Inquinamento TK-AST: “teatrino bizantino in salsa umbra. Regione minimizza rischi per la salute”

“Sostanze volatili altamente cancerogene vengono disperse in atmosfera. Regione, ASL e ARPA non sembrano aver contezza della situazione”

TERNI – “Sarebbe necessario andare oltre i gonfaloni con lo slogan ‘Obiettivo legalità’ affissi dalla Thyssen Krupp sui pali della luce di Viale Brin, a Terni. Bisognerebbe piuttosto guardare ai fatti, all’ultimo dei numerosi procedimenti aperti contro la Thyssen Krupp, che evoca nuove responsabilità amministrative e penali, conformemente ai prelievi svolti sui fanghi e sulle acque reflue industriali”. Così il consigliere regionale M5S Andrea Liberati, che evidenzia come all’inchiesta “è seguita l’ennesima ambigua diffida della Regione: subito si è sollevato il sipario sul famigerato teatrino bizantino in salsa umbra, la conseguente minimizzazione istituzionale e svariate quanto prevedibili fughe dalle responsabilità”.

“Nell’equivoca diffida della Regione – spiega il consigliere di opposizione – sarebbe infatti stato comicamente scritto che ‘non si configurano situazioni di pericolo per l’ambiente’. I sindacati, nel richiedere ‘tutte le informazioni rispetto a ispezioni e relativi risultati’, hanno imputato all’Azienda ‘una scarsa trasparenza di informazione’. Informazione che, in realtà, non difetta ad alcun attore, né a Thyssen, ben consapevole della situazione; né ai sindacati; né ai cittadini più preoccupati, al di là dell’esito di quest’ultima operazione condotta dalla Benemerita, avviata nel giugno 2016, col sostegno di Arpa. Molti altri problemi restano irrisolti. E bisognerebbe insistere, se davvero la politica volesse farsi carico di accompagnare l’azienda verso quella legalità a parole tanto evocata”.

Andrea Liberati stila poi un elenco di “alcune delle situazioni di plateale irregolarità in atto: “I postcombustori del riscaldo siviere non funzionano da anni. Ciò significa che sostanze volatili altamente cancerogene, presenti nei mattoni refrattari, vengono disperse in atmosfera, mentre il teleriscaldamento, di recente attivato dopo 15 anni di inerzia, è del tutto inefficace. Regione, Asl e Arpa non sembrano aver contezza della situazione, né risulta siano stati effettuati controlli sulle postazioni di essicazione siviere. Il tanto anelato recupero delle scorie, imposto dall’Aia ben sette anni fa, dopo innumerevoli proroghe doveva irreversibilmente partire da settembre 2016. Da mesi l’azienda è pertanto nel limbo di una palese illegalità e non basta rilasciare un comunicato, prendendo ancora tempo e sostenendo al riguardo che ‘si avvia a conclusione l’iter per l’assegnazione del servizio volto al recupero delle scorie siderurgiche’. I campionamenti di quella bomba chimica che è la discarica Pentima-Valle, una ‘terra dei fuochi’ alta quasi 100 metri, non riguardano i fanghi conferiti in questi lustri, né la relativa qualità, condizioni che, invece, restano ampiamente da approfondire. Lo studio ecotossicologico sul fiume Nera, preteso dall’Aia e ben noto alla Thyssen medesima, giacché prodotto da parte privata, certifica come, probabilmente da decenni, a valle del depuratore Sida la concentrazione di nichel e cromo nei molluschi e nelle piante acquatiche sia superiore anche fino a 400 (quattrocento) volte rispetto alle matrici poste a monte, con un effetto accumulo generato dagli imponenti volumi di acque reflue -circa 18.000 mc/h- trattate da Thyssen”.

“Ecco perché – conclude Liberati – l’Obiettivo legalità teorizzato da Thyssen Krupp rischia di tradursi solo in un’inutile revirgination dell’immagine, se non si congiunge al rigore e all’abnegazione di coerenti condotte quotidianamente praticate: e quali che ne siano i costi aziendali, già imposti dalla legge, se qualcuno negli ultimi 130 anni l’avesse osservata e, non di rado, fatta osservare, essi saranno sempre largamente inferiori all’incalcolabile prezzo che la comunità ha pagato finora a livello sociale e ambientale”.

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