Morto il giudice Almerighi: dallo scandalo dei petroli all’impiccagione del banchiere Calvi

E’ morto ieri notte Mario Almerighi, ex presidente del Tribunale di Civitavecchia, incarico ricoperto dal 2008 al 2012. Aveva 78 anni. Eletto nel 1976 al Consiglio Superiore della Magistratura, è stato giudice istruttore a Roma, dove si è dedicato al settore della criminalità organizzata internazionale. Pretore d’assalto, scoprì lo scandalo dei petroli, una truffa ai danni dello Stato, condita da corruzione e finanziamenti ai partiti politici e ai vertici della Guardia di Finanza. È stato presidente di Sezione del Tribunale penale. Nella Capitale ha indagato, tra l’altro, sulla morte di Roberto Calvi. Era stato tra i primi a sostenere che non si trattasse di un suicidio, ma di un caso di omicidio. E’ stato fondatore, con Giovanni Falcone, del Movimento per la Giustizia.

Non si è fermato all’attività di giudice e magistrato: negli anni ha lavorato anche come sceneggiatore e scrittore di opere a sfondo giudiziario. Legato alla vicenda Calvi, il libro «I banchieri di Dio». Tra le altre opere, «Petrolio e Politica», «Diritto e ambiente», «Tre suicidi eccellenti» e «Mistero di Stato», sulla morte dell’ispettore Donatoni. L’ultimo libro che ha scritto è «Suicidi?” – Castellari, Cagliari, Gardini». Dall’opera è stato tratto un adattamento teatrale.

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