Sindaco: “Corte dei Conti veloce, non ha visto i documenti sequestrati ieri”. Melasecche: “Basta sceneggiate”

TERNI – Dopo il “no” della Corte dei Conti dell’Umbria al piano di riequilibrio finanziario del Comune di Terni il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, prova a ridimensionare l’accaduto e annuncia il ricorso: “prendiamo atto della rapidità della decisione della Magistratura contabile ma faremo ricorso. Non abbiamo potuto presentare parte della documentazione poichè ieri, su mandato dell’autorità giudiziaria, sono stati sequestrati alcuni computer degli uffici comunali”.

L’opposizione torna a chiedere a gran voce le dimissioni di sindaco e giunta comunale.  “Il dissesto – attacca il consigliere Enrico Melasecche – è certificato dalla Corte dei Conti, il piano di rientro predisposto dal Comune di Terni è inaffidabile”.

LE SPIEGAZIONI DEL SINDACO – “In merito alle decisioni assunte dalla Corte dei Conti sezione regionale di controllo per l’Umbria sul piano di riequilibrio finanziario – dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo – siamo in attesa di conoscerne le motivazioni anche al fine di argomentare al meglio il ricorso ai gradi successivi di giudizio, nel rispetto dei procedimenti che regolano la fattispecie. Dal canto nostro siamo convinti che il Piano sia sostenibile e che abbia una propria validità contabile e amministrativa, teso ad un reale risanamento dei conti dell’Ente facendo leva sull’alienazione di patrimonio e attività – riconosciute dagli stessi organismi di valutazione consistenti – non essenziali per l’attività del Comune di Terni. Un piano basato sulle alienazioni e non sull’utilizzo del Fondo di rotazione, elemento quest’ultimo che avrebbe portato a drastiche misure finanziare, con ricadute immediate nelle tasche dei cittadini.
Siamo convinti che le ragioni dell’Amministrazione Comunale possano trovare dunque successivi esiti favorevoli anche alla luce dei chiarimenti e della documentazione che l’Ente aveva predisposto ma che non ha potuto presentare in tempo utile per le vicende che si sono registrate nella giornata di ieri, che hanno visto, appunto, il verificarsi dell’indisponibilità di alcune apparecchiature oggetto di sequestro giudiziario. Al momento prendiamo atto della rapidità con la quale la Corte dei Conti ha inteso esprimersi non utilizzando tutto il lasso di tempo a sua disposizione.
Ribadiamo che il Piano si inserisce in un quadro di riferimento finanziario dell’Ente che è caratterizzato, come ha osservato il Ministero degli Interni due settimane fa, anche da elementi sicuramente positivi, come il rispetto del patto di stabilità, degli equilibri di parte corrente, dalla diminuzione della spesa e dell’indebitamento, dall’aumento delle entrate e anche del recupero dell’evasione tributaria. Il piano di riequilibrio presentato, rispetto al quadro nazionale caratterizzato dalle grandi difficoltà economiche che tantissimi Comuni stanno vivendo, rapportandolo alle richieste di accesso a questo tipo procedure da parte di tanti altri Enti locali, è sicuramente tra quelli di minore rilevanza economica. La situazione finanziaria dell’Ente continua infatti ad essere governabile, i risultati di questi ultimi due anni stanno a dimostralo, e il Piano è stato, fin dalla sua genesi, ritenuto uno strumento di pianificazione e di risanamento, per dare maggiore prospettiva e capacità operativa alle finanze dell’Ente.
In merito alle prospettive di questa azione amministrativa – conclude il sindaco – confermo quanto già detto in maniera chiara e inequivocabile in Consiglio Comunale, assumendomi l’onere di governo fino ad esito definitivo delle procedure di risanamento in corso”.

MELASECCHE: “IL PIANO E’ UNA BUFFONATA” –  Abbiamo passato ore a discutere in consiglio comunale martedì e mercoledì sulla buffonata di inesistente equilibrio di bilancio. Con il collegio dei Revisori dei conti che, richiamati in III commissione dal sottoscritto alla serietà delle proprie affermazioni, hanno ritenuto doveroso un atto ulteriore molto meno assolutorio rispetto al precedente che richiamava esplicitamente lo spettro della bocciatura da parte della Corte dei Conti di un piano di rientro che rappresenta una vergognosa buffonata rispetto al quale Piacenti, Tartarin di  Tarascona da Avigliano,  ha avuto l’ardire di dichiarare che “la  provvista per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio si sarebbe potuta materializzare anche nei prossimi trent’anni” con la conseguenza che secondo le sue fantasmagoriche asserzioni il relativo riconoscimento sarebbe potuto avvenire da qui al 2047 rispetto al piano quinquennale. Puro avventurismo finanziario e politico da cialtroni delle pubbliche finanze e della politica, certi di poter dire e fare ciò che più loro aggrada nella impunità di una giustizia che fino ad oggi a Terni ha avuto responsabilità non lievi nel chiudere occhi ed orecchie rispetto a quello che succedeva. Dissi e ripeto, Terni ha rappresentato una enclave in questa Repubblica, che molto bene ha descritto il Presidente dell’ANAC Cantone quando ha ricordato la difficoltà, per non dire la riluttanza, delle Procure ad indagare nelle città di provincia sugli illeciti della politica. Credo che quanto sta accadendo da qualche mese a Terni e in Umbria, sia sul fronte della magistratura ordinaria che su quello della magistratura contabile sta restituendo ai cittadini onesti la fiducia in uno Stato che per troppo tempo è apparso assente, quando non anche connivente, con chi ha fatto del governo della città una propria personale baronia. Che poi la sensibilità di questi amministratori sia ridotta al nulla da ipotizzare un qualche ricorso (nell’interesse della città, ha, ha , ha!) come cozze attaccate al proprio scoglio, la dice lunga sulla decenza ormai ampiamente superata. Avvocato Cavicchioli, noi vorremmo credere alle sue dichiarazioni quando, in risposta al sottoscritto che le ricordava il suo passato da socialista, con riferimento a Turati, ai fratelli Rosselli, a Pertini, ed ai valori richiamati da quei personaggi, sul suo onore dichiarava che mai e poi mai sareste ricorsi all’accanimento terapeutico se le condizioni obiettive di questo percorso avessero raggiunto livelli di insostenibilità ed indecenza. Attendiamo coerenza. Il popolo, di cui troppo spesso vi siete riempiti la bocca, deve oggi riacquisire il compito non lieve di affidare il governo della città a chi più lo merita. 

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