Narni, disagio giovanile e suicidi – Bruschini (FI): “bisogna fare qualcosa”

Il consigliere comunale Sergio Bruschini – dopo il suicidio di un altro giovane buttatosi dal Ponte d’Augusto – sollecita il Comune di Narni e le Autorità sanitarie preposte ad attuare un “programma di sensibilizzazione ed informazione che, a partire dalle scuole, sappia creare un giusto canale di informazione e monitoraggio sui problemi del ‘disagio’ e depressione’ tra i giovani”

NARNI – Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere Sergio Bruschini – Questo è uno dei tanti argomenti tabù ma nella nostra Narni fatti di cronaca ci riportano a vivere una realtà che purtroppo esiste e che andrebbe affrontata in modo risoluto
Riguardo alla questione disagio giovanile o depressione, negli ultimi anni è venuto fuori che nei ragazzi è molto frequente e i primi sintomi compaiono soprattutto fra i 13 e i 15 anni, nel momento del passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Sempre di più sono i giovani che dichiarano di aver avuto i sintomi del ”male oscuro” e di vivere situazioni di forte disagio.
Da un recente sondaggio di Datamedia emerge che :
– Nei giovani tra 15 e 17 anni il 27,5% dichiara di aver avuto esperienze di depressione.
– Il 12,5% dei 15/17enni e il 14% tra i 18/24enni afferma di aver pensato realmente al suicidio, a causa di un grave lutto (35%) la solitudine (20%)  o anche per la solitudine (9%) e per la paura del futuro (2,5%).
Il fenomeno di depressione e del disagio giovanile fino ad oggi è stato sottovalutato ma è comunque molto diffuso, e i dati diagnostici che si stimano, coinvolgono secondo dati molto generali circa il 23/24% degli adolescenti.
Questa ricerca che prima veniva sottovalutata è stata presa in considerazione a causa dei sempre più frequenti suicidi giovanili.

Ma cosa possiamo fare quando il questo problema ci tocca da vicino? Sicuramente cercare l’aiuto in medici o meglio psicologi qualificati è la prima mossa importante, ma spesso ci si dimentica dell’aspetto umano: essere messi da chi soffre al corrente del disagio il più delle volte tenuto “gelosamente” nascosto, quando invece ricercare e offrire un appoggio o una parola di solidarietà a volte può aiutare a superare un momento difficile
Molto spesso pero nell’età dell’adolescenza non si ha coscienza di cosa si sta vivendo del perché la vita ad un certo punto inaspettatamente diventa grigia.
Ci si dibatte in mille difficoltà si è smarriti in mille pensieri ed in un vortice che assale la mente facendola precipitare giorno dopo giorno in percorsi senza senso e senza speranza .
Il pericolo è poi la conseguenza di questo processo: il non saper dare una spiegazione a ciò che sta succedendo il non saper riconoscere il perché del disagio e l’assurda paura di confrontarsi di cercare aiuto di esteriorizzare il proprio dolore ;da qui a volte l’irreparabile.
La chiusura in se stessi, il tarlo del non farcela, l’ossessione di dover subire la vita, ecco allora i rimedi del fai da te le droghe, le malattie psicosomatiche, i disagi più disparati, il suicidio.
Spesso la stesa famiglia è impreparata, non sa e non è neppure in grado di riconoscere il disagio nei propri figli, tenuto nascosto, ed emblematico è il dramma di tutta la società quando accade l’irreparabile,che esorcizza il problema nella ricerca spasmodica “dei motivi” per dare una spiegazione una giustificazione il più delle volte non vera.
Sarebbe bastato poco, magari mettere in condizione la scuola o gli ambienti e le amicizie frequentate, di capire alcuni piccoli aspetti anche insignificanti della vita del giovane ,dare quella giusta informazione sui disagi e sui sintomi che in determinati periodi dell’esistenza soprattutto adolescenziale si possono vivere.
Non far sentire i giovani soli, informarli che è possibile anche “vivere situazioni di disagio” che la stessa psiche può subire disturbi che devono essere e che possono essere curati e guariti, preparare le famiglie , informarle insieme alla scuola.
Spesso il disagio psichico viene vissuto come qualcosa da dover nascondere, forse legato a stereotipi quali psiche malata uguale pazzia, in realtà la maggior conoscenza di certi tipi di problemi può aiutare chi ne è colpito ad affrontarli e superarli.
Da qui cosa può fare l’ente locale?
L’impegno che chiedo con questa mozione è quello di elaborare insieme ai presidi sanitari preposti un programma di sensibilizzazione ed informazione che a partire dalle scuole sappia creare un giusto canale di informazione e monitoraggio sui problemi del “disagio” e della “depressione” tra i giovani .
Coinvolgere i medici di base che vivendo giornalmente a contatto con tutta la comunità sono un ottimo “sensore” per costruire insieme un percorso e /o progetto di sostegno alle famiglie che vivono “problemi”
Non far sentire “soli” soprattutto i giovani che vengono colpiti per la prima volta da un “male” del quale non sanno darsi ragione e spiegazione che distrugge dal di dentro ed annulla .
Predisporre un presidio con esperti del settore che sappiano informare ed aiutare le famiglie su come interpretare ed aiutare chi pur non chiedendo aiuto anzi dissimulando il disagio in realtà sta soffrendo
Costruire insomma la speranza e un “pensiero positivo”. Che ci possa aiutare ad evitare “sorprese” e drammi quando inspiegabilmente ed improvvisamente la cronaca ci assale perché un “giovane” “normale”, buono, bravo e studioso scopriamo che ha commesso un gesto inaspettato ed apparentemente incomprensibile.

Sergio Bruschini, capogruppo Forza Italia

Comune di Narni

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.