Bocciatura Corte dei Conti, Cecconi: «dimissioni obbligate»

di Marco Cecconi, consigliere comunale

Capogruppo Fratelli d’Italia-AN

Un altro anno o giù di lì buttato via, dall’ammissione del predissesto e l’annuncio di un Piano di riequilibrio, al primo passaggio di quel Piano in consiglio comunale nell’ottobre scorso e sino ad oggi. Un altro fallimento annunciato, scritto in misure di risanamento tanto aleatorie quanto lo sono stati quei bilanci farlocchi e quella gestione menzognera dei conti pubblici che, esercizio dopo esercizio, hanno provocato l’accumularsi di montagne di debiti. Un’altra bocciatura già scritta, anche a prescindere dal parere tranciante di inadeguatezza formulato già pochi giorni fa dal Viminale. L’ennesima conferma di una cialtroneria politica e amministrativa senza rimedio e senza attenuanti.

Il no della Corte dei Conti subissa di ridicolo chiunque sino ad oggi – dall’assessore al bilancio al PD, dal sindaco alla sua maggioranza, passando per i relativi capogruppo – abbia parlato di “segnali positivi” intorno all’iter di approvazione del Piano di riequilibrio, di assunzione di responsabilità da parte dei suoi autori, di messa in sicurezza dei conti pubblici (nientemeno) e persino, udite udite, di investimento sul futuro.

Il totale dei debiti da ripianare contenuti nel Piano è solo una parte dei debiti effettivi, molti dei quali rimasti fuori dal conto. Le misure di risanamento presentate, altrettanto, corrispondono a cifre buttate lì a casaccio, come quelle che si pensava assurdamente di incassare da qui a Natale con la vendita delle Farmacie, per le quali – se mai sarà – ci vorrà molto ma molto più tempo e anche un bambino lo capisce. Ma chi è che davvero pensava di farla franca, con una roba così?

Dal tentativo abortito di ‘predissesto dolce’ al dissesto cruento, il passo sarà breve? Legge alla mano (basti pensare al famoso Testo Unico sugli Enti locali), i responsabili del dissesto saranno chiamati a risponderne personalmente, fino alla conseguenza dell’interdizione dai pubblici uffici? Sono alcune delle ipotesi possibili, dalle quali abbiamo messo in guardia per mesi, inutilmente.

Quello che intanto, certamente, tutti si aspettano sono le dimissioni del sindaco: annunciate ad approvazione del Piano avvenuta, obbligate dopo questa bocciatura.

Di tempo perso ce ne avete inflitto fin troppo. Di buffonate Terni non ne può più. Di fronte a tanta inettitudine e colpa, non c’è alternativa se non togliersi una buona volta di torno.  La giustizia faccia il suo corso, da quella penale a quella contabile. La brutta politica torni a casa a meditare. La città si faccia avanti e si riappropri di se stessa.  

Be the first to comment on "Bocciatura Corte dei Conti, Cecconi: «dimissioni obbligate»"

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.