Inceneritore Terni: Di Girolamo assediato…e la 2° Commissione regionale “si insedia” a Palazzo Spada

1 . ALL’OMBRA DEGLI INCENERITORI, DELLE EMERGENZE AMBIENTALI, DELLE VARIE INCHIESTE, CON ANNESSE ECLATANTI ACQUISIZIONI DI ATTI DA PARTE DELLA POLIZIA (GIUDIZIARIA), SI STA GIOCANDO LA PARTITA TRASVERSALE, TRA I VARI ESPONENTI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE, PER LA SUCCESSIONE A LEOPOLDO DI GIROLAMO SULLA POLTRONA PIU’ ALTA DI PALAZZO SPADA

2 . UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE: IL PRESIDENTE DELLA 2º COMMISSIONE REGIONALE APRE AL M5S E ALLA LEGA NORD, TRASLOCANDO AL COMUNE DI TERNI PER INTERROGARE SINDACO E USL SULL’INCENERITORE “TERNI BIOMASSA”, RICORDANDO TUTTAVIA CHE FU LA GIUNTA CIAURRO A REALIZZARE IL PRIMO INCENERITORE A TERNI

Da sinistra: il Sindaco di Terni (Di Girolamo), il Presidente della 2º Commissione Regionale Ambiente (Brega), l’Assessore regionale all’Ambiente (Cecchini) e la Governatrice (Marini)

Il consiglio regionale dell’Umbria ha avviato la discussione unificata dei due atti di indirizzo presentati dai gruppi di opposizione sugli inceneritori di Terni e sull’innalzamento della qualità dell’aria nella Conca ternana. Venerdì prossimo la seconda commissione consiliare, presieduta dal consigliere regionale PD Eros Brega, si riunirà a Terni.

RINVIO – Al termine degli interventi, il consiglio regionale ha deciso di rinviare il voto sugli atti, così come suggerito dallo stesso Brega e dal forzista Raffaele Nevi, per verificare la possibilità di giungere ad un documento, unico e condiviso, da approvare nella prossima seduta.

MOZIONE M5S – Andrea Liberati (M5S) ha presentato la sua mozione, sottoscritta anche dal consigliere regionale Emanuele Fiorini (Lega nord), spiegando che “il piano rifiuti prevede la trasformazione del rifiuto secco in css da bruciare fuori regione. In realtà ci sono, nei pressi di Terni, impianti del tutto assimilabili ad inceneritori. Nel 2015 la Asl ha stabilito che 8 persone all’anno muoiono per gli effetti dell’inquinamento da inceneritori. Nel 2016 l’Arpa ha individuato la necessità di una aggiornata valutazione ambientale e di esposizione al rischio, soprattutto relativamente ad ulteriori emissioni in atmosfera. Invece sono stati portati avanti percorsi autorizzativi senza fare approfondimenti. Nel 2017 la Asl n.2 ha prodotto una valutazione di impatto sanitario e dovrebbe esprimere parere contrario all’impianto di TerniBiomassa. Ad inizio marzo si è sviluppata l’ennesima nube tossica sopra la città a causa di un incidente, che richiama la necessità di controlli sulla manutenzione di questi impianti. A Terni c’è una area di quasi 700 ettari, da Papigno fino quasi al centro, che dovrebbe essere bonificata. Si è verificato il problema del cromo esavalente che ha contaminato le falde acquifere. Il problema è anche alimentare, con 5 allevamenti per la produzione di uova su 20 distrutti a causa della contaminazione da diossina. Si registra un forte inquinamento da metalli pesanti, come il cromo esavalente e il nichel. Terni rappresenta un unicum a livello europeo per il livello degli inquinanti, ancor più di Taranto. Autorizzare ulteriori impianti di incenerimento dove c’è già la fusione siderurgica e altri
impianti di combustione va contro la previsione di una area di risanamento
come quella di Terni. Bisogna chiudere una stagione, quella dell’incenerimento. Va dato un parere negativo alle istanze Terni Biomassa e
Acea. Iniziare la riconversione di questi impianti ricollocandoli nella
filiera del riciclo. Per prevenire conflitti sui territori va evitata l’installazione di certi impianti”.

