Narni, cittadinanza a Morin / Lucarelli: “La città ha bisogno di alleviare il provincialismo”

“Narni si propone come punto di riferimento della sociologia internazionale. Lo studioso Edgar Morin è il più autorevole membro del comitato scientifico del Festival della Sociologia, che a ottobre vedrà la sua seconda edizione qui nella nostra città”

di Lorenzo Lucarelli, assessore allo Sviluppo Economico e Cultura

Solo per dare qualche elemento in più alla discussione e per cercare di spiegare perché l’amministrazione, concordemente con l’Universita di Perugia e la rappresentanza accademica del nostro corso di laurea, abbia deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Edgar Morin che ha visto l’astensione e non la contrarietà dei gruppi di minoranza dei cinque stelle e Fratelli d’Italia e la non partecipazione alla discussione del gruppo Forza Italia.

Ricordo umilmente che a Narni, dal 2006, è presente un corso di laurea in scienze per la sicurezza e l’investigazione di impronta sociologica che tra l’altro da settembre vedrà il via anche della specialistica completando il quinquennio.

Ricordo che è il corso che registra il maggior numero di iscritti al primo anno fra i corsi di laurea dell’ateneo di Perugia.

Ricordo che il corso di laurea è accompagnato da un centro ricerche.

Ricordo che Narni si è candidata a rappresentare il punto di riferimento della sociologia internazionale con il Festival della Sociologia che a ottobre vedrà la sua seconda edizione.

Ricordo che Morin è il membro più autorevole del comitato scientifico del Festival e che grazie anche a questa presenza il nostro Festival è diventato un punto di riferimento ed una grande occasione di confronto tra tanti studiosi, sociologi, docenti universitari e pensatori che saranno presenti a Narni ad ottobre dando lustro e visibilità alla città.

Ricordo che Morin, uomo di 96 anni che ha vissuto la sua storia dedicandola allo studio e alla ricerca, insieme a Baumann, è il maggior esponente del pensiero sociologico e filosofico contemporaneo e che solo ciò può bastare per spiegarne i meriti scientifici.

Dispiace che non ne sia stato capito il significato, il nesso e l’importanza di un riconoscimento che aveva come obiettivo principale quello di legare il nome di Narni ad un illustre pensatore che direttamente o indirettamente sta dando il suo contributo alla sviluppo della nostra splendida città.

Una città che si guarda a se stessa ma che ha anche bisogno di alleviare il “provincialismo” o la periferizzazione alle quali spesso le discussioni della politica locale la costringono.

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