“Se la popolazione scende sotto i 100 mila abitanti, Terni non è più una città”

Il sociologo ternano Luca Diotallevi: “Bisogna attrarre nuovi residenti da Roma puntando sull’alta velocità ferroviaria”

TERNI – “Se Terni scende sotto il livello dei 100 mila abitanti è fatalmente destinata a perdere la sua caratteristica di città. Invertire questa tendenza è una priorità assoluta. Può diventare un grande condominio, una periferia di qualcosa, o un posto la cui qualità civile va spegnendosi. Invertire questa tendenza è una priorità assoluta”. Lo dichiara il sociologo ternano Luca Diotallevi in un’intervista a ‘TerniValley.it’.

Secondo Diotallevi “Terni ha delle carte da giocare, come ad esempio la capacità di attrarre da Roma popolazione, cioè persone che troverebbero a Terni una migliore qualità della vita rispetto alle periferie romane, servizi ancora relativamente migliori, la possibilità di raggiungere posti di lavoro in modo più veloce e sicuro”.

“Questa esigenza – evidenzia il sociologo – si porta dietro il carattere prioritario dell’alta velocità sulla linea Roma-Ancona e della fermata a Terni. Questa è la prima e la più urgente delle sfide: non risolve tutte le altre ma certamente attiva dei fenomeni positivi collaterali. Pensiamo cosa questo potrebbe significare per le professioni, per i servizi alla persona o per il commercio”.

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