Comune di Terni, spettro dissesto. Cecconi (FdI): “fallimento annunciato”

Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti hanno respinto il ricorso del Comune di Terni contro la bocciatura del piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Cecconi: “forse Di Girolamo e il PD sono riusciti ad evitare le elezioni anticipate ma hanno portato la Città al dissesto. Adesso tutti a casa!”

Di Marco C. Cecconi, consigliere comunale(*)

E alla fine è andata esattamente come noi avevamo previsto. Di Girolamo & C. sono riusciti a scavarsi la fossa da soli, prima indebitando il Comune fino all’orlo del fallimento, poi facendosi varare dalla propria maggioranza un Piano di risanamento farlocco tanto quanto lo erano stati i bilanci di questi anni, poi ancora infischiandosene delle censure mosse a quel Piano sia dal Ministero degli Interni che dalla Corte dei Conti e infine – anzi – avanzando un ricorso contro quelle censure altrettanto fondato sul nulla. Avendo come unico obiettivo quello di tirare a campare il più a lungo possibile incollati alle poltrone di Palazzo Spada, sindaco e soci saranno riusciti magari nell’intento (calendario alla mano) di scongiurare quello che per loro e i loro interessi era il male assoluto, ovvero le elezioni anticipate. Ma non hanno potuto evitare l’inevitabile, perché la conseguenza della bocciatura odierna è una e una soltanto: la dichiarazione formale di dissesto del Comune di Terni, scioglimento e Commissario prefettizio. Fallimento e tutti a casa: per loro, una condanna comunque troppo lieve, considerate colpe e responsabilità; per la città, una liberazione.

Resta il rammarico di aver fatto perdere a Terni e ai ternani troppo tempo, almeno un anno e mezzo di non-governo, inchieste, arresti, rinvii a giudizio, bocciature, debiti su debiti, deriva della città sotto ogni profilo. Resta il rammarico di aver dovuto assistere alla più spudorata melina. Resta il rammarico – nell’interesse di Terni e dei ternani – che non una delle denunce che abbiamo mosso ai conti comunali in questa consiliatura (dal consuntivo-2013, al Piano di riequilibrio varato dal consiglio comunale nel dicembre-2016 e quest’oggi definitivamente bocciato dalla magistratura contabile) sia mai stata presa in considerazione, trattata anzi come vaniloquio. Ci avessero dato un po’ più ascolto, oggi non saremmo a questo punto: ma il fallimento sancito dall’odierna sentenza è anche figlio di tanto ottusa e tracotante partigianeria.

(*)Capogruppo Fratelli d’Italia – Comune di Terni

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