MOZIONE DI NEVI (FORZA ITALIA) E CENTRODESTRA – Raffaele Nevi (FI) ha illustrato la seconda mozione, firmata anche da Claudio Ricci, Sergio De Vincenzi (Rp), Emanuele Fiorini, Valerio Mancini (Ln) e Marco Squarta (FdI), evidenziando che “questo è un tema da affrontare con serietà, altrimenti a Terni arriva il messaggio che la Regione non si occupa di questa situazione complessa ambientale. La Regione deve costruire una proposta su misura per quell’area. Parlare solo degli inceneritori è fuorviante, il problema è più grave. L’Aula non può tecnicamente esprimersi sugli inceneritori. La Giunta deve prendere coscienza che siamo di fronte ad una situazione delicatissima e complessa che ha bisogno di un tavolo dove cercare di costruire cose vere e concrete. Il tavolo per la qualità dell’aria, fermo per un anno, non serve: la situazione di Terni non può essere accomunata a quella di altri comuni. Si tratta di un unicum assoluto in Italia, perché in una ‘Conca’ c’è uno dei più grandi insediamenti siderurgici d’Europa. Lo studio Sentieri lascia aperte molte cose, ed è del 2013. Non ci si può accontentare di dati del 2013. Chiedo alla Regione una analisi di tutte le emissioni inquinanti a Terni. Così vedremo che gli inceneritori rappresentano nemmeno il 5 per cento delle emissioni: il resto è industria, riscaldamenti, auto, trasporti. Allora non possiamo parlare solo del 5 per cento. Servono soldi per risolvere il problema. Chiedo che la Regione non deleghi questo problema al Comune di Terni, perché questo è un problema dell’Umbria non solo di Terni. Non dobbiamo parlare di ambiente a Terni solo quando c’è la valutazione ambientale per Terni Biomassa o Acea. Dobbiamo indagare, fare in modo che ci siano dati seri e poi fare iniziative concrete. Quando si parla del problema ambientale della Conca ternana si tende a considerarlo uno dei tanti punti all’ordine del giorno dell’Aula. Non c’è un atteggiamento serio. Forse non contribuisce buttarla in caciara”.

GLI INTERVENTI:

IL PRESIDENTE BREGA (PD) RICORDA LE RESPONSABILITA’ DELLA GIUNTA CIAURRO – “Questo è un tema delicato per la regione. Come aula, tra una settimana, potremmo costruire un documento condiviso. Noto l’assenza totale di chi dovrebbe essere presente. Il primo inceneritore nella città di Terni fu fatto dalla giunta Ciaurro. Le scelte su questo tema vanno al di là delle appartenenze politiche. In seconda commissione stiamo discutendo il piano della strategia energetico-ambientale regionale fatto dalla Giunta a
settembre 2015. E noi riusciamo a discuterlo solo ora. Forse dovremmo fare ammenda. Se avessimo voluto incidere su alcune scelte avremmo dovuto affrontare questo tema prima. E forse tante discussioni si sarebbero evitate, visto che il piano contiene le scelte strategiche. È vero che gli inceneritori incidono per il 5 per cento, però anche quel 5 per cento può avere effetti importanti in una situazione drammatica come quella della Conca ternana. Tra una settimana, potremmo costruire un documento condiviso, congiunto, che ci consenta di sensibilizzare e di dare un orientamento politico ad alcune scelte che sono all’interno del piano strategico. Sono i tecnici a doversi assumere la responsabilità di quella scelta, noi oggi non possiamo farla. Noi possiamo sensibilizzare per evitare in future scelte insensate, per un territorio che non ha più la forza di sostenerle. A noi spettano scelte politiche, assumendoci la responsabilità di non far più passare due anni per esaminare un pano energetico ambientali”.

