Terni: “Il piano di rientro dal predissesto somiglia al gioco delle tre carte”

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Il consigliere comunale Enrico Melasecche chiede di conoscere l’ammontare della quota relativa al dissesto dell’ex Consorzio Aree industriali, a causa della  gestione dissennata di quegli anni in cui il Comune di Terni aveva un ruolo importante

Di Enrico Melasecche*

Sono settimane queste in cui si sta svolgendo una manovra sotterranea da parte del Comune per coprire affannosamente i problemi reali dell’amministrazione con la solita logica del gioco delle tre carte utilizzata da molti anni e di cui Piacenti è stato il prestigiatore conclusivo. Questo PD si gioca la sopravvivenza e quindi continuano le manovre che edulcorano la situazione reale per quanto riguarda i fabbisogni minimi, incomprimibili della città, utilizzate per mascherare una situazione di effettivo dissesto che porterebbe diritti al commissariamento e a nuove elezioni. L’unico spauracchio che questa classe politica realmente teme, è quello di andare a casa, tornando ognuno alle attività precedenti.

Nel corso delle discussioni che ci sono state in III Commissione sugli enormi problemi finanziari in cui il Comune si dibatte, abbiamo ribadito la necessità di una onestà intellettuale assoluta nel comporre quelle le cifre, considerato quanto di vergognoso è avvenuto negli anni trascorsi. Purtroppo però, convinti come siamo che il lupo perda il pelo ma non il vizio, ricordiamo la saggezza popolare di Claudio Campili, detto “Tagliulino”, consigliere comunale di sinistra per molti anni, che soleva ripetere sconsolato la battuta: “È come predicare la castità ai passeri”.

Infatti da circa tre anni sollecitiamo chiarimenti in merito al debito che incombe sul Comune dopo la decisione di porre in liquidazione il Consorzio TNS, Terni, Narni, Spoleto, ex Consorzio Aree Industriali, amministrato con il contributo determinante degli assessori nominati da Di Girolamo.

Si parla di una perdita complessiva che si aggira sui 20 milioni di euro, di cui la quota parte del Comune ammonterebbe ad una quota significativa. Quanto basterebbe  a far saltare il piano di rientro dal predissesto che la Corte dei Conti sta esaminando. Ma non basta, perché giungono voci che il bilancio preventivo appena approvato dalla Giunta, tagliato con l’accetta,  preveda cifre irrealistiche, pur di farlo quadrare ad ogni costo, tagliando poste di bilancio assolutamente non comprimibili se non contravvenendo ad obblighi di legge. Dopo tutto ciò che è fin qui accaduto non sono possibili sconti ad una giunta nei confronti della quale sono caduti persino quei livelli minimi di rispetto istituzionali, tenuto conto della inaffidabilità fin qui dimostrata. Pertanto oltre ad inoltrare una richiesta di accesso agli atti, presento una interrogazione scritta al sindaco, augurando a lui ed al suo fido Piacenti di voler rispondere, a differenza di come stanno facendo per altre dello stesso tipo, perché, dopo le indagini in corso, il rischio che la situazione si complichi ulteriormente diventa abbastanza probabile.

*Lista Civica “I love Terni”

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