Inceneritore, la commedia continua: la montagna partorirà il camino (che già c’è)

1 – SI ATTENDE IN QUESTE ORE UNA PRESA DI POSIZIONE DEGLI ALIENI CHE, IN ORIGINE, HANNO RILASCIATO AUTORIZZAZIONI E PARERI POSITIVI PER LA COSTRUZIONE DELL’INCENERITORE ‘TERNI BIOMASSA’

2 – TRA LE TANTE RICHIESTE DI CONVOCAZIONE, A NESSUNO E’ VENUTO IN MENTE DI ASCOLTARE IN “AUDIZIONE”, IN SECONDA COMMISSIONE REGIONALE, IL DIRETTO INTERESSATO, CIOE’ L’INCENERITORE STESSO?

3 – PORTARE L’INCENERITORE A PERUGIA, PER L’AUDIZIONE IN 2° COMMISSIONE REGIONALE, E POI LASCIARLO NEI PARAGGI. UNA DELLE “TANTE” SOLUZIONI CHE SI PROFILANO ALL’ORIZZONTE 

4 – SE L’INCENERITORE, IN COMMISSIONE REGIONALE, DOVESSE AVVALERSI DELLA FACOLTA’ DI NON RISPONDERE, POTREBBERO ESSERE CONVOCATI I PROPRIETARI DELL’IMPIANTO (TOZZI HOLDING) E I SINDACI DEI COMUNI VICINI A TERNI (A COMINCIARE DA POLINO) 

TERNI – La notizia deve ancora essere confermata ufficialmente, ma pare proprio che la Regione dell’Umbria abbia di fatto preso atto, su parere  dei dirigenti tecnici, delle condizioni tecniche e normative per la ripartenza dell’inceneritore TerniBiomassa di Maratta, in forza di una Autorizzazione integrata ambientale. La competente commissione regionale, tuttora in corso, avrebbe infatti dichiarato il sostanziale via libera. Sulla vicenda (per la verità l’impianto era già stato autorizzato precedentemente, poi bloccato per le note vicende giudiziarie) si era scatenata una autentica bufera politica.

Procedura conclusa – Questa la risposta – che fa temere ‘il peggio’ – dei due funzionari regionali competenti ad un quesito posto dal consigliere Liberati:  “Nello specifico il procedimento è concluso, quindi come strumenti ora ci sono il ricorso al Tar o un atto di autotutela, che però parte dal riconoscimento di un errore nella procedura amministrativa. Ma dato che il Comune di Narni non ha mai chiesto di partecipare, sarebbe difficile coinvolgerlo ora”.

Comune e Asl nel mirino – Da quanto trapela, durante la riunione odierna della seconda commissione regionale, il livello tecnico della Regione avrebbe di fatto sottolineato come il Comune di Terni e la Asl2 avrebbe avuto gli strumenti per cambiare sostanzialmente il corso degli eventi.

La nota della Regione – Ecco il comunicato della Regione, in qualche modo illuminante della situazione e in cui, di fatto, soprattutto il sindaco di Terni viene in qualche modo ‘rimproverato’: “Le procedure di legge relative alla Conferenza dei servizi sull’Autorizzazione di impatto ambientale per l’inceneritore “Terni Biomassa” sono state seguite ed hanno visto la partecipazione dei soggetti che ne che avevano titolo. Tra questi non figurano i Comuni limitrofi a quello interessato, Terni, dato che la giurisprudenza di Tar e Consiglio di Stato non consente l’invito di Comuni non direttamente coinvolti, pena il vizio del procedimento amministrativo. Questa la valutazione espressa dai funzionari regionali del Servizio autorizzazioni ambientali, Emanuele Smacchi e Paolo Grigioni, durante l’audizione convocata dalla seconda commissione dell’assemblea legislativa, presieduta da Eros Brega. Smacchi e Grigioni hanno evidenziato che “l’impianto ‘Terni Biomassa’ è interessato da un procedimento di Aia per convertire una precedente Autorizzazione ambientale, così come richiesto dalle normative europee. Solo il Comune di Terni aveva titolo per intervenire alla Conferenza dei servizi, a cui ha partecipato la Asl, con un parere che non contiene un giudizio positivo o negativo, non presenta conclusioni esplicite. Il nostro Servizio lo ha comunque tenuto in considerazione, abbassando ulteriormente i limiti emissivi in atmosfera. Il sindaco non ha tradotto in prescrizioni il contenuto del documento della Asl, proprio perché non vi era una conclusione chiara”.

Liberati – Intanto, lesto come una lepre, il consigliere regionale pentastellato, Liberati, fa sentire la sua voce in merito: “I sindaci dei Comuni di Narni, San Gemini, Stroncone, pur titolari di legittimo interesse, non hanno mai domandato di far parte dei procedimenti passati e attuali sugli inceneritori, cosa che, stando ai dirigenti auditi stamane in Regione da parte della seconda Commissione, avrebbero potuto ottenere se solo lo avessero richiesto, giacché ampiamente informati sugli iter in corso. Inoltre, i tecnici hanno riferito che il sindaco di Terni non ha mai espresso un parere contrario legalmente valido contro gli inceneritori. La Regione stessa, a metà 2015, aveva già evitato l’assoggettabilità di queste attività alla necessaria Valutazione di Impatto Ambientale, facilitando di fatto il procedimento. E’ stato infine riferito che, qualora Terni Biomassa ottenesse l’Aia, la scadenza dell’autorizzazione avverrebbe addirittura nel 2027, impregiudicata la possibilità di ricorrere al Tribunale da parte dei soggetti legittimati, così come di intervenire seriamente da parte del sindaco di Terni e della Asl2, autorità che tuttora può esprimere un parere negativo. Per questi motivi, su istanza del commissario Andrea Smacchi, i consiglieri regionali si riuniranno d’urgenza non più a Perugia, ma a Terni, proprio per audire il sindaco, unitamente ad Arpa e Asl2”.

Lega – Interviene anche il capogruppo della Lega Nord Umbriaon in consiglio regionale, Fiorini: “Anche i dirigenti regionali, ascoltati oggi in seconda Commissione, hanno confermato come in occasione della Conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia all’impianto di incenerimento di Terni Biomassa, il sindaco Di Girolamo avrebbe potuto produrre degli interventi che, di fatto, avrebbero interrotto, o quantomeno rallentato, l’iter di approvazione dell’autorizzazione integrata ambientale. Il sindaco, sulla base dei dati raccolti da Asl 2, riguardanti lo stato di salute della conca ternana, avrebbe potuto produrre una documentazione di “conclusione” di tali dati e quindi avviare una nuova fase dell’iter autorizzativo. Cosa che non è stata fatta. Un comportamento che lo stesso sindaco dovrà chiarire nel corso della prossima audizione in Regione. Il presidente della seconda Commissione, infatti, ha ufficializzato la nostra richiesta di convocare in audizione, tra mercoledì o giovedì di questa settimana, il direttore regionale Arpa, il direttore Asl 2 e il sindaco Di Girolamo. Incontro che potrebbe svolgersi negli uffici ternani della Regione. Un altro elemento importante è emerso da questa audizione. I dirigenti regionali hanno spiegato che è piena facoltà di Asl 2 e del sindaco Di Girolamo chiedere la revisione dell’autorizzazione anche in seguito al suo rilascio”.(lanotiziaquotidiana.it)

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