Debiti Comune di Terni: «È tutta una partita interna al PD tra mariniani e bocciani»

Thomas De Luca (M5S): “Il piano di rientro dal predissesto è un enorme bluff”

TERNI – Per coprire la voragine di debiti, il fantasmagorico piano del Partito Democratico, prevede circa 9 milioni di euro provenienti da alienazioni immobiliari del patrimonio comunale. Immaginiamo la calca di acquirenti, tale da creare problemi di ordine pubblico, pronta a darsi battaglia per acquistare strutture nel migliore dei casi fatiscenti dopo anni di assenza di manutenzioni, con cui convivono quotidianamente tanti ternani. Ma andiamo al dunque.

2 milioni e 780 mila euro dell’ammontare totale riguardano cessioni di immobili all’ATER, l’azienda regionale di edilizia residenziale pubblica. Gli immobili sono quelli di via San Nicandro, via Tre Colonne, Via della Stella, l’ex scuola elementare di Poscargano, l’ex scuola media di Piediluco, l’ex scuola di Maratta, l’ex scuola di Collestatte, l’ex area Prampolini. 

Il Piano di predissesto. Al momento della redazione del piano però non solo non esiste alcun impegno all’acquisto ma attraverso una nota del 16 dicembre l’agenzia metteva in chiaro che ogni eventuale negoziazione era subordinata ad “…eventuali risorse e finanziamenti che la Regione Umbria intenderà destinare al recupero e alla riqualificazione di immobili…”. Una speranza venduta all’opinione pubblica come copertura finanziaria. 

La “mandrakata” di Cavicchioli. In occasione dell’approvazione del Dup, arriva la “mandrakata” di Cavicchioli per riparare con un emendamento: cedere in proprietà le aree già concesse ad ATER in diritto di superficie. In questo modo recuperare circa 3 milioni. Così si sale fino a sei milioni di euro. Tutto sulla carta, però.

Un’amore non corrisposto. Il 27 gennaio viene riunito un tavolo ATER, Comune, Regione per poter discutere nel merito. In primo luogo vengono stralciati da ogni ipotesi di acquisizione gli immobili di via San Nicandro, via Tre Colonne, Via della Stella perché vincolati da specifici obblighi di legge. In seconda istanza tutti gli immobili rimanenti, potenzialmente cedibili, viene applicato un costo medio di 1.100 € al mq (decisamente generoso): così facendo le stime fatte dal Comune si sgonfiano di 1.062.551 euro. Una chiara dimostrazione delle modalità di valutazione a copertura del predissesto. In conclusione l’ATER ribadisce quanto già detto subordinando “il proprio coinvolgimento alla disponibilità delle risorse da parte della regione”.

L’ Ater fa marameo. Il 15 febbraio in audizione nella III commissione regionale c’è il dirigente regionale responsabile dell’edilizia residenziale pubblica. La consigliera M5S Maria Grazia Carbonari chiede numi su accordi tra ATER e Comuni “…A Terni, è previsto l’acquisto di beni che ora sono del patrimonio del comune di Terni?” incalzato sulla risposta, in maniera laconica, risponde “Questo è quello che dichiara il Comune di Terni”.

Un piano di predissesto che è un enorme bluff. Una città che affonda nel dissesto finanziario di fronte al silenzio degli organi di controllo, mentre tutto si riduce ad una partita tra scissionisti e anti-scissionisti, Mariniani e Bocciani, tutta interna al Partito Democratico.

Thomas De Luca, M5S Comune di Terni

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