Terni / “Ai piedi dei monti”, nasce una rete a tutela del paesaggio e della bellezza della valle ternana

TERNI – “La nostra città, noi ternani abbiamo un urgente bisogno di bellezza”. Lo ha detto la rappresentante del Gruppo Archeologico DLF Maria Cristina Locci portando il suo saluto al convegno di sabato “Ai piedi dei monti”. Un bisogno urgente condiviso dagli oltre cento partecipanti all’iniziativa che si è svolta nella sala capitolare del museo diocesano e che ha messo in evidenza una grande attenzione da parte della città e di molti soggetti e associazioni (Ufficio diocesano per i beni culturali, Cai, Terni Città Futura, Stefano Zavka, Vagabondi della Valnerina) sui temi della tutela del paesaggio.

Il focus di questo primo incontro, introdotto da Vanna Ugolini, è stato centrato sulla fascia pedemontana tra Rocca San Zenone e Cesi. Attraverso gli interventi che si sono susseguiti, come in una lunga passeggiata tra la montagna e la valle ternana, è emerso un quadro di grande bellezza e di grande rovina. Grazie alle relazioni di Michele Zacaglioni che ha parlato dei vincoli paesaggistici, della definizione del paesaggio, di don Claudio Bosi e di Andrea Cristofari che hanno preso in esame gli edifici di culto, di Michele Rossi, Giovanni Castellini Rinaldi e di Francesco Canali che hanno descritto la situazione delle ben 45 dimore storiche della fascia pedemontana, soffermandosi sulla triste storia di Villa Palma, di Paolo Leonelli che ha illustrato lo sfacelo in cui versa attualmente buona parte del convento di Colle dell’Oro e la scarsa attenzione prestata alle antiche fortificazioni di penna San Giovanni, di Cesi e di Rocca San Zenone e di Felice Triolo che ha parlato degli antichi percorsi di media montagna in gran parte scomparsi, la platea ha potuto farsi un’idea della vastità del patrimonio culturale e paesaggistico a pochissimi chilometri dalla città, appena sopra la valle ternana.

Una valle che – come ha detto Claudio Bosi – dovrebbe tornare a incantare non solo i visitatori, come accadeva ai tempi del Grand Tour, ma i suoi stessi abitanti. Per questo – hanno concluso gli organizzatori con le parole di Michele Rossi e Gian Luca Diamanti – occorre continuare a parlare del paesaggio ternano, della sua percezione da parte degli abitanti della città, del ruolo che esso potrà giocare nello sviluppo futuro dei nostri luoghi. E’ perciò fondamentale in primo luogo prenderne consapevolezza, attraverso il confronto con tecnici, studiosi, appassionati, poi recuperare l’orgoglio di appartenere a questo territorio, quindi assumersi la responsabilità, ognuno secondo le proprie possibilità, per la sua tutela e la valorizzazione. In questo senso molto dipenderà dall’interlocuzione che la rete di associazioni e di cittadini che si sta creando anche grazie a questi incontri riuscirà a porre in essere con le istituzioni locali e con la Sovrintendenza. Qualsiasi progetto di recupero e valorizzazione non potrà infatti prescindere dalla partecipazione di tutti coloro che hanno a cuore il paesaggio e la bellezza come elementi fondanti della nostra comunità.

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