Orvieto, Silvio Torre (Meetup M5S) replica a Scopetti: “Quale economia della cultura propone il PD?”

Il fondatore del Meetup risponde al segretario del PD Andrea Scopetti: “Fino a prova contraria – dice Silvio Torre – il Comune ha un Sindaco ed una maggioranza Pd, è incomprensibile che facciano finta di essere di lotta quando hanno invece responsabilità e governo della città”

 

Il fondatore del Meetup di Orvieto Silvio Torre  intende ricordare alla segreteria Pd che, a firma del segretario Andrea Scopetti, scrive “Per Orvieto città della cultura e dell’economia della conoscenza” quanto nei fatti ha potuto sperimentare nel corso di questi anni in cui c’è un portavoce del MoVimento 5 Stelle grazie alla lista nata in seno al meetup, e quali occasioni abbia avuto la maggioranza e l’amministrazione che fanno capo al Partito Democratico dal M5S di essere conseguenti nei fatti alle proprie parole.

«E’ un argomento spinoso quello della politica culturale di Orvieto, città dalla storia formidabile, dotata di una fama che è ben al di sopra di quanto la politica dei conti in ordine ma col predissesto o del “salviamo capre e cavoli” dovrebbe meritare. E’ un argomento spinoso perchè tocca da vicino le sensibilità e le prospettive di lavoro dei dipendenti Te.Ma e dell’indotto del Mancinelli ed è un argomento spinoso perchè si rischia uno sterile confronto tra visioni di accademici ed esperti distaccati dal mondo reale. Innanzitutto va chiarito che a parole ed in linea di principio sicuramente tutti sono a favore di una Orvieto città della cultura e favorevolissimi ad una economia della conoscenza, va detto però che sono termini che gettano in confusione: Cos’è una città della Cultura? Un luogo dove insistono università e centri di ricerca accessibili a tutti i cittadini? Un luogo che premia le proposte culturali? O magari una città che permette il confronto tra le arti e le compagnie promotrici? Ce lo dobbiamo chiedere visto che la maggioranza Pd ha bocciato al M5S una serie di provvedimenti in tale senso come quelli a favore della cultura scientifica e quello dell’apertura di un confronto sull’adesione al Teatro Stabile dell’Umbria. Quest’ultima soprattutto avrebbe permesso di avvicinarci senza traumi e con le idee ben più chiare alla scadenza della convenzione con la TeMa. e su di una prospettiva di salvaguardia dei posti di lavoro. E poi per quanto riguarda l’Economia della Conoscenza da parte di un Comune che non ha risposto ad uno straccio di bando europeo per sovvenzioni in tale senso è proprio il colmo comunque, per curiosità, Scopetti intendeva forse mettere a valore la conoscenza? Bene si fa con i diritti autoriali, e questo significa incentivare la produzione musicale, letteraria ed artistica oltre che incentivando quell’economia basata sulle “privative”, cioè su brevetti e marchi il cui valore entra di fatto nel ciclo economico. In questo caso salta subito all’occhio che è stato il Movimento a proporre di lavorare per portare nell’ex caserma Piave il Tribunale Europeo dei Brevetti e che gli incentivi agli autori qui non sono mai stati incentivati; manca infatti un premio Orvieto che abbia fama a parte quello dedicato a Gianni Rodari che, tutti sanno, è stato rilanciato da Lucia Vergaglia. Sul lato musicale, nella città che ospita il Folk Festival, non mi dilungherei sulla rinuncia alla cittadinanza onoraria a Francesco Guccini da parte del partito di Scopetti. Cosa resta dunque? I 38 “mipiacisti” del “museo diffuso” Orvieto VIE, inaugurato e lasciato assolutamente assente dalla scena culturale del mondo reale, un risultato talmente misero che se lo avesse avuto un amministratore a 5 stelle sarebbe stato crocifisso per lo spreco. Ed oggi che i nodi vengono al pettine cosa chiede il Pd? Di sottrarre al controllo cittadino quel poco che resta attivando “un progetto di unificazione operativa di tutti gli enti che gestiscono i servizi per la cultura e il turismo della città”.
Un’idea da respingere con forza.
E comunque non vogliamo dire solo NO ma vogliamo valutare la questione che merita un vero ed onesto chiarimento: cosa è secondo il Pd di Orvieto l’economia della conoscenza ed in cosa, non nelle nomine e negli strumenti ma nei fatti, si esprimerebbe praticamente la loro idea città della cultura?».
 
Silvio Torre, fondatore del meetup di Orvieto

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