativo, ricco di discontinuità con il passato e, soprattutto, ritornare ad essere aperti al rapporto con la gente”

TERNI – Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’associazione Berlinguer  – Il Pd in questi giorni viene rappresentato come un gruppo, fermo in mezzo al guado, in attesa di decidere se stare all’opposizione non rendendosi conto che il 4 marzo gli italiani gli hanno conferito una quantità di voti che lo colloca al secondo posto fra i partiti partecipanti alla competizione elettorale.

Un secondo posto determinato dalla perdita di molti consensi attribuibili al fatto che durante il suo Governo è riuscito a deludere tutti: il mondo del lavoro, il mondo dei pensionati, la scuola, la sanità e i provvedimenti presi sulle banche. S’è incartato nella legge elettorale ed è riuscito a scontentare soprattutto quei ceti storicamente orientati a sinistra, determinando un malessere sociale e una sfiducia verso le classi dirigenti, esiti già latenti in fase delle più recenti consultazioni elettorali amministrative e referendarie. Pur tuttavia è ancora il secondo partito.

La sua débâcle di voti ha trascinato nell’insuccesso anche le formazioni a sinistra del Pd (Liberi e Uguali, Potere al Popolo, Partito Comunista).Liberi e Uguali ha operato tardivamente, non riuscendo a trasmettere il proprio messaggio. Nonostante tutto LeU è entrato in Parlamento ed è la 4^ forza e questo è un dato positivo da non trascurare.

La partita in gioco per il futuro degli italiani è alta ed è oltremodo necessario essere in campo perché la crisi che ha accentuato disparità e disuguaglianze e accresciuto fattori di precarietà e insicurezza di lavoro, di reddito, di tenore di vita sia superata in tema di coesione sociale, di rivisitazione del welfare e di politiche a cui non ci si può sottrarre restando fermi in posizione di attesa.

 

Il Pd deve essere protagonista perché lo deve a tutti quelli che gli hanno creduto.

Anche LeU è chiamato a fare la sua parte partecipando alla formazione di coalizione forte di Centro Sinistra, anche se in un loro documento locale considerano l’esperienza di centro sinistra superata.

Il Centro destra è la coalizione che ha raccolto maggiori consensi (37%) non sufficienti ad ottenere la maggioranza (40%), è composta da tre partiti che sono divisi su tutto o quasi tutto, ma che riescono, contrariamente alle forze di centro sinistra, a trovare una sintesi e a superare i vari distinguo.

Il Movimento a 5 stelle è il primo partito e pur correndo da solo ha raggiunto l’ottimo risultato del 32% e per questo resta molto lontano ad una maggioranza in Parlamento. Si è sempre dichiarato contro qualsiasi alleanza o contratto che dir si voglia, ma senza questa non va da nessuna parte.

Sta alla Sinistra nel suo complesso ad entrare in partita per condizionare le scelte e per veicolarle a favore del bene della collettività. Una sinistra plurale e una coalizione di centro sinistra che chiuda la pagina delle divisioni.

 

In questi giorni circola la presunta divisione nel Pd tra chi vuole stare all’opposizione e chi vuole andare al Governo; ciò che occorre invece definire le politiche programmatiche ed i contenuti chiari e comprensibili sulle cose da fare che servono a stimolare tutti. Su questi temi vanno affrontati sia il M5S che il Centro Destra. Alla cima dei pensieri deve esserci il:

  1. tema del lavoro con la diminuzione del cuneo fiscale per favorire, in modo strutturale, le assunzioni a tempo indeterminato,
  2. problema delle pensioni, con alcune correzioni fatte con urgenza alla legge Fornero per eliminare le maggiori ingiustizie presenti nell’attuale sistema.

 

Per quanto riguarda le elezioni comunali del 10 giugno 2018, a Terni, il Pd, Liberi e Uguali, Potere al Popolo, Partito Comunista, socialisti e movimenti di Sinistra debbono necessariamente trovare l’unità per poter sperare nel ballottaggio.

In caso contrario significa andare verso “il suicidio politico”.

E’ difficile, ma occorre provarci nella consapevolezza che questa è la sola strada da percorrere per evitare che dopo la batosta del 4 marzo, si aggiunga, anche, quella per il futuro governo di Terni e dell’Umbria.

Per far rinascere la Sinistra si dovrà tornare in mezzo alla gente, ascoltarla per conoscere e dare concrete risposte ai loro problemi e attese. Durante le elezioni politiche il Pd è apparso frazionato e a pagarne le conseguenze sono state le persone in lista.

 

L’unica strada è l’unità, partendo dalle idee e dalla concretezza del programma e dalla scelta di un candidato a Sindaco, funzionale al programma, ed in grado di rappresentare tutte le componenti della Sinistra ternana.

Anche le candidature consiliari e le eventuali liste civiche aggregate dovranno ispirarsi a tale progetto.

Occorre preparare un programma di innovazione, ricco di discontinuità, di merito e di metodo, con il passato e, soprattutto, ritornare ad essere aperti al rapporto con la gente e attenti ai problemi reali della città, a partire da quello del lavoro. È giunto il momento di passare a una discussione sui contenuti e aprire il dialogo con le associazioni, il volontariato, la società civile nel suo insieme, per restituire a Terni la rappresentanza che merita.

 

E’ fortemente necessario superare la logica di una sinistra preoccupata di mettere insieme i cocci e di fare calcoli numerici senza rivolgersi ai bisogni concreti delle persone con un linguaggio comprensibile e credibile, puntando prima di tutto alle idee, all’unità e alla collegialità. Questo è l’unico modo per non andare incontro ad un altro colpo micidiale.

 

Associazione “Enrico Berlinguer”

Ing. Giocondo Talamonti

On. Mario Andrea Bartolini

 

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