Post Terremoto, De Sio (FdI-AN): «La ricostruzione che non c’è»

L’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia: “la gestione insensata del dopo terremoto esce direttamente dalla bocca del commissario straordinario Vasco Errani”

di Alfredo De Sio, Componente Esecutivo Nazionale “Fratelli d’Italia-AN”

Ecco adesso si può dire senza essere tacciati di speculazione. Adesso quello che da mesi sottovoce tutti dicevano e pensavano della gestione post sisma si può affermare senza scatenare le ire funeste dei soliti perbenisti del nulla. Non sono servite indagini particolari, microspie o fuori onda la gestione insensata del dopo terremoto esce direttamente dalla bocca del commissario straordinario Vasco Errani e quindi la critica è sdoganata e francamente era ora.

E già proprio così  non ci voleva certamente molto per arrivare a queste conclusioni, dopo mesi di cincischiamenti, dove non si è stati in grado di risolvere neppure le cose più ovvie, oggi basta andare nelle zone terremotate e parlare con cittadini, imprenditori, tecnici, professionisti in una parola con tutto il sistema che dovrebbe dare la spinta alla ripresa ed alla partenza dell’auspicata ricostruzione, per rendersi conto che la realtà dell’inefficienza sta superando persino la fantasia di una facile demagogia che si potrebbe fare sull’argomento.

Ho vissuto l’esperienza del terremoto del  1997 all’interno del Consiglio Regionale dell’Umbria in una cornice difficile dove per tutti  le parole d’ordine erano “semplificare” “fare presto” ; dove le ordinanze erano comprensibili, non lacunose e migliorabili in una sorta di work in progress che vide impegnate le istituzioni in sedute fiume per aggiornare , correggere e rendere subito applicabili i provvedimenti . In quella stagione non mancarono le critiche e le denunce politiche delle opposizioni su ciò che non andava od era a nostro avviso sbagliato ma lo spirito era quello di rimettere in cammino la speranza per tanti cittadini dell’Umbria ed il principio del “far fare” era il motore attorno al quale costruire il recinto delle regole e non il contrario .

Ecco perché non si tratta di colore politico o almeno non solo di quello ma di capacità delle classi dirigenti a cominciare da quella del Governo nazionale che hanno distrutto ogni percorso basato sull’esperienze pregresse che , specialmente in Umbria e in Abruzzo, erano state capaci di dare risposte adeguate alle esigenze del breve e medio periodo avendo la capacità di prendere a riferimento le esperienze del passato per migliorarne i contenuti.

In questi mesi fiumi di carta e parole contraddittorie hanno depresso la volontà anche dei più forti. Sui moduli abitativi si naviga a vista con tempi assurdi che sembrano rispettare più le esigenze dei produttori che dei cittadini . Credo che anche chiedendo sostegno alle nazioni dell’UE e non solo  si sarebbero oggi risolti i problemi strutturali dei tanti che sono ancora fuori casa negli alberghi o da parenti  .  10 , 20  moduli disponibili immediatamente  per ogni nazione avrebbero risolto molte delle attuali emergenze senza aspettare i sub appalti ed i tempi di aziende che avevano in tasca da anni contratti per le forniture in caso di sisma.

Ma è soprattutto la ricostruzione quella che non riparte neppure nelle situazioni più semplici. I cittadini e i loro tecnici si trovano nell’impossibilità di partire con i lavori, perché le fasce nelle quali sono stati suddivisi i danni degli edifici non sono adeguate ad una mappatura coerente e logica degli stessi . Degli autentici buchi neri nella quantificazione del danno e del relativo contributo previsto per metro quadro per la  ricostruzione, scoraggiano la maggior parte ad intervenire nelle azioni più facili di consolidamento ed adeguamento sismico . Questa è la realtà alla quale va aggiunto, non quello che dice il sottoscritto, ma quello che vedono quotidianamente tutti i cittadini delle zone interessate un’incapacità totale ad affrontare un’emergenza che vedeva l’Umbria all’avanguardia. Tutto il resto, quello si è propaganda .

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