Terni: “biodigestore GreenAsm, quali soluzioni?”

Ciclo dei rifiuti e depurazione acque, l’ex consigliere Melasecche interviene sulla vicenda dell’impianto di smaltimento dei rifiuti ‘Green Asm’, di proprietà di TerniEnergia e ASM, che potrebbe essere acquistato dalla municipalizzata del comune di Roma ACEA

Di Enrico Melasecche*

Il problema della gestione del ciclo dei rifiuti e di quello delle acque è centrale per una città ed il suo territorio che voglia in futuro dire la propria in un settore vitale dei servizi e guardarsi intorno con un ruolo non subalterno. Avevamo uno strumento strategico, l’ASM, che avrebbe potuto e dovuto giocare un ruolo fondamentale ma la politica di Palazzo degli ultimi venti anni è stata così miope, direi anche asservita ad interessi politici di partito, da perdere occasioni uniche di consolidamento e di crescita. Le gestione dell’acqua e della depurazione è stata ceduta di fatto con il SII ad un socio esterno che ci imbavaglia e lucra sui nostri problemi. Non a caso abbiamo gettato al vento milioni per il percolato (le vicende giudiziarie non si materializzano a caso) quando avremmo potuto benissimo fare la depurazione in casa, nell’impianto di Maratta, opportunamente adattato, che noi raddoppiammo a fine anni ‘90. Nel frattempo ACEA è subentrata nel SII e la fa da padrona, come è al 50% in Umbria Energy per la commercializzazione di luce e gas ma, grazie alla manovra della giunta dimissionata, sventata all’ultimo minuto dal consiglio, stava per papparsi anche quel 50% residuo. La gestione provinciale dei rifiuti ci ha visti non a caso anche qui debolissimi e obbligati dagli interessi di partito a maritarci con una coop che ci sta sul collo per lucrare tutto quanto può. Di Girolamo, campione di trasparenza, non ha ancora prodotto dopo un anno la corrispondenza che avevamo chiesto in merito alle pretese del co-gestore nella spartizione della TARI. I due inceneritori intanto hanno ripreso alla grande a fumare importando pulper il cui mercato si sta riducendo con la prospettiva che ACEA voglia alimentarli con il residuo fisso del bacino provinciale o addirittura con quello di Roma che oggi spedisce altrove i rifiuti con costi esorbitanti. Lo scenario è cupo. In questo quadro Terni Energia cede sul mercato il proprio 50% di quella strana società che è Green ASM, spuntata come un fungo nella prima consiliatura Di Girolamo senza che il consiglio comunale fosse messo nelle condizioni di decidere nulla. ACEA (che ha nel proprio portafogli la discarica di Orvieto e relative tecnologie, con una capacità di saturazione dell’attuale calanco ancora per qualche anno) è pronta ad impossessarsi dell’impianto di trattamento dell’organico mentre ASM socio al 50% non ha l’”argent de poche” per acquisirlo attivando la relativa clausola di prelazione con il serio rischio che entro breve i costi di smaltimento dell’organico per Terni e comuni vari salga in modo rilevante.

Il Comune gestito da furbetti del quartierino, sotto mentite spoglie di dilettanti allo sbaraglio, invece di capitalizzare l’ASM l’ha affamata utilizzandola come bancomat per finanziare le proprie follie finanziarie, infatti se il Comune dovesse saldare ad oggi i propri debiti con la partecipata supererebbe di gran lunga il limite consentito per legge nel proprio “scoperto di conto” con la Cassa DDPP.

Ma il colmo è che il sindaco, dimissionato dai propri errori ma anche dalla dabbenaggine del proprio predecessore ha tentato, fino alla fine, non per nulla, di insediare in ASM un presidente di provenienza ACEA, sotto processo penale per altre vicende, blindandolo per cinque anni con uno statuto che impedisce alla prossima amministrazione, con lo spoil sistem che invece funziona per Terni Reti, di sostituire il cda con persone di propria fiducia per attivare ad esempio politiche non prone al disegno in atto.

Intanto gli uomini di ACEA, ben al centro delle stanze del potere regionale e comunale del PD, girano lentamente come condor sul cielo della Conca per ghermire oggi l’impianto di Nera Montoro di Green ASM ma si apprestano a fare banchetto anche della nostra più importante partecipata. Come ho scritto nell’atto di indirizzo agli atti della IV Commissione che doveva servire al confronto sul piano industriale di ASM con il nuovo presidente, quando ero vice sindaco di Terni, quel gioiello di famiglia doveva nei piani della giunta liberal-democratica essere quotata in borsa per acquisire capitali freschi, crescere e creare ricchezza ed occupazione qualificata mentre oggi è cannibalizzata, pezzo su pezzo da un PD che ha badato più agli interessi dei gruppi di potere che lo compongono piuttosto che assolvere al compito per cui i cittadini gli avevano dato fiducia.

Due quesiti si pongono oggi. Quale ruolo sta giocando in ACEA il M5S che dovrà pur definire le proprie strategie, non solo in una logica genericamente ambientalista ma coniugando concretamente un rapporto positivo nell’interesse necessariamente della componente pubblica ma anche di quella privata di quella multiutility ma recuperando un ruolo dignitoso di ASM? Prevarrà  una politica dei due forni, a Terni si dice una cosa ma a Roma se ne fa un’altra, subendo noi l’ennesima colonizzazione oppure si prende in mano la situazione per gestire un rapporto di interesse reciproco? Infine: quali possibilità ha l’attuale presidenza ASM di acquisire il residuo 50% di Green ASM in assenza di una guida politica a Palazzo Spada ed in condizioni di estrema debolezza finanziaria?

Mentre la città, ferita gravemente, è alle prese con le schermaglie di una campagna elettorale che vede troppi soggetti pensare e parlare solo della propria poltrona, sulle sue spalle altri manovrano per deciderne il futuro, condizionandolo definitivamente.

*Lista civica “I love Terni- Valori & Competenze”

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