I mille volti di una Pope Star

Un dato è certo: Papa Francesco è il Pontefice romano più antiromano che sia mai esistito. Sull’onda dei Papi succedutisi dal Concilio Vaticano II, egli continua infatti a ridimensionare la dottrina, le gerarchie e le liturgie, le costrizioni e le contrizioni dando letteralmente l’idea di essere salito sul Soglio di Pietro per una pura casualità.

Il Papa dei “confini del mondo” rifugge la romanità, il Sacro; ripudia millesettecento anni di storia e associazione con il potere alla stregua di un gigantesco equivoco,  ma restaura con vigore l’egemonia mediatica di Papa Wojtyla, addirittura la moltiplica; accingendosi a diventare un vero e proprio classico. Con Francesco siamo di fronte ad una forma aggiornata di neotemporalismo che domina in modo totalizzante i vasti territori della comunicazione di massa. Consapevole che tutti ormai parlano la stessa lingua (la lingua suadente ma un po’ fasulla del moderno “villaggio globale”) e consumano solisticamente merce di massa (una lezione appresa sin dai tempi di McLuhan e di Anders), il gesuita argentino occupa stabilmente le copertine di «Time», dei settimanali popolari, invade i Social Network (le sue immagini con il leggendario team di basket degli Harlem Globetrotter sono diventate “virali”), l’etere (Francesco è ospite fisso del programma Padre Nostro sull’emittente Tv 2000),  esercitando quella leadership teorizzata da Gramsci; demonizzata solo un secolo fa, ora rivisitata, rivitalizzata e rimessa in circolo.

Il primo Papa antiromano, sudamericano e decentratore, da buon perito chimico, essenzializza la dottrina e l’apparato della Chiesa, ma rafforza la propria figura. Domina la tecnica diffondendo quei dogmi pacifisti, ecumenici ed equosolidali del pensiero unico che è prescritto di dover pensare e richiama a sé l’attenzione del mondo. Sfrutta con intelligenza l’iconomania imperante nella nostra società e acquisisce un’esistenza multipla. Raggiungendo tutti. Sovrappone la sua immagine su quelle dei politici, degli attori del cinema e della pubblicità, ma anche su quelle della gente comune presente nei telegiornali o nei Talk Show. Tra i successori di Pietro mai nessuno aveva avuto la capacità di incidere sulle vicende della Storia come Francesco: il primo Papa davvero (post)moderno, più efficace di mille Rock Star.

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