Alta velocità solo per Perugia, Cecconi: “Ternani trattati da ultimi degli ultimi”

Il consigliere di Fratelli d’Italia : “Adesso vengano a dirci di sentirci umbri

di Marco Celestino Cecconi, Comune di Terni(*)

E adesso ci vengano a dire che la regione è una e indivisibile: come se non l’avessero già spaccata in due. Ci vengano a dire di sentirci umbri. Come se l’appartenenza non si debba costruire, piuttosto che imporre quando gli fa comodo e distruggere tutti i giorni come fanno loro.

La farsa del progetto di alta velocità che lascia fuori Terni, e non solo, è veramente la goccia che fa traboccare un vaso ormai troppo colmo.

Le “frecce” al momento ricomprenderanno solo Perugia? Eppure il prezzo lo pagheranno anche i ternani: perché il cofinanziamento sborsato per questo scempio esce dalle casse di Palazzo Donini. E dunque sono anche soldi nostri.

Il prezzo, i ternani, lo pagheranno tre volte: perché non solo pagano in quota – per non avere nulla! – il contributo regionale alle Ferrovie dello Stato che dovrà essere erogato per ottenere la sola tappa perugina, ma subiscono anche (sempre a fronte di alcun beneficio) i tagli alle “carte agevolate”, i rincari degli abbonamenti e tutti gli altri disagi irrisolti sulle spalle di centinaia di nostri pendolari, trattati come gli ultimi degli ultimi.

Adesso ci vengano a chiedere di sentirci umbri, dopo averci derubato per decenni e portato via tutto, dalle eccellenze nella sanità all’università, fino ad arrivare agli investimenti miliardari per infrastrutture a servizio, per l’appunto, della sola Umbria del nord.

La credibilità di chi, adesso, supplica per qualche briciola in più per questa periferia dell’impero, dopo averla lasciata dissanguare con il proprio beneplacito, è prossima allo zero.

La fattibilità della proposta firmata da Claudio Ricci e di ogni altra utile a ricomporre la frattura – dal recupero delle soluzioni ad alta velocità che passino per Orte al ripristino del Tacito finalmente rubricato come “freccia” – sarebbe tutta, volendo, a portata di mano e di portafoglio, anche considerato (come detto) che quel portafoglio è pure il nostro. Ma il problema è che l’unica Umbria a cui in Regione sanno pensare è quella che finisce dove passano i confini dell’acropoli perugina, chiusa nel suo fortino. Altro che macroregione…!

(*) Consigliere comunale, capogruppo Fratelli d’Italia-AN

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