Navi dei veleni, la commissione Ecomafie punta il dito su Montedison-Ferruzzi: “smaltivano rifiuti tossici delle aziende di Stato”

Le navi venivano riempite di rifiuti tossici pericolosi e fatte inabissare in mare aperto

ROMA | (Fanpage.it) – Il presidente della commissione d’inchiesta sulle ecomafie, Alessandro Bratti, ha incontrato Fanpage.it per fare il punto sulle attività della commissione legate all’accertamento della verità sul fenomeno delle navi dei veleni, i cargo che sarebbero stati affondati nelle acque del Mediterraneo con a bordo tonnellate di rifiuti tossici pericolosi.

“Abbiamo fatto alcuni sequestri in casa della manager Cesarina Ferruzzi – spiega Bratti – un personaggio importante perchè caricò alcune di quelle navi per conto della società Monteco”. Il deputato del Pd però racconta come l’enfasi con cui si sia trattato l’argomento ha distolto l’attenzione da questioni più importanti: ” come l’intreccio tra traffico di armi e di rifiuti, principalmente rifiuti di Stato. La Montedison creò la Monteco che doveva occuparsi proprio dei rifiuti tossici delle aziende di Stato che fino ad allora andavano tutti all’estero perchè in Italia non avevamo impianti”. Il presidente della commissione ecomafie spiega anche che le dichiarazioni dei pentiti non sempre hanno trovato riscontro in questa vicenda: “Abbiamo dato molto credito al pentito Fonti ma abbiamo trovato pochi riscontri nella sue dichiarazioni, credo che una parziale verità sia stata detta, poi in alcuni casi gli avvocati dei pentiti ci volevano portare al calciomercato proponendoci un pentito alla settimana e abbiamo giudicato questa situazione poco seria”. Per Bratti la chiave di questa vicenda è legata alle destinazioni dei rifiuti tossici delle aziende di Stato: ” nessuno si è mai soffermato su quante tonnellate di rifiuti partivano e quante ne arrivavano e dove, molto spesso i paesi che accoglievano questi rifiuti avevano qualcosa in cambio, o erano armi o erano soldi”.

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