Orvieto, consiglio comunale aperto sulla discarica “Le Crete”. FI e LEGA NORD contro l’ampliamento

ORVIETO – «Nessuno ama la discarica, né gli inceneritori vicino casa sua. Il terzo calanco, la Regione non lo vuole. L’ha già detto nelle diverse forme. La Giunta Regionale non supererà il parere di diniego della Soprintendenza all’ampliamento del secondo calanco che in sede di VIA ha ribadito il Sindaco di Orvieto. La Regione non andrà mai contro la volontà di un territorio e non scavalcherà la posizione del Comune». Lo ha confermato ieri, lunedì 6 febbraio, l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini partecipando alla seduta aperta del consiglio comunale, richiesta a marzo 2016 dai consiglieri di minoranza Tardani, Sacripanti, Olimpieri, Luciani e Meffi sul trattamento dei rifiuti del territorio ed in particolare al futuro della discarica “Le Crete”. A preoccupare è l’ipotesi che l’impianto diventi area di conferimento da parte dell’intera regione e non solo.

LEGA NORD, L’INTERVENTO DI FIORINI E MANCINI – «Abbiamo partecipato al Consiglio comunale aperto richiesto dai Consiglieri di opposizione di Orvieto sperando che  la Presidente Marini desse finalmente una risposta chiara e definitiva sul futuro della discarica delle Crete, ma siamo rimasti doppiamente delusi: la Marini ha scelto di sottrarsi al confronto con la comunità orvietana, così come ha fatto in questi mesi in Consiglio regionale, mentre l’Assessore Cecchini non ha voluto, o potuto, pronunciare quelle parole che un’intera città aspetta ormai da anni».  Così i consiglieri regionali della Lega Nord Umbria, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini.

«Il territorio di Orvieto “ha già dato” contribuendo negli anni alle esigenze di smaltimento sia a livello regionale che nazionale (il ricordo dei rifiuti campani – sulla cui natura c’è molto da chiarire – è ancora vivo e vegeto). Come ricordato da molti degli intervenuti ieri – aggiungono Fiorini e Mancini – se oggi l’Umbria è in emergenza è perché tutto quello che andava fatto è stato solo annunciato. Se il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato nel 2009 fosse stato realmente attuato l’Umbria, alla luce della propria dimensione e popolazione, avrebbe potuto evitare ampliamenti delle discariche e scongiurare il rischio della realizzazione di un nuovo inceneritore. E’ giusto che la Regione riconosca le proprie colpe e non chieda un ulteriore sforzo ad un territorio già così fortemente penalizzato. Le scelte non possono essere guidate, come in passato, dagli interessi economici a scapito delle comunità e dei territori. Il punto – concludono i consiglieri leghisti – non è stabilire se le volumetrie residue si esauriranno nel 2021 o prima, ma stabilire una volta per tutte che la scelta scellerata di prevedere una discarica a tre chilometri in linea d’aria da uno dei centri storico-artistici più importanti d’Italia e al centro di un territorio agricolo di pregio (Doc, Docg e Igt) non può essere ulteriormente tollerata perché errare è umano, perseverare è diabolico».

NEVI (FI): “PRESENTERO’ INTERROGAZIONE URGENTE” – «L’Assessore Cecchini sembra che in occasione delle sua visita ad Orvieto abbia dichiarato che non si opporrà al parere negativo all’ampliamento del secondo calanco, espresso dal Comune di Orvieto. Ora sarebbe necessario sapere se possiamo quindi definitivamente considerare chiusa la partita con un rigetto dell’autorizzazione chiesta da Acea, oppure si continua a dire una cosa e a farne un’altra». Lo dichiara Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale dell’Umbria, evidenziando che «sarebbe bene che la posizione della Regione fosse finalmente chiara e definitiva e per questo annuncio la presentazione di un’interrogazione urgente».

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