Geotermia tra Umbria e Lazio, Righini: “bisogna battere le mafie anche nel settore geotermico”

“Tutelare le vittime dei fenomeni NIMBY con specifiche azioni risarcitorie”

ROMA – “Occorre fare in modo che anche in Italia possa decollare la geotermia a zero emissioni. In primo luogo c’è bisogno di programmazione, regole più chiare introducendo anche il reato del NIMBY: cioè se un territorio o una regione decide che tu puoi sviluppare determinati tipi di energie rinnovabili ma poi ci ripensa, tu puoi attivare delle azioni risarcitorie come vittima del NIMBY”.

Lo ha dichiarato il manager di Geotermia Italia Spa, Diego Righini, intervenendo al convegno “Quale energia?” promosso da Legambiente, “Kyoto club” e “La Nuova ecologia”, presso il tempio di Adriano di Roma.

“Il secondo tema da affrontare – prosegue Righini –  è quello delle mafie. L’Italia è un paese dove le mafie, lo abbiamo visto negli ultimi tempi ad Ostia, ostacolano lo sviluppo delle imprese. A volte le mafie sono anche i monopolisti: noi abbiamo detto che come il settore del riciclo dei rifiuti è riuscito a battere le mafie delle discariche, facendo crescere il riciclo e l’economia circolare, anche le piccole e medie imprese delle rinnovabili – come quelle geotermiche – devono battere le mafie dei monopolisti. Se battiamo i monopolisti, che influenzano le regioni contro le PMI, la geotermia potrà essere rilanciata e avremo finalmente tanta energia pulita e sviluppo per i territori”.

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