Farmacie comunali Terni, Melasecche: “nuove perdite?”

Enrico Melasecche chiede al Sindaco di conoscere il risultato d’esercizio conseguito dalle farmacie municipali nel 2017

Pubblichiamo il testo integrale dell’interrogazione presentata dal consigliere comunale Enrico Melasecche al Sindaco di Terni

OGGETTO: “Farmacia Terni Srl, quale risultato è stato conseguito nell’esercizio 2017 appena concluso, alla luce dell’impegno contrattuale di riversamento al Comune di un utile pari a circa 475.000 €, venendo meno il quale si appesantisce ulteriormente il dissesto in atto dell’Ente proprietario sottoposto al giudizio della Corte dei Conti”

PREMESSO

– che le vicende relative alle farmacie comunali meriterebbero un libro bianco solo per mettere in fila i molti errori, gli innumerevoli sprechi, le non poche miopie che hanno caratterizzato quasi un ventennio in cui da una situazione di bilancio e di prospettive abbastanza floride, con aspettative analoghe a quelle delle farmacie private ma anche delle aziende pubbliche ben diversamente amministrate, si é giunti all’epilogo odierno;

– che il mancato recepimento della più volte richiamata “soluzione Arezzo”,  proposta ripetutamente dal sottoscritto al precedente come all’attuale sindaco, ha portato dopo varie vicissitudini alla decisione da parte del sindaco e dell’assessore Piacenti di cedere il 90% delle quote della società partecipata Farmacia Terni srl, in cui da circa un anno era stata trasformata la ex municipalizzata ASFM;

– che alle vicende societarie tumultuose, anche a causa di decisioni altalenanti da parte della giunta, con cambi di rotta improvvisi e di piani industriali antitetici, si aggiungono oggi anche inchieste giudiziarie a carico dell’assessore proprio in merito ad irregolarità commesse nella gestione che la legge Bassanini pone in capo alla dirigenza e vieta alla politica;

– che questi ulteriori accadimenti, con i giudizi pesanti sia della Procura della Repubblica che del GIP sui comportamenti adottati in primis dall’Assessore, non giovano neanche alle sorti dell’azienda, considerato che le perdite accumulate negli ultimi anni frammezzate da utili, rari quanti irrisori, raggiungono ormai quasi i 6 milioni di euro, risultato clamoroso considerato quanto il Comune di Arezzo ha nel frattempo conseguito come introito per la concessione cui si aggiunge il 20% degli  utili incassati negli anni per sole sette farmacie rispetto ai dieci punti vendita di quelle di Terni e tenuto conto del contributo negativo che tali risultati hanno dato al dissesto dello stesso Comune;

– che da quando è avvenuta la trasformazione in srl era stato contrattualmente previsto il riversamento al Comune di un utile medio annuo di 400.000 € in dieci anni e che l’anno passato,  contrariamente alle legittime aspettative, l’ulteriore elevata perdita ha confermato che questo modo altalenante di amministrare un’azienda pubblica pone in carico all’Assessore competente e al sindaco che lo ha supportato in tutto e per tutto gravi responsabilità non solo amministrative ma anche politiche, tenuto conto che in un Comune in profonda crisi economico finanziaria se anche le società partecipate come Farmacia Terni srl producono perdite al posto degli utili è chiaro che nel medio termine tutto questo appesantisce il dissesto dell’Ente;

– che dopo il repentino cambio di gestione imposto dal sindaco a Farmacia Terni srl con il defenestramento del cda che aveva comunque migliorato le prestazioni e l’insediamento dell’amministratore unico, si accavallano notizie contrastanti i merito ai risultati di gestione dell’anno 2017; alcune parlano in modo indeterminato di utili, altre che ammettono riservatamente ulteriori forti perdite;

– che sarebbe grave se queste fossero confermate perchè un’altra perdita andrebbe a deprimere il prezzo di aggiudicazione della gara per la cessione del 70% e poi del 20% delle quote, in quanto qualsiasi privato che intendesse rilevare la quasi totalità dell’azienda non potrà che offrire una cifra proporzionata sia alla situazione finanziaria determinata anche dalla perdite o dagli utili nel frattempo conseguiti ma anche dalle prospettive di redditività;

SI CHIEDE AL SINDACO, CHE HA NOMINATO L’ATTUALE AMMINISTRATORE DI RIFERIRE CONGIUNTAMENTE A QUEST’ULTIMO  IN IV COMMISSIONE, COMPETENTE A VALUTARE IL PIANO INDUSTRIALE DELLA SOCIETÀ “FARMACIA TERNI Srl”:

1)- su quale sia il risultato provvisorio dell’esercizio 2017 che emerge da una valutazione anche sommaria dei parametri principali quai il fatturato, l’inventario in magazzino e dei costi fin qui sopportati, per comprendere quali obiettivi si è posti la nuova gestione nominata dal sindaco nel corso del 2017 e quali è riuscita o meno a conseguire;

2)- di fornire da parte dell’amministratore unico una relazione in cui vengono dettagliati i costi dell’azienda, dalla compagine del personale ripartito nelle varie unità, al costo di acquisizione dei medicinali, a quello dei canoni di locazione delle varie sedi, compreso quello pagato a vuoto per il trasferimento della farmacia di Viale Trento mai avvenuto, il tutto  per far comprendere al consiglio comunale le ragioni che continuano a non far decollare la redditività dell’azienda rispetto alle concorrenti private ma anche rispetto alle stesse farmacie pubbliche di altre città, nonostante il piano di trasformazione in srl che a detta dell’attuale assessore al bilancio che l’ha voluto, avrebbe dovuto costituire la panacea ai problemi della ex municipalizzata ASFM;

3)- di dettagliare i principali provvedimenti adottati da parte del commercialista di fiducia del sindaco e dell’assessore, dalla sua nomina ad oggi, con un suo giudizio sulla situazione ereditata, sui miglioramenti apportati anche alla compagine del personale e sulle difficoltà incontrate nel conseguimento dell’utile medio dovuto al Comune pari a circa € 475.000 tenuto conto che la convenzione cogente prevede € 4.000.000 nei dieci anni, ma che, avendo conseguito una perdita nel primo anno anno, i nove anni residui impegnano l’amministratore a conseguire un utile medio pari ad un nono di quella cifra cui aggiungere il recupero della perdita del primo anno;

4)- di approfondire in IV Commissione il giudizio professionale dell’amministratore unico sullo scostamento fra l’utile da riversare contrattualmente al Comune ed il risultato d’esercizio effettivamente conseguito;

5)- se non ritenga il sindaco di valutare un’azione di responsabilità nei confronti di tutti coloro, anche dei propri compagni di partito, che si sono resi responsabili di un depauperamento  dell’azienda, proprietà al 100% del Comune, i cui risultati negativi gravano sul dissesto complessivo dell’Ente che ha portato come noto ad una riduzione dei servizi essenziali e ad un aumento delle tariffe e delle imposte al massimo a carico di famiglie ed imprese.

Enrico Melasecche, Lista civica “I Love Terni”

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