Legittima difesa, Consap: “Legge nata male e finirà peggio, meglio muoversi per garantire la certezza della pena”

Il segretario del sindacato autonomo di Polizia, Stefano Spagnoli, evidenzia che “gli stessi delinquenti provenienti dall’Est Europa, intevistati da ‘Il Giornale’ e ‘Libero’, definiscono l’Italia come il paese migliore per rubare e razziare, poichè la nostra giustizia è molto permissiva”

Riceviamo e pubblichiamo – C’è una presa di posizione forte nell’ambito del teatrino sulla legittima difesa ed è quella dei poliziotti che a partire dal loro Capo il prefetto Gabrielli auspicano come unico deterrente alla criminalità la certezza della pena, lo afferma la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato.

“Solo chi vive sul campo ogni giorno la paura della gente e l’arroganza dei criminali – spiega il Segretario Nazionale della Consap Stefano Spagnoli – può interpretare le ricadute assolutamente negative che le nuove norme sulla legittima difesa attenuata avviate all’iter legislativo potranno avere sull’opinione pubblica, eppure proprio il supporto della conoscenza delle Forze dell’Ordine sembra essere fatalmente mancato in una legge che non appare in grado di garantire quel messaggio di deterrenza che si auspicava”.

“Il tema non è armare i cittadini ma fare in modo che delinque stia dove deve stare, in galera, senza riduzioni di pena né benefici – prosegue Spagnoli – e la strada paradossalmente ce la illustrano gli stessi criminali che a più riprese intervistati dagli organi di stampa definiscono l’Italia come il paese migliore per rubare e razziare (Il Giornale e Libero n.d.r.) dove la giustizia è molto permissiva rispetto a quella dei paesi di provenienza e non è un caso che queste “prese in giro” alla giustizia arrivino da chi proviene dai  paesi dall’est Europa dove il carcere  è molto più duro. Allora sarà il caso che i nostri politicanti invece di blandire l’opinione pubblica con leggi che preannunciate come innovative rischiano di peggiorare la situazione si calino nella realtà e per conto dei loro cittadini che li hanno votati dicano a questi criminali che l’Italia non può e non deve più essere il Paese migliore per chi vuole delinquere”.

“Circoscrivere l’ambito della difesa legittima in spazi temporali giornalieri appare come un invito a delinquere nelle ore diurne e non come sarebbe stato meglio un monito a non farlo – continua Spagnoli – noi della Consap auspicavano che il discrimine fosse l’inviolabilità delle nostre case come un principio irrinunciabile e da difendere con fermezza. Diciamo no alla giustizia “fai da te”, ma i cittadini onesti devono essere più tutelati e devono godere di una fattispecie della legittima difesa che sia più ampia rispetto a quanto previsto oggi dalla legge vigente. L’obiettivo deve essere quello di poter difendere i propri beni una volta subita una violazione del proprio domicilio, del proprio negozio, della propria abitazione qualsiasi ora del giorno e della notte.

Negli ultimi mesi sono stati sempre più frequenti, gravi fatti di cronaca che hanno evidenziato l’esistenza di bande di spietati criminali che si introducono nelle abitazioni o nei luoghi dove viene esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, mettendo costantemente a repentaglio l’incolumità dei malcapitati.

Chi vìola la nostra casa deve essere punito severamente e ai cittadini onesti va data la possibilità di tutelarsi. Diciamo no ai pistoleri per le strade, naturalmente, ma su questo tema riteniamo occorra assicurare più protezione a chi reagisce per difendersi. Il nostro ambiente casalingo professionale, quello in cui si svolge la sfera più privata della nostra vita, dove ci sono i nostri beni e i nostri cari, deve godere di una salvaguardia di livello superiore. Di fronte ad una criminalità sempre più aggressiva occorre dunque, a nostro parere, aggiornare le norme esistenti collegandole alle nuove domande di sicurezza dei territori, in particolare quelli più esposti agli assalti di una criminalità sempre più violenta e sfrontata.

Serve certamente più vigilanza delle forze dell’ordine, ma a loro vanno forniti più mezzi e più personale.
Il nostro obiettivo è quello di far si che la violazione del domicilio sia punita molto più duramente, escludendo poi qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere di privata dimora. Vogliamo dunque evitare ogni ipotesi di trasformazione dell’aggressore in vittima.

Più risorse alla sicurezza quindi ma è necessario introdurre nel nostro ordinamento giuridico un deterrente molto più forte verso quella categoria di criminali dediti a furti e rapine nelle nostre abitazioni, che non dovranno mai più beneficiare di alcuna scappatoia giuridica che è ingiusta e beffarda”.

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