Dissesto o Piano B? “Politica dello sfascio per salvare le poltrone”

De Luca (M5S): “Di Girolamo e compagnia impediranno ad un commissario prefettizio di poter controllare i conti e quindi di far pagare a loro i debiti che non possono essere pagati”

di Thomas De Luca, capogruppo M5S Terni

Tasi e Imu al massimo. Tariffe al massimo. Servizi ridotti al minimo o eliminati. Interi quartieri senza trasporto pubblico. Tessuto economico al collasso e conseguente perdita di posti di lavoro. Pesanti ripercussioni sul personale attraverso l’eliminazione del fondo per la retribuzione accessoria. Queste sono le conseguenze del Piano B.

Sulla pelle dei ternani non esiste alcuna differenza tra dissesto e Piano B entrambi hanno le medesime conseguenze. C’è una sola differenza: Di Girolamo e compagnia impediranno ad un commissario prefettizio di poter controllare i conti e quindi di far pagare a loro i debiti che non possono essere pagati.

Il Partito Democratico e fedeli liste al seguito hanno così deciso di sacrificare la città in cambio delle loro poltrone, dei loro privilegi e del mantenimento della gestione del potere. Non ci poteva essere altro esito, nessuna sorpresa. Non sono bastati gli arresti, non è bastato il disastro ambientale, non è bastato il degrado e la violenza dilagante in città, non è bastato aver distrutto il welfare, non è bastato aver fallito ogni obiettivo, aver perso ogni treno, per suscitare in loro un briciolo di vergogna.

Ad aver regnato è stata la paura. La paura di dover vivere da cittadini normali nell’incubo che loro stessi hanno creato, la quotidianità dei ternani. Hanno preso una chiave di legno e l’hanno conficcata nel cuore di Terni.

Nei prossimi giorni presenteremo alla città le nostre iniziative frutto del lavoro incessante di mesi, fatto sottotraccia. Intorno al nostro “Piano C” coinvolgeremo e chiederemo il supporto di tutte le forze civiche, sociali e politiche della città. Chiederemo aiuto alla Terni che non si arrende allo sfascio e alla disperazione.

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