Archeologia industriale, Melasecche: «Salvare i due locomotori storici»

Il consigliere Enrico Melasecche ha presentato un’interrogazione per sollecitare il sindaco e il Comune di Terni a recuperare due storici locomotori elettrici, proseguendo l’opera di salvataggio, avviata dall’allora amministrazione Ciaurro, dei reperti di rilievo per la storia industriale della città

Pubblichiamo il testo integrale dell’interrogazione urgente presentata dal consigliere comunale Enrico Melasecche al Sindaco di Terni

Oggetto: Archeologia industriale – salviamo i due locomotori storici abbandonati a se stessi dopo il recupero di venti anni fa, il primo era attivo all’interno delle acciaierie nella prima metà del secolo scorso, il secondo sembra fosse utilizzato quando era in funzione la ferrovia Terni-Ferentillo

PREMESSO

– che il tema dell’archeologia industriale è stato al centro di molti convegni e prese di posizione ma ben poche amministrazioni, in così poco tempo come nei sei anni dell’amministrazione Ciaurro, hanno  perseguito con coerenza e grande concretezza obiettivi originali o comunque da decenni solo declamati basta ricordare il salvataggio della Pressa da 12.000 t ed il suo collocamento in Piazza Dante, l’acquisto degli stabilimenti di Papigno ed il loro rilancio come centro di cinematografia con Benigni, l’acquisto della porzione della Fabbrica d’Armi per realizzare il Museo delle Armi (ad oggi abbandonata ancora a se stessa), l’inizio della ristrutturazione della ex SIRI che attualmente ospita il CAOS, il completamento del recupero delle Ex Officine Bosco per insediarvi il Centro Multimediale, la riqualificazione con la Soprintendenza della stazioncina ferroviaria di Papigno,  il tentativo, purtroppo non riuscito, di recupero del Batiscafo Trieste, ecc;

– che fra gli obiettivi di salvataggio di reperti di assoluto rilievo per la storia industriale della città fu posto anche quello di due storici locomotori elettrici, giacenti all’epoca all’aperto, uno dei due di minori dimensioni utilizzato all’interno del sistema di trasporti delle acciaierie, il secondo sembra trainasse i vagoni nella tratta ferroviaria Terni-Ferentillo, prima della sua dismissione;

– che il sottoscritto sollecitò ripetutamente l’ATC, quando ancora era attiva e collaborava con il Comune per la costruzione del Parcheggio Rinascita/S. Francesco, a provvedere al recupero dei due locomotori citati, cosa che avvenne, salvo poi cadere tutto nel silenzio nonostante abbia cercato ripetutamente di sollevare nuovo interesse sul caso;

– che i due oggetti, dopo il restauro, furono ricoverati per proteggerli nel capannone magazzino delle Ferrovie dello Stato a ridosso della stazione ferroviaria posto dopo i binari e lì abbandonati a meno che non siano stati nel frattempo demoliti;

SI INVITA IL SINDACO

1)- a verificare l’esistenza dei due locomotori comunicandola al consiglio comunale unitamente al loro stato di conservazione;

2)- in caso positivo, a recuperarli alla vista della città collocandoli possibilmente in luoghi coerenti con la loro storica utilizzazione, in modo che se ne possa apprezzare l’esistenza e l’antica funzione, in particolare, per quanto riguarda il secondo, in prossimità della stazioncina citata lungo l’antico percorso ferroviario Terni-Ferentillo.

Enrico Melasecche, Lista civica “I love Terni”

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