L’anniversario della Liberazione di Terni

Talamonti: “Il Comune di Terni, che ha subito 105 bombardamenti, non può dimenticare ogni anno di ricordare la liberazione della propria città”

di Giocondo Talamonti

Il 13 giugno 1944 Terni veniva liberata dall’occupazione da parte delle truppe naziste: i partigiani della brigata Gramsci, con le truppe dell’esercito inglese, entrarono in città per liberarla.

Alle 10.30 in piazza della Repubblica si è svolta la commemorazione del 73° anniversario della Liberazione della Città di Terni alla presenza delle Autorità civili, Sindaco, Leopoldo Di Girolamo, il capo di gabinetto della Prefettura Emanuele D’Amico in rappresentanza del Prefetto, il consigliere Sandro Piccinini in rappresentanza del Presidente della Provincia, i Carabinieri, la Polizia, i Vigili del Fuoco, l’Esercito Italiano, la Guardia di Finanza, i vigili urbani, le associazioni combattentistiche e d’arma (Carristi, Bersaglieri Anpi, Anppia, Anpc etc.) e le associazioni culturali: UNLA, Cestres, “E. Berlinguer” etc.

Un solo rammarico: la scarsa partecipazione della città e dei giovani, solo gli anziani non hanno fatto mancare la loro presenza, su tutti il partigiano Alvaro Valsenti,“ci sarò sempre…”,un partigiano storico che ha speso una vita a raccontare i sacrifici e l’impegno nella lotta al nazifascismo e i valori della Resistenza.

“Dopo venti anni di regime e dopo cinque di guerra, eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola. Eravamo di nuovo completamente noi stessi. Ci sentivamo di nuovo uomini civili. Da oppressi eravamo ridiventati uomini liberi. Quel giorno, o amici, abbiamo vissuto una tra le esperienze più belle che all’uomo sia dato di provare: il miracolo della libertà” (Norberto Bobbio).

Forse i giovani sono rari perché non adeguatamente sensibilizzati sulle date storiche e sul vissuto della propria città.

E’ seguita la deposizione delle corone. Il corteo poi ha preso le mosse per recarsi presso il Ponte Garibaldi (davanti alla targa dedicata a Luzzi Aspromonte) e presso il Monumento ai Resistenti. Da lì, al suono di “Bella ciao…”, con accompagnamento musicale degli Allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali G. Briccialdi di Terni, il corteo si è portato in Piazza Briccialdi per depositare l’ultima corona, ai piedi del monumento dedicato ai caduti.

Per quanto riguarda la partecipazione dei giovani è doveroso rilevare che ci sono delle colpe da attribuire alle Istituzioni, alle famiglie e non ultima alla scuola, che quasi sempre tralascia di affrontare le problematiche inerenti gli avvenimenti che hanno fatto la storia della nostra comunità.

Quasi sempre i docenti, impegnati a fare o a terminare il programma dell’anno scolastico tagliano gli argomenti che affrontano la storia del novecento. Si perde troppo tempo a fare la storia greca e quella di Roma.

Oggi l’offerta didattica è improntata a realizzare i propri progetti formativi per cui trasferisce ai giovani quelle conoscenze, ma più in generale quei saperi che sono in stretto legame con la vita quotidiana.

Così facendo si dimenticano le gesta di quegli uomini caduti per la libertà e la giustizia nel sogno di un futuro, che potrà essere sconfitto ingiustamente nell’oblio del tempo. Uno degli impegni della sezione carristi di Terni con in testa Lorenzo Manni e Alberto Liurni è quello di tenere sempre viva la memoria, non facendo mai mancare la presenza e il labaro dei carristi ad iniziative commemorative.

Il Comune di Terni che ha subito 105 bombardamenti non può dimenticare ogni anno di ricordare la liberazione della propria città.

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