LEGA NORD: EMANUELE FIORINI – “Terni non può non sopportare ancora, la salute delle persone deve venire prima di tutto. Non è questione di un singolo impianto, ma di una situazione globale da prendere in considerazione, con la Conca ternana che non permette il continuo ricambio dell’area. Ed è una questione che non riguarda solo il Comune di Terni, serve l’impegno di tutti, compresi l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini e la presidente Catiuscia Marini. E riguarda tutto il ciclo dei rifiuti. Ma si chiede a Terni di bruciare ancora più rifiuti, nonostante il Ministero abbia rilevato, già nel 2014, un nesso tra l’inquinamento ambientale e l’aumento della mortalità o di patologie legate a malattie respiratorie di uomini e donne di Terni, e un eccessivo numero di morti per tumori a trachea, bronchi e polmoni. Perciò i consiglieri regionali, anche quelli di maggioranza, dimostrino di avere a cuore la salute dei cittadini. Questa non è la battaglia della Lega o del Movimento 5 Stelle, che hanno occupato l’Aula per spingere la politica alla soluzione del problema, ma la battaglia dei cittadini cui la politica deve tornare a dare voce, rompendo con le logiche fondate solo sugli interessi”.

L’ ASSESSORE ALL’AMBIENTE FERNANDA CECCHINI – “In questa settimana una parte dell’Assemblea legislativa ha tentato di modificare l’iter di una conferenza dei servizi, facendo pressione sulla Giunta per provocare un vero e proprio abuso di ufficio. Per quanto riguarda la materia autorizzatoria, ci sono direttive europee, norme nazionali e leggi specifiche come il decreto 156. La suddivisione tra decisioni politiche e decisioni tecniche è quindi chiara. Non andremo dunque ad inficiare i percorsi stabiliti dalla legge. Prendiamo atto che c’è un iter avviato da 4 anni all’interno dalla Conferenza dei servizi, nell’ambito del quale non c’è stato un parere univoco della Asl, pur chiedendo di verificare ancora gli effetti di certi impianti sulla salute dei cittadini. Ieri la Giunta regionale ha approvato una delibera che prende atto di quanto avvenuto e valuta di chiedere alla Asl Umbria 2 di uno studio approfondito sulla Conca ternana che consenta di attivare uno studio permanente sul rischio sanitario specifico legato alle fonti prevalenti di emissioni. Entro 90 giorni dovrà esserci un primo approfondimento specifico del rischio sanitario degli impianti di incenerimento presenti sul territorio. Non abbiamo dunque nulla da nascondere e nessun potere forte da tutelare. Le mozioni su TerniBiomassa e su Acea riguardano autorizzazioni diverse. Nel primo caso è una trasformazione di autorizzazione esistente. Per Acea si tratta invece di prevedere un nuovo combustibile e quindi ci sarà la valutazione di impatto ambientale. Non autorizzeremo mai un nuovo inceneritore, come abbiamo sempre dichiarato. Per mettere in discussione le autorizzazioni che già ci sono servono studi specifici per poi procedere con eventuali miglioramenti sulle emissioni. Il primo inceneritore a Terni, va ricordato, è stato autorizzato dalla Giunta di centrodestra guidata da Ciaurro. Il problema più grave per l’aria di Terni è rappresentato dalle attività produttive, dal traffico e dagli impianti di riscaldamento. La Giunta regionale non può revocare autorizzazioni che sono state rilasciate perché conformi alle regole. Bisogna colloquiare con i cittadini per mettere a loro disposizione tutte
quelle informazioni utili a far sapere che in tutti gli atti della Regione, anche autorizzativi, si lavora all’insegna del miglioramento per quanto riguarda le emissioni. Già da tempo noi abbiamo chiesto a Arpa di fare un monitoraggio il più preciso e anche stringente”.

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